Archivi della categoria: INIZIATIVE PASTORALI

Avvento: il messaggio del vescovo Mario

Carissimi tutti,

è il primo Avvento che ci accingiamo a vivere nel cammino sinodale, iniziato nel mese di ottobre scorso. È, allora, davvero importante pensare al prossimo Avvento, che ci introduce nel nuovo anno liturgico, come ad un momento di più intensa spiritualità e gioia. È da vivere incrementando la nostra comunione con Gesù Cristo, con Dio Padre e con la famiglia della Trinità. Se l’Avvento  è attesa e preparazione della venuta del Signore Gesù in mezzo a noi, con il cammino sinodale siamo chiamati a rendere più viva la sete di Lui e ad essere più attivi nella creazione delle condizioni della sua accoglienza nel mondo. Tutto ciò va vissuto non da soli, ma comunitariamente, tutti assieme, nella comunione, nella partecipazione, nella missionarietà.  Ossia, dispiegando quelle tre «attività» che caratterizzano il nostro essere viventinel Signore Gesù. Noi siamo, dimoriamo in Lui che è già venuto, è sempre veniente, sino alla fine dei tempi. Teniamo presente che l’Avvento, allora, è da celebrare non solo per noi, per le nostre famiglie, le nostre parrocchie, per la nostra Diocesi. Riguarda tutta la storia dell’umanità, delle nostre città, il creato. L’incarnazione di Gesù intende raggiungere e coinvolgere tutti nella sua missione. Ci rende tutti figli di Dio e fratelli tra noi, associati tutti alla sua opera di redenzione, di liberazione dal peccato e di umanizzazione. Ci invita a seguirlo nell’opera universale di una nuova creazione, che Egli ha inaugurato con la sua incarnazione e che continua nel tempo. L’Avvento sia, allora, un essere presenti nei vari ambienti di vita come popolo in comunione con Dio, con il suo Figlio, che è venuto a far nuove tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra. Cresciamo soprattutto nella missionarietà, risvegliando il desiderio di vivere e di donare Gesù Cristo. In una parrocchia, dove mi sono recato per celebrare la festa del Patrono, mi sono permesso di dire che, se durante il nostro camino sinodale non saremo stati capaci di portare qualcuno a Gesù Cristo o a far ritornare a Lui chi, per varie ragioni, ha abbandonato la comunità cristiana, dovremo interrogarci seriamente sulla autenticità del nostro impegno di conversione e di nuova evangelizzazione. Invochiamo lo Spirito perché accenda i nostri cuori del suo amore, per trasmetterlo a chi incontriamo, a chi vive a casa nostra, a chi lavora con noi.

Buon Avvento a tutti!

                                           + Mario Toso


Annunciare il Vangelo della famiglia oggi: il corso della Scuola di Teologia aperto a tutti

famiglia

La Pastorale Familiare promuove il corso Annunciare il Vangelo della famiglia oggi all’intero della Scuola diocesana di Teologia. Un percorso per conoscere, approfondire la pastorale familiare dei fidanzati, degli sposi, delle coppie ferite. Il percorso, fatto all’interno della scuola di teologia, ha lo scopo di far conoscere le tematiche di base della pastorale familiare e le ultime novità in materia. I relatori sono sia incaricati e operatori della pastorale familiare diocesana, sia esperti esterni. Il percorso è consigliato anche per gli operatori di pastorale come aggiornamento.

Iscrizioni

E’ possibile iscriversi fino al 31 gennaio con una mail a scuolateologiafaenza@gmail.com
Si possono seguire tutte le lezioni al costo di 30 euro, ma è anche possibile partecipare solo ad alcuni incontri tematici. In questo caso, è possibile concordare un carnet da 10 euro per 3 incontri.


Uno sguardo al Vangelo di Luca: il 26 novembre in Cattedrale con fra Mirko Montaguti

L’evangelista Luca ci accompagnerà durante il prossimo anno liturgico. A illuminare i nostri passi di cristiani un po’ stanchi e smarriti saranno dunque alcune immagini celeberrime proprie del terzo vangelo: l’abbraccio del padre che stringe a sé quel figlio un po’ ribelle, lo sguardo di Gesù che si solleva verso Zaccheo arrampicato su un albero, il viandante samaritano che versa vino e olio sulle ferite di un malcapitato. Pagine vivide e potenti, che ci comunicano la bellezza del volto di Dio rivelatoci in Gesù di Nazaret. Scriba mansuetudinis Christi, così i Padri della Chiesa erano soliti definire Luca: “scriba della mansuetudine di Cristo”. In effetti, tramite il volto benevolo e accogliente di Gesù, Luca dipinge un’immagine di Dio che ci è tanto cara: il nostro Dio è il Dio della misericordia e del perdono, un Dio paterno e materno insieme.

