Archivi della categoria: INIZIATIVE PASTORALI

I giovani della Diocesi tornano a Gamogna

Dopo due anni di stop, sabato scorso è tornata a svolgersi “Giovani a Gamogna”.

“Siamo riusciti a tornare, come tradizione, a Gamogna per l’apertura con i giovani dell’anno pastorale – spiegano gli organizzatori della Pastorale giovanile – Grazie alle monache che ci hanno accolto come sempre alla grande. E grazie a don Emanuele Casadio per le parole che ci ha dedicato durante la Messa”.


Domenica 26 settembre a Faenza la Santa Messa dei Popoli

“Verso un noi sempre più grande” questo l’invito per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che sarà celebrata domenica 26 settembre. La nostra Diocesi vivrà questa celebrazione con la Santa Messa dei Popoli alla chiesa Beata Vergine del Paradiso di Faenza. Alle 17.30 inizieranno le prove dei canti, alle 19 la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, monsignor Mario Toso. 

Il messaggio di papa Francesco per la 107esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

“Verso un noi sempre più grande”

 

Cari fratelli e sorelle!

Nella Lettera Enciclica Fratelli tutti ho espresso una preoccupazione e un desiderio, che ancora occupano un posto importante nel mio cuore: «Passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica. Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”» (n. 35).

Per questo ho pensato di dedicare il messaggio per la 107a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato a questo tema: “Verso un noi sempre più grande”, volendo così indicare un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo.

La storia del “noi”

Questo orizzonte è presente nello stesso progetto creativo di Dio: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi”» (Gen 1,27-28). Dio ci ha creati maschio e femmina, esseri diversi e complementari per formare insieme un noi destinato a diventare sempre più grande con il moltiplicarsi delle generazioni. Dio ci ha creati a sua immagine, a immagine del suo Essere Uno e Trino, comunione nella diversità.

E quando, a causa della sua disobbedienza, l’essere umano si è allontanato da  Dio, Questi, nella sua misericordia, ha voluto offrire un cammino di riconciliazione non a singoli individui, ma a un popolo, a un noi destinato ad includere tutta la famiglia umana, tutti i popoli: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio» (Ap 21,3).

La storia della salvezza vede dunque un noi all’inizio e un noi alla fine, e al centro il mistero di Cristo, morto e risorto «perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21). Il tempo presente, però, ci mostra che il noi voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato. E questo si verifica specialmente nei momenti di maggiore crisi, come ora per la pandemia. I nazionalismi chiusi e aggressivi (cfr Fratelli tutti, 11) e l’individualismo radicale (cfr ibid., 105) sgretolano o dividono il noi, tanto nel mondo quanto all’interno della Chiesa. E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali.

In realtà, siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità. Per questo colgo l’occasione di questa Giornata per lanciare un duplice appello a camminare insieme verso a un noi sempre più grande, rivolgendomi anzitutto ai fedeli cattolici e poi a tutti gli uomini e le donne del mondo.

Una Chiesa sempre più cattolica

Per i membri della Chiesa Cattolica tale appello si traduce in un impegno ad essere sempre più fedeli al loro essere cattolici, realizzando quanto San Paolo raccomandava alla comunità di Efeso: «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4,4-5).

Infatti la cattolicità della Chiesa, la sua universalità è una realtà che chiede di essere accolta e vissuta in ogni epoca, secondo la volontà e la grazia del Signore che ci ha promesso di essere con noi sempre, fino alla fine dei tempi (cfr Mt 28,20). Il suo Spirito ci rende capaci di abbracciare tutti per fare comunione nella diversità, armonizzando le differenze senza mai imporre una uniformità che spersonalizza. Nell’incontro con la diversità degli stranieri, dei migranti, dei rifugiati, e nel dialogo interculturale che ne può scaturire ci è data l’opportunità di crescere come Chiesa, di arricchirci mutuamente. In effetti, dovunque si trovi, ogni battezzato è a pieno diritto membro della comunità ecclesiale locale, membro dell’unica Chiesa, abitante nell’unica casa, componente dell’unica famiglia.

I fedeli cattolici sono chiamati a impegnarsi, ciascuno a partire dalla comunità in cui vive, affinché la Chiesa diventi sempre più inclusiva, dando seguito alla missione affidata da Gesù Cristo agli Apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,7-8).

