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Il vescovo Mario a sostegno delle attività missionarie dell’AMI

Ieri mattina il vescovo monsignor Mario Toso ha ricevuto le missionarie indiane dell’AMI e il laico fidei donum Augusto Sbarzaglia, accompagnate da Antonietta Zampino, in partenza rispettivamente per l’India e per la Tanzania. Le missionarie e Sbarzaglia hanno descritto al vescovo le aree geografiche in cui prestano il loro servizio. Il vescovo ha incoraggiato a proseguire queste importanti attività.


Le foto della Festa della Madonna delle Grazie

SABATO 11 MAGGIO 2024 – Eucarestia e benedizione alla città

SABATO 11 MAGGIO 2024 – Fiorita e omaggio alla Vergine

 

SABATO 11 MAGGIO – Consegna dei ceri

 

 

 

©Isolapress


Omelia di Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano

Omelia di S.E. Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano
in occasione della Festa della B.V. delle Grazie
Faenza, Cattedrale di San Pietro Apostolo, 11 maggio 2024

 

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Pietro e Giovanni.
Come potevano stare insieme ed essere concordi Pietro e Giovanni, cioè il giovane e il vecchio, il carattere impulsivo e rude e il temperamento gentile e sensibile. Come possono stare insieme le generazioni diverse nella stessa comunità. Come possono parlarsi gli adulti e i giovani, i genitori e i figli, i nonni e i nipoti, gli insegnanti e gli studenti. Non sono forse destinati a vivere in mondi separati, in una insuperabile incomunicabilità? Perseveranti e concordi: c’era Maria, la Madre di Gesù e alcune donne. Forse la madre, se non è ansiosa ma ispirata dalla fede; forse la madre, se non è troppo preoccupata di sé, può essere la donna dell’alleanza tra le generazioni. Forse la Madre insegna a pregare. La Beata Vergine della Grazie ha saputo unire la città in tanti momenti della storia. Sapranno i giovani e gli anziani di Faenza vivere uniti e concordi nella preghiera? Maria è ancora qui a convocarci tutti, con l’attrattiva della maternità che genera.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Giacomo e Andrea, cioè quelli che avevano l’ambizione del protagonismo. L’intraprendenza per sedersi alla destra o alla sinistra, per procurare il pane, per essere capaci di fare proseliti. Erano tutti e due protagonisti: come potevano stare insieme, ambiziosi come erano?

Perseveranti e concordi: c’era Maria, la serva dell’altissimo. Forse la prontezza a servire, forse la sensibilità che si accorge del bisogno degli altri, del vino che manca, prima di esibire sé stessa. Ecco a che cosa serve l’intelligenza e l’intraprendenza: non a primeggiare, ma a procurare gioia agli altri, a procurare il vino che manca.

Sapranno gli ambiziosi di Faenza, gli uomini e le donne dotate di grandi qualità inclini a primeggiare, gareggiare nello stimarsi a vicenda e nel servizio? Maria è ancora qui a indicarci la via del servire.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Filippo e Giacomo, cioè quelli delle domande, quelli inclini allo scetticismo, quelli che dicono, come Tommaso: “Se non tocco con le mie mani non credo”, quelli che dopo tanto tempo, ancora domandano, come Filippo: “Mostraci il Padre!”. Quelli che hanno sempre obiezioni e dubbi, gli intellettuali incontentabili, quelli che si accaniscono nelle discussioni, quelli che vogliono sempre avere l’ultima parola. Erano gli amici della polemica: come potevano stare insieme? Perseveranti e concordi: c’era Maria, la sedes sapientiae. Una sapienza più alta, più benevola, una parola più delicata, un modo di parlare più conciliante, una ricerca della verità più fiduciosa. Ecco a che cosa serve la parola: per intendersi. Ecco: l’intelligenza più acuta non è il pensiero critico, ma la disponibilità alla contemplazione.

Sapranno gli intellettuali di Faenza, gli uomini del pensiero e della parola, inclini alla critica e allo scetticismo, accogliere da Maria, la sapienza sorridente e la parola edificante? Maria è ancora qui per rendere possibile l’intesa.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera, Bartolomeo e Matteo, cioè quelli della tradizione e quelli della innovazione, i progressisti e i tradizionalisti, quelli che guardando al patrimonio della tradizione dicono: “Tutte cianfrusaglie, tutte anticaglie da museo” e quelli che considerando le innovazioni dicono: “Tutte banalità, sperimentalismi astrusi, incomprensibili arbitrarie stranezze”. Potevano stare insieme ed essere concordi?

