Omelia per la Giornata della custodia del creato

01-09-2017

Eccellenza Reverendissima Mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, Eccellenza Sig. Prefetto, Reverendissimi rappresentanti delle Chiese Ortodosse, Autorità militari e civili, anche quest’anno celebriamo la 12.a Giornata per la Custodia del Creato avente per titolo “Certo il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (Gen 28,16). Viaggiatori sulla terra di Dio”. La celebriamo in collaborazione con la Coldiretti di Ravenna, il Comando Gruppo Carabinieri Forestale di Ravenna.

  1. La terra luogo della presenza di Dio

Si tratta di un Messaggio che intende ricordarci come la terra sia luogo della presenza di Dio. Il creato ci parla di Lui. Come scrive efficacemente papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’: «Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio» (n. 84). Come mai questo richiamo da parte della Chiesa? Il motivo è semplice. Per prendersi cura del creato in maniera appropriata è fondamentale rendersi conto che esso è un dono per l’umanità da parte di Dio. La terra non è stata creata dall’uomo. Gli è stata data per essere custodita e coltivata con una destinazione universale. Non è dell’uomo ma di Dio, e deve essere disponibile per tutte le generazioni. È bene ripeterlo. Ciò significa che i singoli e i popoli sono chiamati non a spadroneggiarla bensì a usarla, ad amministrarla per sé e per la famiglia umana, rispettandone le leggi e i delicati equilibri, sviluppandone tutte le potenzialità.

Se non si riconosce la relazione della terra con Dio, ossia la sua dipendenza da Lui, si finisce per non coglierne il valore di bene in sé, posto in essere perché sia a disposizione di tutti. La soluzione della complessa crisi ecologica dipende proprio dall’idea di un Dio creatore e redentore. Se si dimentica Dio tutto diviene più complicato. Si perdono i parametri di riferimento. La fede in Dio, in altri termini, non è irrilevante. Tutt’altro. Accanto all’apporto delle molteplici scienze non deve, dunque, mancare quello della religione. Esso offre motivazioni alte per prendersi cura della casa comune. Solo sulla base del rapporto con Dio si trovano le basi di un’etica ecologica aperta alla Trascendenza, che sradica ogni ideologia di dominio assoluto e comanda la giustizia intergenerazionale, superando il mito moderno del progresso illimitato. Le beatitudini proclamate mediante la lettura del brano evangelico predispongono ed educano il nostro animo alla contemplazione, alla ricezione del dono di Dio, ad una giustizia e misericordia universali.

  1. Noi abitiamo la terra come viaggiatori

Ecco il secondo nucleo di riflessione proposto dal Messaggio che è stato preparato con una particolare attenzione alla realizzazione di un turismo sostenibile. La mobilità è parte del nostro essere umani e il suo progressivo sviluppo ha permesso all’umanità di crescere nelle relazioni e nei contatti. Orbene, non bisogna dimenticare che la suddetta mobilità ha un forte impatto ambientale, ad esempio, in termini di emissione dei gas serra. Oggi più che mai c’è bisogno di un turismo sostenibile. Gli operatori di questo settore sono chiamati ad offrire forme di ospitalità che impattino il meno possibile sull’ambiente. Bisogna evitare sprechi di energia e di cibo, ma anche quel vorace consumo di suolo che talvolta viene giustificato proprio per il turismo. Infine, va coltivata la mobilità sostenibile, privilegiando ovunque possibile i mezzi pubblici, ad esempio le ferrovie rispetto al trasporto privato. Ma non si deve dimenticare il rispetto per i luoghi, le culture, le opere d’arte, che non possono essere ridotti a mere attrazioni turistiche, a beni di consumo. Essi vanno ammirati, contemplati. Non vanno danneggiati, sfregiati o imbrattati. L’ambiente naturale, rurale ed urbano sono un patrimonio comune, responsabilità di tutti.

  1. Conclusione: il senso del Mistero ci avvia ad una cittadinanza ecologica attenta ai diritti dei più poveri

Sia la formazione alla lettura nel creato dell’impronta di Dio che lascia stampata in essa quasi una grammatica da imparare, sia l’urgenza di un turismo sostenibile richiamano la necessità di educare ad una cittadinanza ecologica. Ecco l’impegno di tutte le istituzioni. Questo non si riduce a dare informazioni ma implica l’indicazione di motivazioni adeguate, la coltivazione di solide virtù, il compimento di piccole azioni quotidiane che diffondono, pur nella loro modestia, un bene nella società. Basti pensare, esemplifica la Laudato si’, allo spegnere luci inutili, al riutilizzo di qualcosa invece di disfarsene rapidamente, al ridurre il consumo dell’acqua, all’evitare l’uso di materiale di plastica o di carta, sempre in vista del raggiungimento della cura di un bene collettivo come è il creato. Le beatitudini già ricordate, se vissute intensamente, ci consentiranno di fare spazio nel nostro cuore a Dio creatore e ai bisogni dei nostri fratelli più poveri.

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