Oggi la Chiesa è chiamata a uscire per le strade delle periferie esistenziali per curare chi è ferito e cercare chi è smarrito, senza pregiudizi o paure, senza proselitismo, ma pronta ad allargare la sua tenda per accogliere tutti. Tra gli abitanti delle periferie troveremo tanti migranti e rifugiati, sfollati e vittime di tratta, ai quali il Signore vuole sia manifestato il suo amore e annunciata la sua salvezza. «I flussi migratori contemporanei costituiscono una nuova “frontiera” missionaria, un’occasione privilegiata di annunciare Gesù Cristo e il suo Vangelo senza muoversi dal proprio ambiente, di testimoniare concretamente la fede cristiana nella carità e nel profondo rispetto per altre espressioni religiose. L’incontro con migranti e rifugiati di altre confessioni e religioni è un terreno fecondo per lo sviluppo di un dialogo ecumenico e interreligioso sincero e arricchente» (Discorso ai Direttori Nazionali della Pastorale per i Migranti, 22 settembre 2017).

Un mondo sempre più inclusivo

A tutti gli uomini e le donne del mondo va il mio appello a camminare insieme verso un noi sempre più grande, a ricomporre la famiglia umana, per costruire assieme il nostro futuro di giustizia e di pace, assicurando che nessuno rimanga escluso.

Il futuro delle nostre società è un futuro “a colori”, arricchito dalla diversità e dalle relazioni interculturali. Per questo dobbiamo imparare oggi a vivere insieme, in armonia e pace. Mi è particolarmente cara l’immagine, nel giorno del “battesimo” della Chiesa a Pentecoste, della gente di Gerusalemme che ascolta l’annuncio della salvezza subito dopo la discesa dello Spirito Santo: «Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio» (At 2,9-11).

È l’ideale della nuova Gerusalemme (cfr Is 60; Ap 21,3), dove tutti i popoli si ritrovano uniti, in pace e concordia, celebrando la bontà di Dio e le meraviglie del creato. Ma per raggiungere questo ideale dobbiamo impegnarci tutti per abbattere i muri che ci separano e costruire ponti che favoriscano la cultura dell’incontro, consapevoli dell’intima interconnessione che esiste tra noi. In questa prospettiva, le migrazioni contemporanee ci offrono l’opportunità di superare le nostre paure per lasciarci arricchire dalla diversità del dono di ciascuno. Allora, se lo vogliamo, possiamo trasformare le frontiere in luoghi privilegiati di incontro, dove può fiorire il miracolo di un noi sempre più grande.

A tutti gli uomini e le donne del mondo chiedo di impiegare bene i doni che il Signore ci ha affidato per conservare e rendere ancora più bella la sua creazione. «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”» (Lc 19,12-13). Il Signore ci chiederà conto del nostro operato! Ma perché alla nostra Casa comune sia assicurata la giusta cura, dobbiamo costituirci in un noi sempre più grande, sempre più corresponsabile, nella forte convinzione che ogni bene fatto al mondo è fatto alle generazioni presenti e a quelle future. Si tratta di un impegno personale e collettivo, che si fa carico di tutti i fratelli e le sorelle che continueranno a soffrire mentre cerchiamo di realizzare uno sviluppo più sostenibile, equilibrato e inclusivo. Un impegno che non fa distinzione tra autoctoni e stranieri, tra residenti e ospiti, perché si tratta di un tesoro comune, dalla cui cura come pure dai cui benefici nessuno dev’essere escluso.

Il sogno ha inizio

Il profeta Gioele preannunciava il futuro messianico come un tempo di sogni e di visioni ispirati dallo Spirito: «Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni» (3,1). Siamo chiamati a sognare insieme. Non dobbiamo aver paura di sognare e di farlo insieme come un’unica umanità, come compagni dello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra che è la nostra Casa comune, tutti sorelle e fratelli (cfr Enc. Fratelli tutti, 8).

Preghiera

Padre santo e amato,
il tuo Figlio Gesù ci ha insegnato
che nei Cieli si sprigiona una gioia grande
quando qualcuno che era perduto
viene ritrovato,
quando qualcuno che era escluso, rifiutato o scartato
viene riaccolto nel nostro noi,
che diventa così sempre più grande.