Perseveranti e concordi: c’era Maria, la figlia di Sion e la nuova Eva, l’esito di una gloriosa genealogia e il principio di una comunità nuova. Maria ricordava che in Gesù si celebra la nuova alleanza, solo in lui si compiono le profezie, cioè le tradizioni di Israele e solo in lui risplende la gloria e risuona la parola che indica le vie da percorrere verso il compimento. Maria pregava gli antichi salmi e inneggiava con il cantico nuovo del Magnificat, l’antico e il nuovo, le sfumature della bellezza.

Sapranno i tradizionalisti e i progressisti di Faenza celebrare l’alleanza? Maria è ancora qui, la Madre che offre la stanza al piano superiore per celebrare la fraternità.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo, gli uomini qualsiasi. Gli uomini qualsiasi, quelli che non hanno niente da dire o non riescono a dire niente perché parlano sempre gli altri; quelli che non fanno niente che meriti di essere ricordato; gli uomini qualsiasi, quelli destinati a essere gregari: talora mortificati e invidiosi degli altri che pretendono di sedere alla destra o alla sinistra del Maestro, talora invece restii a farsi avanti, imbarazzati se vengono chiamati, inclini piuttosto a ritirarsi nel privato che a esporsi in pubblico. C’erano anche gli uomini qualsiasi, quelli che hanno difetti qualsiasi, quelli che fanno peccati mediocri, quelli che hanno pensieri banali, quelli che discutono fino a litigare per motivi futili. Possono essere perseveranti e concordi gli uomini qualsiasi?

Perseveranti e concordi: c’era Maria, la donna di Nazaret, la donna di una vita qualsiasi. Maria ascoltava tutti e seminava anche nelle vite mediocri l’invito alla santità, la santità semplice della carità sincera, dei gesti minimi, delle parole semplici, del perdono quotidiano, del bicchiere d’acqua e dell’ascolto paziente che sa riconoscere il desiderio di felicità e la vocazione alla santità scritto anche nelle vite che non fanno notizia, nelle lacrime e nelle fatiche della gente qualsiasi.

Sapranno gli uomini e le donne qualsiasi di Faenza perseverare concordi nello stupore di essere importanti per il Signore, loro che non sono importanti per nessuno? Maria è ancora qui e offre la rivelazione della gloria che avvolge di luce ogni persona.

Celebriamo la patrona di Faenza che ha rivelato d’essere la Beata Vergine delle Grazie così vicina alla gente nei secoli. Nei momenti della peste, del terremoto, della guerra la gente è forse tentata di disperdersi, di gridare: “Si salvi chi può!”, di andare ciascuno per la sua strada, pensando di salvarsi da solo.

La storia di Faenza raccomanda piuttosto di essere concordi e perseveranti nella preghiera per invocare: “Salvaci, Signore! Aiutaci, Maria!”
In questo frammento di storia che stiamo vivendo chiediamo l’intercessione di Maria perché aiuti a stare insieme, i giovani e i vecchi, i politici e gli amministratori, gli intellettuali e i ricercatori, i tradizionalisti e i progressisti, gli uomini e le donne qualsiasi. Insieme per invocare: Salvaci, Signore! Aiutaci, Maria!”.


Beata Vergine delle Grazie, al via le celebrazioni. Il vescovo Mario: “Ripartiamo dalla fraternità”

“È necessario non dimenticare quanto è accaduto, non tanto per alimentare un senso di frustrazione, ma per impegnarci nella ripartenza e soprattutto per conservare e alimentare quanto di buono è nato da quella situazione drammatica”. Con queste parole si apre la lettera alla comunità diocesana di monsignor Mario Toso, vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, redatta a un anno dall’alluvione che ha devastato la Romagna. Le parole del vescovo, arrivano in occasione degli imminenti festeggiamenti della Beata Vergine delle Grazie, Patrona della Città di Faenza e della Diocesi.

“Abbiamo bisogno di conservare questo cuore – prosegue la lettera -, risvegliare questa fraternità, favorire questa unità. Non abbiamo altre possibilità se non camminare insieme! Insieme possiamo continuare a rialzarci, a ricostruire quanto è stato distrutto. Da soli non riusciamo ad affrontare sfide più grandi di noi.  La celebrazione pasquale del Risorto, per intercessione della Vergine delle Grazie, è la radice dell’unità e della fraternità che sole possono animare la comunità cristiana”.

