Archivi della categoria: INIZIATIVE PASTORALI

Vespri d’Avvento in Seminario

Il Seminario vescovile Pio XII (via degli Insorti 56, Faenza) torna a ospitare i Vespri di Avvento. Un percorso di preghiera per prepararsi a gioire del Natale, un’occasione da cogliere per incontrare Dio in uno dei suoi concreti segni di amore: la liturgia. Un itinerario di preghiera e di riflessione. I Vespri si terranno di domenica, dalle 19 alle 20, in queste date: 28 novembre, 5 dicembre, 12 dicembre (dalle 19 alle 20.30 con confessioni) e 19 dicembre.

Info: don Mattia 328 2481149; mattia.gallegati@gmail.com


Don Alberto Ravagnani a Russi il 20 novembre per la Gmg diocesana 2021

Testimoniare la propria fede e avvicinare i giovani alla parola di Dio attraverso stories su Instagram e video su Youtube. Don Alberto Ravagnani uno dei volti più conosciuti tra i giovani e sarà a Russi per un incontro promosso dall’area Giovani e Vocazioni della Diocesi di Faenza-Modigliana. Sacerdote di 28 anni, ordinato nel 2018, don Alberto si è fatto conoscere da molti utenti del web grazie al suo canale Youtube «Viva la fede» e poi al suo «Doncast», il podcast realizzato con l’aiuto di una ventina di ragazzi.

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L’incontro sarà sabato 20 novembre, in occasione della Giornata mondiale della gioventù diocesana, alle 17; all’oratorio Don Bosco di Russi. A seguire veglia con professione di fede per i 18enni; e cena (portare contributo di 5 euro) con musica dal vivo del gruppo Caveja, vincitori dell’ultima edizione del Faenza Rock.

Posti limitati, iscrizioni entro il 15 novembre a Michela 335 5444902; Brio 338 9953247. L’incontro si svolgerà nel rispetto della normativa anti-Covid, per partecipare è necessario esibire il Green pass.


Messaggio del Papa per la Giornata mondiale dei poveri – 14 novembre

Nel Messaggio per la Giornata mondiale dei poveri del prossimo 14 novembre, sul tema “I poveri li avete sempre con voi”, Francesco lancia un forte appello ai cristiani e ai governi di tutto il mondo a intervenire con urgenza e in modo nuovo perché i poveri, anche a causa della pandemia, “sono aumentati a dismisura”. Occorre cambiare stili di vita, perché è l’egoismo che provoca la povertà.

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

A Betania Gesù ricorda a tutti “che il primo povero è lui, il più povero tra i poveri perché li rappresenta tutti” ed è anche a nome loro che accetta il gesto della donna che gli unge il capo con un profumo molto prezioso. Così Papa Francesco spiega, nel suo Messaggio per la quinta Giornata mondiale dei poveri che sarà celebrata il prossimo 14 novembre, la scelta del tema tratto dal Vangelo di Marco: “I poveri li avete sempre con voi”. “I credenti, quando vogliono vedere di persona Gesù e toccarlo con mano – aggiunge – sanno dove rivolgersi: i poveri sono sacramento di Cristo, rappresentano la sua persona e rinviano a Lui”.

Messaggio di papa Francesco “I poveri li avete sempre con voi”


Monastero invisibile: sussidio di novembre 2021

CORDA!

Facciamo un salto al pozzo della samaritana (Gv 4), quello attorno a cui tante bocche assetate si danno appuntamento e si scopre che Dio non è dove ci sono acqua stagnante, aria asfittica, pesantezza e noia. Dio è dove c’è acqua zampillante. Giriamo attorno al pozzo, quello delle domande scomode a orari improbabili, lì dove una banale faccenda quotidiana diventa incontro decisivo e le parole aprono varchi di novità. Gustiamo per un attimo la screpolatura delle pietre, l’aria calda del giorno, il profumo della menta, il canto delle cicale, il gioco di sguardi, il dialogo che inizia dalle cose della vita e porta molto più in là.

Nel lungo brano evangelico, si nota un’assenza. La brocca c’è e l’acqua pure, ma – precisa la donna – il pozzo è profondo. Allora manca una corda. Indispensabile, ma nessuno la nomina; serve necessariamente, ma non se ne parla. Forse ritenuta ovvia.

Associamo l’immagine alla preghiera per le vocazioni: imprescindibile, perché Gesù l’ha chiesta in modo esplicito, ma dimessa, discreta, nell’ombra, magari data per scontata.

Ne scriviamo oggi per riproporvi di partecipare al Monastero invisibilecordata (appunto) di persone che ogni mese dedicano un po’ di tempo alla preghiera perché l’acqua viva del vangelo riempia le brocche dei giovani e trabocchi in passi di fiducia e generosità.