Ti preghiamo di concedere a tutti i discepoli di Gesù
e a tutte le persone di buona volontà
la grazia di compiere la tua volontà nel mondo.
Benedici ogni gesto di accoglienza e di assistenza
che ricolloca chiunque sia in esilio
nel noi della comunità e della Chiesa,
affinché la nostra terra possa diventare,
così come Tu l’hai creata,la Casa comune di tutti i fratelli e le sorelle. Amen.

Roma, San Giovanni in Laterano, 3 maggio 2021, Festa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo


VIDEO / TreSere: il secondo incontro con suor Veronica Donatello

Lunedì 20 settembre si è svolto in Seminario diocesano il secondo incontro della TreSere per catechisti, educatori, genitori e animatori. Ospite è stata suor Veronica Donatello, responsabile nazionale per la pastorale delle persone con disabilità.

Tra le sue attività, in tempo di pandemia per Vatican media e Tv2000 ha tradotto nella lingua dei segni le parole del Papa durante celebrazioni e preghiere, consentendo a tutti di condividere appieno questi momenti.


Vivere il Sinodo: il 22 settembre incontro con monsignor Erio Castellucci

“Vivere il Sinodo” è il titolo dell’incontro con monsignor Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola e vice presidente della Cei. L’evento si terrà nell’aula magna del Seminario Diocesano (ingresso da via degli Insorti, 4) mercoledì 22 settembre alle 9.30. Per partecipare è necessario prenotarsi in Curia (tel. 0546 21642) ed essere in possesso del Green pass.

L’incontro sarà trasmesso in streaming sul canale Youtube della Diocesi.


Artigiani di comunità: incontro nazionale degli Uffici catechistici il 24 settembre

È online “Artigiani di comunità”, il Documento elaborato dall’Ufficio Catechistico Nazionale (Ucn) che offre le linee guida per la catechesi in Italia per l’anno pastorale 2021-22. Il testo sarà presentato venerdì 24 settembre dalle 17 alle 18 nel corso di un evento online che sarà trasmesso in streaming sul canale Youtube e sulla pagina Facebook della CEI.

I temi approfonditi dal documento nazionale

In una fase ancora segnata dalla pandemia, non si tratta “solo di definire nuovi strumenti di cui pur avvertiamo l’urgenza e il bisogno”, ma soprattutto di “ritornare a ciò che è essenziale: lasciarsi incontrare dal Dio della vita, che non smette di cercare la sua creatura amata”, spiega nell’introduzione il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Cei. “Ora – sottolinea – è tempo di non procedere più da soli. Servono coralità, fraternità, decisioni condivise perché la proposta di annuncio e di catechesi non resti schiava di un modello sbiadito, abitudinario e opaco”.

Il Documento vuole essere dunque “il segno di una comunità che coraggiosamente cerca di riflettere su se stessa per condividere con credibilità ciò che la fa essere un ‘noi ecclesiale’”, rileva Mons. Valentino Bulgarelli, direttore dell’UCN e Sottosegretario della CEI, che auspica nei territori “un discernimento sulla realtà pastorale e sociale per rigenerare percorsi catechistici utili alla costruzione di quella ekklesia che è il segno concreto e permanente della presenza di Dio in mezzo a noi”.

Alla luce del discorso rivolto da Papa Francesco il 30 gennaio scorso, in occasione del 60° anniversario dell’UCN, il testo offre approfondimenti sulla catechesi e sulla figura del catechista. Tra questi figurano i contributi del Cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, di Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena – Nonantola, Vescovo di Carpi e Vice Presidente della CEI, e di Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara e Presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi. Non manca una sintesi di come è stato vissuto, a livello diocesano e regionale, il secondo anno di pandemia, arricchita da alcune riflessioni sullo stile e sulle modalità per un rilancio efficace e creativo.

