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Stefano Lega è stato ordinato diacono. Il vescovo Mario: “Sarai testimone dell’Amore di Dio”

Grande festa per tutta la comunità diocesana, Stefano Lega, 30 anni, è stato ordinato diacono dal vescovo monsignor Mario Toso: “Vivendo in Cristo – ha detto il vescovo – sarai dono per tutti, in particolare per gli ‘ultimi’”. Di seguito riportiamo l’omelia pronunciata per l’occasione da monsignor Toso.

L’omelia del vescovo Mario

Cari fratelli e sorelle, il tempo della Chiesa è tempo intermedio tra l’Ascensione di Cristo e la comparsa di un «nuovo cielo», di «una nuova terra». La comunità cristiana, come le prime comunità, al pari di quella di Gerusalemme e di Antiochia, costituisce in terra un insieme di credenti adunati per realizzare il Regno di Dio, ossia un’umanità in cui Dio abita in tutti. L’obiettivo della Chiesa è di annunciare a tutti la vita nuova portata da Cristo mediante la sua incarnazione, morte e risurrezione. L’ordinazione diaconale di Stefano Lega va letta in questo contesto, come una missione che ha l’obiettivo di aiutare i fratelli a vivere l’amore di Cristo, un amore trasfigurante, che fa sì che Dio sia tutto in tutti, redimendo e divinizzando.

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5), abbiamo appena udito: l’amore di Gesù rinnova, cambia, trasfigura. In forza del suo amore il Signore Gesù  ci invita ad amare i fratelli come Lui li ha amati (Gv 13,34). Questo amore è il primo strumento di evangelizzazione, la prima forma di testimonianza.

Cari fratelli e sorelle, tramite l’azione dello Spirito Santo, che tra poco invocheremo, questo nostro fratello candidato al diaconato, Stefano Lega, sarà reso partecipe dell’essere per gli altri di Cristo stesso. La sua umanità sarà trasfigurata, resa più bella e luminosa da Cristo Risorto. Il Signore Gesù di cui parlerà e per cui sceglierà di vivere sarà realmente presente in lui, trasparirà e opererà nella sua vita, come quella di un «servo» che dona se stesso perché gli altri abbiano una vita piena.

Caro Stefano, vieni ordinato diacono perché hai risposto di sì all’amore di Dio. Grazie all’amore di Cristo e alla comunione con Lui, Egli sarà più intimo a te di quanto tu lo sia a te stesso. Come ha insegnato S. Agostino, noi ameremo in Dio e con Dio: ameremo non solo con le nostre semplici forze umane, fragili e ferite dall’egoismo, ma con la sue stesse capacità di dono. Guarderemo all’altra persona non più soltanto con i nostri occhi e con i nostri sentimenti, ma secondo la prospettiva di Dio e di Gesù Cristo. Vedremo con gli occhi di Dio e di Gesù Cristo. Ci immedesimeremo in Colui che ha dato la vita per tutti e dei molti ha formato una sola famiglia di figli per Dio, impegnati a far sì, come già accennato, che Dio sia in tutti.

In un circolo prodigioso di vita donata e ricevuta, attraverso l’incarnazione di Gesù che pone la nostra umanità in comunione con Dio, potremo riconoscere nell’altro l’immagine divina, il Figlio di Dio, il fratello. Crescerà la nostra disponibilità ad andare incontro al prossimo, ad enunciargli e a mostrargli l’amore che viene dall’alto. Queste nostre nuove capacità ci renderanno più sensibili  anche di fronte a Dio. Apriranno maggiormente i nostri occhi su quello che Dio fa per noi, su come Egli ci ama.

Consacrando il tuo celibato per mezzo dell’ordinazione diaconale, sarai costituito dono per sempre per Gesù Cristo, per la Chiesa, per gli uomini, in particolare per gli «ultimi». Il diacono, infatti, non vive più per sé stesso, non si appartiene, ma vive per Gesù Cristo. Aderendo a Lui con cuore indiviso, caro Stefano diventerai servo: di Cristo, della Chiesa, dei fratelli, specie dei più poveri.