I festeggiamenti per la Beata Vergine delle Grazie partiranno domenica 5 maggio con le giornate di preparazione e vivranno il proprio culmine nelle giornate di venerdì 10, sabato 11 e domenica 12. La santa messa pontificale sarà celebrata sabato 11 alle 10.30 e vuole essere l’occasione per ringraziare tutti i volontari che si sono spesi durante l’emergenza dell’alluvione e le altre calamità naturali che hanno colpito nei mesi scorsi la Diocesi. “Per rendere visibile questo nostro ricordo e la nostra gratitudine per quanti si sono spesi in quei giorni difficili – sottolinea monsignor Toso -, invito tutti a partecipare alla celebrazione eucaristica che presiederà monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano. Sarà anche un’occasione per ringraziare la Diocesi di Milano, che tramite la Caritas ambrosiana ha fatto e donato tanto in occasione dell’alluvione”.

Sabato 11 maggio alle 18 avrà luogo la santa messa con offerta dei ceri da parte dei rioni cittadini, presieduta dal vescovo monsignor Mario Toso. La celebrazione darà il via alle manifestazioni del Niballo e svelerà, in Cattedrale, il drappo del Palio 2024 che andrà al rione vincitore.

Come da tradizione, al programma liturgico si alterneranno diverse iniziative e appuntamenti conviviali coordinate dall’Arciconfraternita della Beata Vergine delle Grazie.  Torna anche quest’anno la torta delle Grazie, in collaborazione con Ascom Faenza e con vari pasticceri della città, a cui si aggiunge in questa edizione il piatto in ceramica realizzato da La Vecchia Faenza che accompagnerà la torta. Sabato 11 maggio alle 21 sul sagrato del Duomo, si terrà il concerto del coro gospel Voices of Joy, corale S. Pier Damiani, coro voci bianche del Pavone d’oro, Art of choir (Artistation).

Tra le novità dei festeggiamenti 2024 la manifestazione podistica non competitiva “Corsa delle grazie”, in collaborazione con l’Atletica 85 Bcc e Uisp Imola-Faenza, che avrà luogo domenica 12 (ritrovo alle 14 in piazza della Libertà e partenza alle 15; percorso lungo 10 km, percorso breve 5 km).

Le celebrazioni

Alla messa di apertura delle celebrazioni del 5 maggio alle 18, in Cattedrale, seguiranno dal 5 al 9 maggio le giornate di preparazione a Bagnacavallo, Sant’Agata, Tredozio, Modigliana, Cotignola, Russi, Brisighella e Fognano e la Benedizione degli automezzi al parcheggio di piazzale Tambini giovedì 9 dalle 18 alle 19.30.

Venerdì 10 alle 20.30 Processione da San Domenico alla Cattedrale e Atto di affidamento a Maria della città e della diocesi.

Sabato 11 alle 10.30 santa messa pontificale in Cattedrale, presieduta dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini; alle 16 Fiorita dei bambini e atto di omaggio alla Madonna della torre civica; alle 18 santa messa con offerta dei ceri da parte dei Rioni cittadini.

Domenica 12 messe in Cattedrale alle 10.30 e alle 18 e in Ospedale alle 16; alle 15 benedizione e partenza dei partecipanti alla manifestazione podistica Corsa delle grazie.

 


Catechesi sul catecumenato il 20 maggio

Il catecumenato, vita e missione della Chiesa.

 

Per rilanciare il cammino catecumanale della nostra Chiesa diocesana sono stati organizzati due incontri per iniziare ad elaborare nuovi percorsi, per pensare ad un accompagnamento efficace di quanti chiedono di entrare in contatto con Cristo, nella Chiesa, attraverso i sacramenti e la vita di fede delle nostre comunità.

 

PROSSIMO INCONTRO RIMANDATO

Don Gianandrea Di Donna – Il catecumenato, vita e missione della Chiesa.

Lunedì 20 maggio, ore 20.30, Seminario diocesano, Sala S. Pier Damiani (possibilità di parcheggio)

→ Per avere info dell’incontro

 

 

Don Stefano Borghi – Il catecumenato, cammino e azione della Chiesa.

Un’introduzione al catecumenato e ai quattro tempi di cui è composto.

 

 

Cos’è il catecumenato?

 

Il catecumenato è una vera scuola di formazione alla vita cristiana, debitamente estesa nel tempo, in cui i discepoli che hanno ricevuto il dono della fede, vengono in contatto con Cristo, loro maestro. Esso non è una semplice esposizione di verità dogmatiche e di norme morali: è una iniziazione, un inserimento graduale, attraverso alcune soglie, alla vita cristiana nella sua integralità.