Un Dio dal volto dolce, che conosce i codici della comunicazione tipici della sensibilità femminile; e spesso nel terzo vangelo dal gruppo dei discepoli emergono proprio alcune figure di donne tratteggiate con pennellate di autentica poesia: c’è il dialogo denso di umanità e spiritualità tra Maria di Nazaret ed Elisabetta, c’è la peccatrice che asciuga con i capelli i piedi di Gesù dopo averli cosparsi di lacrime, c’è Maria di Betania seduta ad ascoltare attentamente il maestro… Che sia forse per tutto questo che gli antichi hanno scelto come simbolo dell’evangelista Luca il bue, animale mansueto e pacato? E si dice anche che Luca fosse un pittore; forse per la sua capacità di dipingere il vangelo in modo così umano e concreto…

Tuttavia, a voler essere sinceri, questi tratti notissimi andrebbero accostati ad altri aspetti del terzo vangelo decisamente meno rinomati ma ugualmente importanti. C’è un Gesù duro in volto che sfida l’incomprensione dei suoi discepoli nell’avviarsi verso il proprio destino doloroso e, durante il cammino, racconta non solo le parabole della misericordia ma anche parabole ben più ardue da accogliere: l’uomo ricco che muore inesorabilmente proprio quando progetta di costruire un secondo granaio, gli invitati al banchetto che bramosi di impossessarsi dei primi posti vengono fatti retrocedere, l’amministratore disonesto e scaltro che viene licenziato dal padrone, il ricco egoista che dopo la morte non viene più ascoltato nel suo desiderio di avvertire i propri fratelli circa l’esistenza di un giudizio giusto.

In modo selettivo, tendiamo a concentrarci sugli aspetti più attraenti del vangelo, mentre con una certa superficialità passiamo oltre quando incontriamo pagine più esigenti. Eppure, Luca vorrebbe proprio riscattarci dal rischio di prendere da Gesù solo ciò che ci aggrada. Se il cristiano è come un figlio che indegnamente riceve l’abbraccio perdonante del padre, non deve tuttavia dimenticare di essere anche chiamato ad amministrare in modo scaltro e generoso i doni che Dio gli ha affidato. Se è di primaria importanza sostare in ascolto orante della parola di Gesù come Maria di Betania, non possiamo esimerci nemmeno dalla responsabilità di farci buoni samaritani nei confronti di chi soffre.

Insomma, l’insegnamento e il mistero di Cristo non sono qualcosa di bidimensionale, ma hanno una profondità e un’altezza che ci superano enormemente. Luca, come scrive all’inizio del suo vangelo, era consapevole che già altri prima di lui avevano raccolto in modo ordinato le tradizioni e le memorie su Cristo, eppure decide di compiere anche lui lo stesso servizio… Invitandoci così a essere sempre e nuovamente stupiti di fronte ad una rivelazione che non può essere afferrata ed esaurita, ma semplicemente accolta.

Mirko Montaguti

Venerdì 26 novembre il Settore Apostolato Biblico della Diocesi propone in Cattedrale a Faenza, alle 20.45, l’incontro con fra Mirko Montaguti “Uno sguardo al Vangelo di Luca”.

Qui è possibile consultare le schede bibliche online per il tempo dell’Avvento

Che cos’è Chiesa e cos’è Sinodo: l’incontro formativo del 22 novembre

Un cammino assieme che ha per protagonista il noi della Chiesa. Si è svolto lunedì 22 novembre  in Seminario il primo incontro formativo per moderatori e segretari dei gruppi sinodali. Obiettivo della serata, coordinata dai referenti diocesani il vicario generale don Michele Morandi e Cristina Dalmonte, era fornire e condividere alcuni punti fondamentali su ciò che è Chiesa, su ciò che è Sinodo.

Il video della serata

L’intervento di don Michele Morandi

Sinodo 22 novembre – intervento don Michele


VIDEO / Don Alberto Ravagnani alla Gmg diocesana

Testimoniare la propria fede e avvicinare i giovani alla parola di Dio attraverso stories su Instagram e video su Youtube. Don Alberto Ravagnani, uno dei volti più conosciuti tra i giovani, ha partecipato a Russi sabato 20 novembre alla Giornata Mondiale della Gioventù diocesana, tenutasi presso l’oratorio Don Bosco di Russi. L’incontro è stato promosso dall’area “Giovani e Vocazioni” della Diocesi di Faenza-Modigliana.