Il diacono è, nella Chiesa, segno sacramentale specifico di Cristo servo. Il diacono è costituito custode e animatore del servizio, ricordando a tutti noi che la fede possiede un’essenziale dimensione sociale, di servizio a Dio e ai fratelli.

Gli Atti degli Apostoli oggi ci offrono una descrizione dell’instancabile operosità di Paolo e Barnaba, solleciti nella testimonianza, nel confermare ed esortare i discepoli e nel designare in ogni comunità alcuni anziani e collaboratori, affidandoli al Signore (At 14,21-27). Così anche tu sarai di aiuto al vescovo e al suo presbiterio nel ministero della parola, dell’altare e della carità, nel servizio ai fratelli. Secondo la missione a te conferita dal vescovo, avrai il compito di esortare e istruire nella dottrina di Cristo i fedeli e quanti sono alla ricerca della fede. Guiderai le preghiere, amministrerai il Battesimo, assisterai e benedirai il Matrimonio, porterai il Viatico ai moribondi, presiederai il rito delle Esequie. Eserciterai il ministero della carità in nome del vescovo o del parroco (Pontificale Romano, Rito dell’ordinazione di un diacono).

Una volta ordinato diacono ti sarà consegnato il libro dei Vangeli: la tua prima diaconia. Il compito primario e qualificante del tuo ministero saranno la missione di annunciare il Vangelo, di essere con tutta la tua vita autentico e appassionato testimone della sua parola. Una missione che non può rimanere circoscritta nella sola sfera liturgica, ma che prosegue e si diffonde in tutte le attività di servizio, in campo ecclesiale, sociale, civile, nell’educazione.

Cari ragazzi, adolescenti, giovani, in questa bella occasione ora mi rivolgo a voi. Mentre vi parlo immaginate di sentire Stefano stesso. In un tempo difficile, in cui i rapporti con gli altri sono stati messi a dura prova e sono sempre più mediati dai mezzi digitali; in questo tempo in cui sembra che non ci siano più punti di riferimento certi, in cui ciò che è giusto e vero spesso si confonde con l’ingiusto e la menzogna; in una società che propone come unico traguardo la propria auto-realizzazione e il proprio benessere, non abbiate paura di compiere scelte coraggiose e in controtendenza: fatevi amici di Gesù, seguite il suo esempio di amore, vivendo non ripiegati su voi stessi ma disponibili a donarvi per gli altri, per sempre. Interrogatevi senza timore sulla strada che il Signore vi sta indicando per la vostra vita, cogliete i segni che Lui già sta indicandovi, facendovi aiutare e guidare da persone più avanti nel cammino e di cui vi fidate.

Caro Stefano, in questo ambito in cui sei già impegnato, avrai il compito di accompagnare questi giovani con l’esempio, con l’ascolto e con l’invito a formarsi nella fede e nell’appartenenza a Cristo, per essere disponibili al dono di sé, al servizio della Chiesa e della società civile. Senza una fede ben radicata e formata dal punto di vista affettivo, intellettuale e culturale, infatti, c’è il rischio di non riuscire ad aiutare la propria Chiesa ad annunciare coraggiosamente il Vangelo. Amate la Chiesa per amore di Gesù Cristo e dei vostri fratelli. Amate non per un tornaconto, ma in maniera disinteressata.

La nostra comunità diocesana in questo momento si stringe a te e alla tua famiglia. Prega per te e per i tuoi genitori. Ti accompagnino l’intercessione e la protezione della Beata Vergine delle Grazie e di San Pier Damiani, nostri patroni. L’Eucaristia che celebriamo ci renda sempre più uniti a Cristo, servo dell’amore di Dio.


Monastero invisibile: sussidio di maggio 2022

CORDA!

Facciamo un salto al pozzo della samaritana (Gv 4), quello attorno a cui tante bocche assetate si danno appuntamento e si scopre che Dio non è dove ci sono acqua stagnante, aria asfittica, pesantezza e noia. Dio è dove c’è acqua zampillante. Giriamo attorno al pozzo, quello delle domande scomode a orari improbabili, lì dove una banale faccenda quotidiana diventa incontro decisivo e le parole aprono varchi di novità. Gustiamo per un attimo la screpolatura delle pietre, l’aria calda del giorno, il profumo della menta, il canto delle cicale, il gioco di sguardi, il dialogo che inizia dalle cose della vita e porta molto più in là.