Questo percorso si compone di una iniziazione al mistero della salvezza ed alla pratica della morale evangelica, e mediante dei riti sacri, da celebrare successivamente, è una vera introduzione nella vita religiosa, liturgica e caritativa del popolo di Dio.

Liberati grazie ai sacramenti dell’iniziazione cristiana dal potere delle tenebre, morti e sepolti e risorti insieme con il Cristo, ricevono lo Spirito di adozione a figli e celebrano il memoriale della morte e della resurrezione del Signore con tutto il popolo di Dio.

Il tempo quaresimale e pasquale sono tempi significativi della Chiesa per preparare l’anima dei catecumeni alla celebrazione del mistero pasquale, e per mezzo del battesimo rinascono in Cristo.

Questa iniziazione cristiana nel corso del catecumenato non deve essere soltanto opera dei catechisti o dei sacerdoti, ma di tutta la comunità dei fedeli, soprattutto dei padrini, in modo che i catecumeni avvertano immediatamente di appartenere al popolo di Dio. Essendo la vita della Chiesa apostolica, è necessario che essi imparino a cooperare attivamente all’evangelizzazione ed alla edificazione della Chiesa con la testimonianza della vita e con la professione della fede.

Essi infatti sono già uniti alla Chiesa, appartengono già alla famiglia del Cristo, e non è raro che conducano già una vita ispirata alla fede, alla speranza ed alla carità.

 

Cf. Ag gentes 14.

 

 


Il 5 maggio ultima tappa del percorso “Identikit educatori” e consegna del mandato del vescovo Mario

Domenica 5 maggio al Seminario Pio XII in via degli Insorti 56 a Faenza, si svolgerà l’incontro conclusivo del percorso Identikit educatori, il corso per animatori e aiuto animatori delle attività parrocchiali estivi promosso dall’area Giovani e vocazioni della Diocesi.
Inizio alle 17 con l’accoglienza dei partecipanti, alle 17.30 sono in programma laboratori per un momento di gioco, riflessione e preghiera.
Alle 19.15 il vescovo mons. Mario Toso conferirà il mandato agli animatori, educatori e responsabili delle attività estive, e consegnerà gli attestati ai partecipanti al corso Chiesa, famiglie educante che hanno partecipato al corso e raggiungendo i 2/3 delle presenze (chi è impossibilitato a partecipare il 5 maggio potrà ritirare l’attestato presso la segreteria della Scuola di formazione teologica in Seminario dalle 20.15 alle 21 di martedì 7 e 14 maggio). Alle 20.15 la serata si concluderà con cena e musica (per partecipare alla cena è richiesta l’iscrizione obbligatoria e un contributo di 5 euro a persona).

Info e iscrizioni: Mattia 338 995 3247 (per la cena), CB 391 422 6595 o Angi 346 270 9831.


Festeggiamenti della Beata Vergine delle Grazie: le giornate di preparazione (5-9 maggio)

Alla messa di apertura delle celebrazioni del 5 maggio alle 18, in Cattedrale, seguiranno dal 5 al 9 maggio le giornate di preparazione a Bagnacavallo, Sant’Agata, Tredozio, Modigliana, Cotignola, Russi, Brisighella e Fognano e la Benedizione degli automezzi al parcheggio di piazzale Tambini giovedì 9 dalle 18 alle 19.30.

Venerdì 10 alle 20.30 Processione da San Domenico alla Cattedrale e atto di affidamento a Maria della città e della diocesi. Sabato 11 alle 10.30 santa messa pontificale in Cattedrale, presieduta dall’arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini; alle 16 Fiorita dei bambini e atto di omaggio alla Madonna della torre civica; alle 18 santa messa con offerta dei ceri da parte dei Rioni cittadini. Domenica 12 messe in Cattedrale alle 10.30 e alle 18 e in Ospedale alle 16; alle 15 benedizione e partenza dei partecipanti alla gara podistica Corsa delle grazie.

 


Il 21 aprile a Granarolo la Veglia diocesana di preghiera per le vocazioni

Domenica 21 aprile alle 18.30, con partenza e arrivo alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista in via Risorgimento 5A a Granarolo, si svolgerà una Veglia diocesana di preghiera itinerante per le strade del paese con il vescovo Mario, per chiedere al Signore il dono di nuove vocazioni per la nostra Chiesa.
Seguirà cena con piadina e salsiccia.
Non occorre prenotarsi.

Info: don Luca Ghirotti 333 4122749 o luca.ghirotti@hotmail.it.