Sacerdote di 28 anni, ordinato nel 2018, don Alberto si è fatto conoscere da molti utenti del web grazie al suo canale Youtube «Viva la fede» e poi al suo «Doncast», il podcast realizzato con l’aiuto di una ventina di ragazzi.

Regia e montaggio: Luca Barzanti Modera: Mattia Brienza


Gmg diocesana: la Professione di Fede dei 18enni

Sabato 20 novembre a Russi si è svolta la Gmg diocesana. Nel corso della serata, dopo la veglia di preghiera, i giovani 18enni hanno dichiarato la loro Professione di Fede. Ecco la riflessione che ha rivolto ai giovani il vescovo, monsignor Mario Toso.

Riflessione del vescovo Mario

Il cieco Bartimeo è guarito da Gesù. Vede di nuovo e segue Gesù lungo la strada. Bartimeo non è solo guarito ma è trasformato, tant’è che segue Gesù. Approfondiamo l’ultima frase del Vangelo di Marco appena proclamato: «E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada» (Mc 10, 52). Dividiamo la nostra riflessione in due brevi momenti.

Il primo momento: «e subito vide di nuovo». La fede è più che un semplice vedere persone, cose. È più che conoscere e capire idee e concetti. La fede che noi professiamo è non solo conoscere Gesù, il suo Vangelo. È di più. È essere innamorati di Lui. È vederlo come Colui che abita in me. È pensarlo come Chi è al centro dei miei pensieri, delle mie aspirazioni. Io, battezzato e cresimato, eucaristizzato, sono chiamato non solo a conoscere, ma a vivere Cristo. San Paolo ha scritto: «Per me il vivere è Cristo» (Fil 1, 21). Ciò vuol dire che lo Spirito di Cristo che accolgo e che mi pervade interamente mi inclina e mi fa gravitare verso il nuovo Adamo, fa sì che io sia proteso a raggiungere la misura della pienezza umana di Cristo (cf Ef 4, 11-14). La fede che mi fa vivere Gesù Cristo, mentre unifica tutto il mio essere  in Lui, tende a rendere la mia vita conforme a quella di Gesù.

Detto diversamente, la fede, come vita in Gesù, tende a far sì che ciascuno di noi sia chiamato a vivere l’essere figlio figlia,  a vivere lo studio, l’amicizia e l’affettività, il fidanzamento, la professione, l’impegno sociale, l’esperienza della malattia e della morte come momenti tutti vivificati dall’amore di Cristo, come momenti di vita con Gesù, in Gesù, per Gesù, il mio Tutto. E questo durante tutta la nostra esistenza. Solo così si possiede una fede più compiuta. Spesso si vivono tutti i momenti appena elencati senza l’amore di Gesù Cristo, senza Lui. In sostanza, si vive portando dentro di noi una crepa, la separazione tra la fede, tra la vita di Gesù e la vita quotidiana: tra fede e studio, tra fede ed affettività, tra fede ed impegno sociale, per cui la fede e Gesù sono estromessi dalle nostre scelte abituali, non ne costituiscono l’anima che le permeano e le orientano. Più di una volta ci si comporta come se Cristo e la sua Chiesa fossero estranei rispetto a quello che facciamo. In tal modo, la fede non conforma, non unifica le varie dimensioni del nostro vivere. Non esiste così in noi unità di vita. Domina divisione, frammentarietà a livello di identità. Non si vive come soggetti unitari, bensì scissi, in un certo modo schizofrenici.

Nel momento in cui si fa e si rinnova la professione di fede, chiediamo al Signore Gesù la grazia dell’unità tra  fede e vita. Il vescovo, in occasione del rinnovo della professione di fede, vi affida un impegno: leggere e meditare i tratti più salienti della conversione di san Paolo e della sua missione.