Nel lungo brano evangelico, si nota un’assenza. La brocca c’è e l’acqua pure, ma – precisa la donna – il pozzo è profondo. Allora manca una corda. Indispensabile, ma nessuno la nomina; serve necessariamente, ma non se ne parla. Forse ritenuta ovvia.

Associamo l’immagine alla preghiera per le vocazioni: imprescindibile, perché Gesù l’ha chiesta in modo esplicito, ma dimessa, discreta, nell’ombra, magari data per scontata.

Ne scriviamo oggi per riproporvi di partecipare al Monastero invisibilecordata (appunto) di persone che ogni mese dedicano un po’ di tempo alla preghiera perché l’acqua viva del vangelo riempia le brocche dei giovani e trabocchi in passi di fiducia e generosità.

Ogni corda è un insieme di fili intrecciati: fragili se presi singolarmente; robusti se legati. Per questo la sapienza della Chiesa ci ricorda (eccola di nuovo) che vale la pena unire le forze: il dono di nuove vocazioni conviene a tutti!

Chi aderisce riceve mensilmente e gratuitamente un semplice sussidio: lungo tutto il 2021 saranno gli amici e le amiche di Gesù ‘della prima ora’ a orientare l’intercessione chiedendo innanzitutto a noi di coinvolgerci e di farci discepoli. Infatti, come non c’è corda del pozzo che non si inzuppi d’acqua, così non c’è preghiera che non esiga e operi trasformazione.

Chi concorda… può prendere contatti con Ufficio Giovani e vocazione e anche estendere l’invito ad altri. Accordati nel Signore, saremo esauditi. Parola Sua!

Non accusare il pozzo di essere troppo profondo. È la tua corda che è troppo corta (proverbio indù).

Per aderire al Monastero invisibile o condividere proposte, idee e opinioni, scrivere a vocazione@faenza.chiesacattolica.it

L’equipe diocesana del Monastero invisibile

Referenti Monastero invisibile:

Nel caso decidessi di partecipare a questo percorso, ecco alcuni contatti che ti possono aiutare, guidare e accompagnare lungo il cammino :

Santa Maria Maddalena in Faenza, Luciana 333 2155714
San Savino (Beata Vergine del Paradiso) in Faenza, Rosangela 334 9566029
Santa Maria del Rosario in Errano, Cristina 389 9920412
Parrocchia di San Martino in Reda, Antonietta 3393798202

Scarica il sussidio di maggio

Monastero Invisibile maggio 2022


Il 22 maggio a Faenza il percorso Identikit Animatori

Foto incontro Cre Seminario

Domenica 22 maggio in Seminario (via degli Insorti, 56) alle 16.30 il percorso Identikit Animatori: proposta per i ragazzi delle superiori che aiutano a grest, oratori e campi estivi.

Incontro con laboratori a rotazione, momento di preghiera con mandato e cena tutti assieme con contributo di cinque euro. Vi consigliamo di portare con voi una borraccia e, a gruppo, una coperta sopra cui sedersi per la cena….open air!

Per le iscrizioni entro cinque giorni dall’incontro contattare Chiara 391 4426535 e per rimanere sempre aggiornati seguiteci nella nostra pagina Instagram @gv.faenzamodigliana.it

percorso identikit animatori


Domenica 1 maggio la Veglia di preghiera per le Vocazioni

Domenica 1 maggio a Santa Maria dell’Angelo alle 19, preghiera per le vocazioni presieduta dal vicario generale don Michele Morandi.