Scarica il documento “Artigiani di Comunità”

ArtigianidiComunità

TreSere: lunedì 20 settembre incontro con suor Veronica Donatello

Si ricorda inoltre il prossimo appuntamento della TreSere con Suor Veronica Donatello, lunedì 20 settembre  ore 20.30 in Seminario


Orizzonte Speranza: apprendere dalla fragilità. Ciclo di incontri per docenti ed educatori a cura della Pastorale Scolastica

Un percorso triennale a cura della Pastorale Scolastica diocesana che vuole offrire iniziative e un cammino comune per docenti della scuola pubblica statale e paritaria: questa la proposta di “L’orizzonte speranza”, i cui appuntamenti partiranno con un ciclo di conferenze online, monografiche e aperte, rivolte a docenti ed educatori. Primo incontro, giovedì 7 ottobre 2021 alle 18 con il professor Daniele Callini, incaricato alla Pastorale Scolastica, che approfondirà il tema “Quale società erediteranno i nostri figli?”. Il 12 gennaio invece interverrà il professor Andrea Canevaro con “Le fragilità in educazione, e non solo”.

Un percorso sulla fragilità

Carissimi dirigenti e docenti,

è con immenso piacere che con queste prime parole avviamo un cammino di riflessione, di studio, di condivisione delle esperienze, sulla missione che sta a cuore a tutti noi: la crescita dei giovani ed il loro graduale, ma efficace ingresso nelle diverse comunità che abitiamo, fino a quella che Papa Francesco chiama “cura della casa comune” nel “dialogo e nell’amicizia sociale” e che Edgar Morin definisce  “comunità universale e di destino”.

Negli ultimi decenni diverse forze hanno messo in crisi la crescita sociale e umana: un mercato senza regole ispirato da logiche esclusivamente utilitaristiche, il diffondersi di stili di vita dai tratti fortemente narcisistici e individualistici che hanno invaso finanche la scena politica ed istituzionale, la crisi delle democrazie occidentali, uno sviluppo economico insostenibile, il primato dell’alta finanza sull’economia basata sul lavoro, la difficoltà dei sistemi educativi di stare al passo delle nuove complessità e di formare competenze adeguate per far fronte alla realtà complessa.

La pandemia ci ha costretto a ricorrere a un utilizzo massiccio delle risorse digitali per l’apprendimento. L’abbiamo fatto salendo su un treno in corsa, in un momento emergenziale, senza la possibilità di una fase di preparazione, transizione, acquisizione dei saperi correlati. Ora diventa più che mai necessario un momento di discernimento e di progettualità capace di guardare avanti.

E’ abbastanza evidente che il digitale non può fare a meno di umanizzarsi, così come un’umanizzazione in contatto con la realtà non può più rinunciare, nel nuovo millennio, al digitale. La didattica è un terreno fertile per sperimentare e percorrere nuove strade proprio a questo riguardo.

Alla luce di queste considerazioni abbiamo pensato di chiamare “Orizzonte speranza” il programma triennale della Pastorale Scuola Università della Diocesi di Faenza Modigliana 2021-2023. Il programma è stato concepito appunto con la logica di avviare un cammino comune di riflessione e di edificazione del bene comune attraverso l’azione educativa.

Per i docenti della Scuola Pubblica Statale il programma è scaricabile e consultabile sulla Piattaforma Sofia sulla quale, per motivi organizzativi e gestionali, il Percorso Formativo è stato suddiviso in due moduli con numero identificativo 59643 (Conferenze) e 59644 (Percorso Seminariale); l’Ufficio di Pastorale Scolastica si avvale della collaborazione delle Scuole della Fondazione Marri–S. Umiltà di Faenza, pertanto, troverete come ente promotore della formazione in piattaforma le Scuole S. Umiltà.

Per i docenti della Scuola Pubblica Paritaria l’iscrizione avviene tramite i relativi
moduli Google reperibili ai seguenti link:

– per le conferenze: https://forms.gle/iSsJubtxeg3SrU4ZA
– per la parte seminariale: https://forms.gle/amD9yoTuZWkWhZFJ8

Avremo sicuramente e piacevolmente modo di conoscerci presto con chi avrà il desiderio di intraprendere questo progetto di dialogo e di crescite reciproche. Il corso è ufficialmente riconosciuto ai fini dell’aggiornamento.