Il secondo momento: «e lo seguiva lungo la strada».  Il cammino sinodale, nei suoi tre momenti costitutivi – comunione, partecipazione, missione – ci sollecita a seguire Gesù, percorrendo la sua via di Incarnazione nel mondo, per redimerlo e trasfigurarlo, per farlo nuovo. Seguire Gesù, Verbo che si fa carne, in ultima analisi, vuol dire essere missionari come Gesù, essere chiesa, un noi comunione, che imbocca la via percorsa da Lui, la via dell’incarnazione di Gesù, per realizzare la nuova creazione. Seguire Gesù nella sua incarnazione, vuol dire che siamo chiamati ad essere lievito di vita nuova in tutti gli ambienti, in tutte le relazioni  – con Dio, con noi stessi, con gli altri e con il creato -, grazie al suo Amore. Ecco, allora, il secondo impegno che vi affida il vescovo: fate il proposito di essere una missioneaffinché Cristo sia tutto in tutti; rivitalizzate la vostra fede vivendo con costanza e con autenticità l’Eucaristia, il sacramento della comunione, della partecipazione e della missione. Pensate questo: guai a me se non evangelizzo, se non sono missionario o missionaria. Impoverirei il mondo, l’umanità. Ma sarebbe anche evidente che sarei un credente spento, senza ardore.

 


Giornata di preghiera per le vittime di abusi – 18 novembre

Una Giornata nazionale di preghiera della Chiesa italiana per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Potrebbe sembrare un appuntamento formale, visto il moltiplicarsi delle “giornate” dedicate ai temi più diversi. Ma la decisione del Consiglio permanente Cei, che ha inserito l’emergenza abusi tra gli argomenti meritevoli di essere sottolineati con una ricorrenza annuale, non è né scontata né banale. Indica invece la volontà della Chiesa italiana di ribadire e proseguire nella svolta di trasparenza e di «parresia» in nome del Vangelo confermata dalle decisioni di questi ultimi anni.

La lotta contro gli abusi è «un cammino che come Chiesa siamo chiamati a compiere tutti insieme» scrive papa Francesco. La nostra Diocesi ha avviato un servizio per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, di cui referente è don Mattia Gallegati, il quale ricorda l’opportunità di incontri formativi per parrocchie, unità pastorali, vicariati, associazioni e movimenti. Info specifiche anche nella sezione apposita del sito della Diocesi.

Preghiera ufficiale per la Giornata

Proposte per le preghiere dei fedeli


Amoris Laetitia: incontro con padre Alfredo Feretti alla chiesa del Paradiso

“Accompagnare, discernere, integrare” questo il titolo dell’incontro che avrà come ospite padre Alfredo Feretti. L’evento è promosso dalla Pastorale Familiare ed è in programma venerdì 19 novembre alle 20.30, nella chiesa della Beata Vergine del Paradiso.

Padre Alfredo è direttore del “Centro La Famiglia” di Roma, il primo consultorio sorto in città. Il Centro si pone come obiettivo la tutela dell’individuo, della coppia e della famiglia. E la promozione della famiglia fondata sul matrimonio. Padre Alfredo collabora con diverse Diocesi per le attività della Pastorale Familiare. Ha scritto sette sussidi di spiritualità e ha seguito le attività con separati e divorziati.


Vespri d’Avvento in Seminario

Il Seminario vescovile Pio XII (via degli Insorti 56, Faenza) torna a ospitare i Vespri di Avvento. Un percorso di preghiera per prepararsi a gioire del Natale, un’occasione da cogliere per incontrare Dio in uno dei suoi concreti segni di amore: la liturgia. Un itinerario di preghiera e di riflessione. I Vespri si terranno di domenica, dalle 19 alle 20, in queste date: 28 novembre, 5 dicembre, 12 dicembre (dalle 19 alle 20.30 con confessioni) e 19 dicembre.

Info: don Mattia 328 2481149; mattia.gallegati@gmail.com


Don Alberto Ravagnani a Russi il 20 novembre per la Gmg diocesana 2021

Testimoniare la propria fede e avvicinare i giovani alla parola di Dio attraverso stories su Instagram e video su Youtube. Don Alberto Ravagnani uno dei volti più conosciuti tra i giovani e sarà a Russi per un incontro promosso dall’area Giovani e Vocazioni della Diocesi di Faenza-Modigliana. Sacerdote di 28 anni, ordinato nel 2018, don Alberto si è fatto conoscere da molti utenti del web grazie al suo canale Youtube «Viva la fede» e poi al suo «Doncast», il podcast realizzato con l’aiuto di una ventina di ragazzi.

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L’incontro sarà sabato 20 novembre, in occasione della Giornata mondiale della gioventù diocesana, alle 17; all’oratorio Don Bosco di Russi. A seguire veglia con professione di fede per i 18enni; e cena (portare contributo di 5 euro) con musica dal vivo del gruppo Caveja, vincitori dell’ultima edizione del Faenza Rock.

Posti limitati, iscrizioni entro il 15 novembre a Michela 335 5444902; Brio 338 9953247. L’incontro si svolgerà nel rispetto della normativa anti-Covid, per partecipare è necessario esibire il Green pass.