In occasione della 59esima Giornata di Preghiera per le Vocazioni e all’interno della Novena per la Madonna delle Grazie (patrona della Diocesi), si rinnova il momento di preghiera per il dono di nuove vocazioni di speciale consacrazione per accompagnare diversi giovani della nostra Diocesi che nel 2022 affronteranno una nuova tappa del loro cammino vocazionale!
Per info: Don Mattia (3282481149)

La vera ricchezza sono le persone: il documento del 1° maggio dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei

L’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso il sussidio liturgico e pastorale per preparare a vivere il 1° maggio, dal titolo “La vera ricchezza sono le persone – Dal dramma delle morti sul lavoro alla cultura della cura”.

Il documento è scaricabile a questo link

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Festa dei lavoratori 2022

Di seguito l’introduzione al Messaggio dei Vescovi vescovi per la Festa dei lavoratori 2022

“Viviamo una stagione complessa, segnata ancora dagli effetti della pandemia e dalla guerra in Ucraina, in cui il lavoro continua a preoccupare la società civile e le famiglie, e impegna ad un discernimento che si traduca in proposte di solidarietà e di tutela delle situazioni di maggiore precarietà. Le conseguenze della crisi economica gravano sulle spalle dei giovani, delle donne, dei disoccupati, dei precari, in un contesto in cui alle difficoltà strutturali si aggiunge un peggioramento della qualità del lavoro.
La Chiesa che è in Italia non può distogliere lo sguardo dai contesti di elevato rischio per la salute e per la stessa vita alle quali sono esposti tanti lavoratori. I tanti, troppi, morti sul lavoro ce lo ricordano ogni giorno. È in discussione il valore dell’umano, l’unico capitale che sia vera ricchezza. «La vera ricchezza sono le persone: senza di esse non c’è comunità di lavoro, non c’è impresa, non c’è economia. La sicurezza dei luoghi di lavoro significa custodia delle risorse umane, che hanno valore inestimabile agli occhi di Dio e anche agli occhi da vero imprenditore» ha ricordato Papa Francesco ricevendo in udienza l’Associazione nazionale dei costruttori edili (20 gennaio 2022). Il nostro primo pensiero va, in particolare, a chi ha perso la vita nel compimento di una professione che costituiva il suo impegno quotidiano, l’espressione della sua dignità e della sua creatività, e anche alle famiglie che non hanno visto far ritorno a casa chi, con il proprio lavoro, le sosteneva amorevolmente. Così come non possono essere dimenticati tutti coloro che sono rimasti all’improvviso disoccupati e, schiacciati da un peso insopportabile, sono arrivati al punto di togliersi la vita. La nostra preghiera, la fiducia nel Signore amante della vita e la nostra solidarietà siano il segno di una comunità che sa «piangere con chi piange» (cf Rm, 8,15) e di una società che sa prendersi cura di chi, all’improvviso, è stato privato di affetti e di sicurezza economica.”


Identikit animatori: incontri informativi per i ragazzi delle superiori. Si parte il 28 aprile a San Marco

Inizia il percorso Identikit animatori a cura dell’area Giovani e vocazioni della Diocesi. La proposta è rivolta a ragazzi e ragazze delle scuole superiori che aiutano a grest, oratori e campi estivi.

Il primo incontro si terrà giovedì 28 aprile alle 20.30 al teatro della parrocchia di San Marco con il formatore Anspi Matteo Zocca.

Domenica 22 maggio alle 16 in Seminario incontro con laboratori a rotazione, momento di preghiera e mandato e cenatutti assieme (contributo richiesto di 5 euro).

Per le iscrizioni (entro cinque giorni dall’incontro) Chiara: 391 422 6535. 


Settimana comunitaria uomini dall’1 al 7 maggio: ecco come iscriversi

Dall’1 al 7 maggio torna la Settimana comunitaria uomini che quest’anno ha per titolo Perché dormi?
La proposta è rivolta a tutti i ragazzi della Diocesi dai 18 anni in su che hanno voglia di mettersi in gioco per una settimana particolare rispetto alle altre portando comunque avanti i propri impegni di studio e di lavoro. Saranno giorni in cui non mancheranno il confronto, la riflessione e stimoli per la vita di fede, ma anche gioco e nuove esperienze. La sede dell’esperienza sarà il Seminario diocesano.

Per informazioni è possibile contattare don Mattia 328 2481149; Brio: 338 9953247; Rowen: 338 6012890