Prof. Daniele Callini, incaricato Pastorale Scolastica

Le conferenze, si parte il 7 ottobre 2021

Prof. Daniele Callini – Quale società erediteranno i nostri figli? (7 ottobre 2021, dalle 18 alle 19.30)
Prof. Andrea Canevaro – Le fragilità in educazione, e non solo (12 gennaio 2022)
Prof. Arduino Salatin – Il futuro della scuola tra minacce e opportunità (maggio 2022)
Prof. Matteo Adamoli – Quali ambienti digitali di apprendimento? (dicembre 2022)
Prof.ssa Anita Felisatti – Potenziare la resilienza in tempi di complessità (gennaio 2023)
Prof. Marco Emilio – L’epistemologia nel lavoro educativo (maggio 2023)

Le conferenze saranno realizzate online e avranno una durata indicativa di un’ora e mezza.
Date e fasce orarie saranno comunicate con almeno un mese di anticipo.

Il percorso seminariale su “Pedagogia della complessità”

Il percorso corso si articola in 10 seminari tematici di approfondimento, realizzati on line durante l’anno scolastico 2022/2023.

1. Introduzione al corso: l’avvento della complessità (Prof. D. Callini)
2. La scuola tra tradizione e innovazione: un’integrazione possibile (Prof. A. Salatin)
3. La progettazione di ambienti digitali di apprendimento in logica blended (Prof. L. Chiavegato)
4. Fare lezione on line (prof. M. Adamoli)
5. Il cooperative learning (prof. C. Chiusso)
6. La flipped classroom (Prof. L. Chiavegato)
7. Il debate in ambiente digitale (prof. M. Adamoli)
8. La comunicazione didattica e la pedagogia delle emozioni (Prof. E. Miatto)
9. La percezione di autoefficacia degli educatori (Prof.ssa A. Felisatti)
10. Affrontare le insicurezze e le fragilità con orizzonti di senso (Prof. D. Callini)

Il percorso è rivolto a max 50 insegnanti delle scuole pubbliche statali e paritarie (per motivi di
carattere tecnico suddivisi in 20 insegnanti di scuola paritaria e 30 di scuola statale). Una volta raggiunto il numero massimo previsto di partecipanti saranno chiuse le iscrizioni. Ciascun seminario ha una durata di 3 ore e prevede una prolusione introduttiva, un lavoro in sottogruppi svolto in aule virtuali parallele, una restituzione in plenaria dei lavori realizzati seguito da un approfondimento del docente.

Programma Orizzonte Speranza


Il 17 settembre la Diocesi di Faenza-Modigliana e l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia celebrano la Giornata del Creato

L’enciclica Laudato si’ di papa Francesco ha posto in primo piano il problema della salvaguardia del nostro pianeta.
I segnali di allarme sulla sua conservazione e tutela si moltiplicano ogni giorno. Gli scienziati lanciano avvertimenti sui pericoli imminenti: surriscaldamento terrestre, scioglimento dei ghiacciai con conseguente innalzamento del livello degli oceani, scomparsa di arcipelaghi sommersi dalle acque. C’è un forte problema di sensibilità su questo tema che deve impegnare prima di tutto i paesi maggiormente industrializzati, a partire dai governi per arrivare al sistema economico delle imprese.

L’Earth Overshoot Day, in italiano Giorno del Superamento Terrestre, indica il giorno nel quale l’umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno. Nel 2021 questa data è caduta il 29 luglio e dal 30 luglio stiamo consumando risorse che la terra produrrà solo nel 2022.

Per questi motivi la Conferenza Episcopale Italiana, in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee, ha istituito la Giornata per la custodia del Creato che consiste in una giornata annuale dedicata a riaffermare l’importanza, anche per la fede, dell’ambientalismo, con tutte le sue implicazioni etiche e sociali. La ricorrenza ufficiale è il primo settembre, ma alle singole Diocesi viene lasciata l’iniziativa di sviluppare attività locali lungo tutto il mese.
Da anni la Diocesi di Faenza- Modigliana e l’Archidiocesi di Ravenna-Cervia organizzano un evento comune, alternativamente in un territorio o nell’altro: quest’anno si svolgerà nella chiesa parrocchiale di Villa San Martino venerdì 17 settembre alle 18 e sarà gestita in collaborazione con la Coldiretti di Ravenna, i Carabinieri – Comando Gruppo Nucleo Forestale Ravenna, il Circolo Mcl di Villa San Martino, le Acli di Ravenna, il Cefal Emilia-Romagna e con la partecipazione delle Chiese Ortodosse.

Sarà un incontro di preghiera ecumenica presieduta da monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana e con la partecipazione di monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia. Seguirà un momento di ristoro al parco della sede Cefal Emilia-Romagna di Villa San Martino, a poche centinaia di metri dalla chiesa parrocchiale, offerto dalla Coldiretti di Ravenna e da Cefal.

Al momento di ristoro hanno dato la loro collaborazione aziende che si sono distinte per aver applicato buone pratiche a salvaguardia dell’ambiente, in particolare tre cantine: la cantina del Bufalo di Sant’Agata sul Santerno, la cantina Zini di Bagnacavallo e la cantina Cooperativa agricola Bagnara. Da segnalare anche la cooperativa sociale il Mulino di Bagnacavallo, che con il progetto Ortinsieme realizzato a Russi ha coniugato una iniziativa di riqualificazione di un’azienda agricola avviando un percorso di conversione al biologico con un progetto di housing sociale, dove alcune persone in situazione di fragilità sociale sono protagonisti di questo progetto volto alla tutela ambientale ed alla produzione di ortaggi biologici.

Flavio Venturi
incaricato Pastorale Sociale


VIDEO / TreSere: tanta partecipazione al primo incontro con don Salvatore Currò

Ripartire dalle persone. Lunedì 13 settembre è stato ospite della Tresere curata dal Settore Catechisti don Salvatore Currò, docente e direttore dell’istituto di Teologia Pastorale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Introdotto dal vescovo Mario Toso, Currò è autore del libro “Perché la Parola riprenda suono”. Nel suo intervento “Le coordinate fondamentali per l’annuncio in questo nostro tempo” ha offerto spunti utili a catechisti, educatori e genitori.

Il video dell’incontro


Liberi tutti: 5 incontri per giovani per mettere ordine nella propria vita

Un percorso in cinque tappe per pensare un po’ alla tua vita e fare un po’ di ordine... Prendersi questo tempo aiuta a essere liberi e a scegliere ciò che si desidera veramente! Dio stesso ama e desidera la nostra libertà ed è per questo che nel cammino ci faremo guidare dalla sua Parola!
L’Area Giovani e Vocazioni della Diocesi propone il primo incontro sabato 18 settembre, e i successivi saranno il 2 e il 16 ottobre, il 13 novembre e il 4 dicembre. Tutti gli appuntamenti avranno come orario dalle 17 alle 20 in Seminario diocesano (via Degli Insorti 56, Faenza).
Per info e iscrizioni: Don Mattia 3282481149

VIDEO / Presentata la sintesi aggiornata della Dottrina sociale della Chiesa

Si è tenuta sabato 4 settembre presso l’Istituto Veritatis Splendor di Bologna la presentazione del libro «Dimensione sociale della fede. Sintesi aggiornata della dottrina sociale della Chiesa» (LAS, Roma 2021). Autore monsignor Mario Toso, già Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, vescovo di Faenza Modigliana e delegato della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna per i problemi sociali e il lavoro. All’incontro sono intervenuti anche il cardinale Matteo Zuppi, Stefano Zamagni, Presidente della pontificia Accademia delle scienze sociali e Gianluca Galletti, presidente nazionale Ucid.

Erano presenti all’incontro i rappresentati delle organizzazioni ecclesiali ma non solo. L’arcivescovo ha detto che il libro sembra essere stato scritto “anche in ginocchio”, all’interno di un cammino di fede e di preghiera dell’autore. Il cardinale Zuppi ha ricordato inoltre come è fondamentale in questo momento affrontare il tema, viste le novità negli insegnamenti di questi ultimi anni, a partire dalla “Fratelli tutti” che sottolinea anche le profonde disuguaglianze presenti nel mondo. Tutte le componenti ecclesiali sono da coinvolgere in questo particolare ambito della fede e della vita cristiana. Nella seconda parte della mattinata c’è stata la «presentazione delle Buone pratiche» in vista della prossima Settimana sociale dei Cattolici di Taranto che si terrà dal 21 al 24 ottobre. L’evento è stato promosso dalla pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna.

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