Ogni corda è un insieme di fili intrecciati: fragili se presi singolarmente; robusti se legati. Per questo la sapienza della Chiesa ci ricorda (eccola di nuovo) che vale la pena unire le forze: il dono di nuove vocazioni conviene a tutti!

Chi aderisce riceve mensilmente e gratuitamente un semplice sussidio: lungo tutto il 2021 saranno gli amici e le amiche di Gesù ‘della prima ora’ a orientare l’intercessione chiedendo innanzitutto a noi di coinvolgerci e di farci discepoli. Infatti, come non c’è corda del pozzo che non si inzuppi d’acqua, così non c’è preghiera che non esiga e operi trasformazione.

Chi concorda… può prendere contatti con Ufficio Giovani e vocazione e anche estendere l’invito ad altri. Accordati nel Signore, saremo esauditi. Parola Sua!

Non accusare il pozzo di essere troppo profondo. È la tua corda che è troppo corta (proverbio indù).

Per aderire al Monastero invisibile o condividere proposte, idee e opinioni, scrivere a vocazione@faenza.chiesacattolica.it

L’equipe diocesana del Monastero invisibile

Referenti Monastero invisibile:

Nel caso decidessi di partecipare a questo percorso, ecco alcuni contatti che ti possono aiutare, guidare e accompagnare lungo il cammino :

Santa Maria Maddalena in Faenza, Luciana 333 2155714
San Savino (Beata Vergine del Paradiso) in Faenza, Rosangela 334 9566029
Santa Maria del Rosario in Errano, Cristina 389 9920412
Parrocchia di San Martino in Reda, Antonietta 3393798202

Scarica il sussidio di novembre

Monastero invisibile novembre 2021


Cosa cantare alla presentazione dei doni: il 14 novembre incontro con Ilario Defrancesco

Domenica 14 novembre l’Ufficio Liturgico della Diocesi di Faenza-Modigliana, sezione Musica sacra, propone un incontro-laboratorio con il maestro Ilario Defrancesco, diplomato in pianoforte e musica corale e direttore di coro. Il laboratorio si svolgerà dalle 15 alle 18 al Seminario vescovile Pio XII a Faenza nell’aula San Pier Damiani (ingresso viale Stradone 30).


L’Arciconfraternita della Beata Vergine delle Grazie in pellegrinaggio a Roma

L’Arciconfraternita della Beata Vergine delle Grazie ha concluso le celebrazioni per il sesto centenario della sua fondazione con un pellegrinaggio a Roma. I confratelli e le consorelle presenti hanno visitato la capitale, rinnovato la professione di fede sulla tomba dell’Apostolo Pietro e visitato la cittadina di Castel Gandolfo (nella cui chiesa parrocchiale è conservato un presepe in ceramica opera di vari artisti faentini).

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La consegna a papa Francesco

Un momento importante è stata la partecipazione all’udienza generale di papa Francesco al termine della quale il rettore don Francesco Cavina e il segretario Paolo Celli hanno donato al Papa un’immagine della Madonna delle Grazie assicurandogli una preghiera per Lui e per tutta la Chiesa. Papa Francesco ha ringraziato benedicendo l’immagine di Maria e simbolicamente tutta la nostra città e la nostra Diocesi.


Taranto e oltre Taranto: indicazioni dalla 49^ Settimana Sociale dei cattolici italiani

settimana sociale

È appena terminata la 49esima Settimana sociale dei cattolici italiani. Dobbiamo essere innanzitutto noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Ecco le quattro piste di conversione e di generatività futura, che sono le principali conclusioni della Settimana sociale di Taranto presenti nel discorso finale di S. Ecc. Filippo Santoro.

a) Costruzione di comunità energetiche

«Come è ben noto il collo di bottiglia della transizione ecologica nel nostro paese è rappresentato dalla quota limitata di produzione di energia da fonti rinnovabili. Le comunità energetiche attraverso le quali gruppi di cittadini o di imprese diventano prosumer (produttori di energia che in primo luogo autoconsumano azzerando i costi in bolletta e vendendo poi in rete le eccedenze) sono una grande opportunità dal basso per superare questo collo di bottiglia. E, allo stesso tempo, rappresentano un’opportunità di rafforzamento dei legami comunitari che si cementano sempre condividendo scelte concrete in direzione del bene comune. Nell’ottica di una transizione giusta e socialmente sostenibile le comunità energetiche diventano anche uno strumento di creazione di reddito che può sostenere fedeli, parrocchie, case famiglia, comunità famiglia e comunità locali come già dimostrato da alcune buone pratiche realizzate o in via di realizzazione nei territori.

Vogliamo che tutte le comunità dei fedeli in tutte le parrocchie italiane avviino un progetto e diventino comunità energetiche.

Sappiamo che abbiamo bisogno di circa 7 gigawatt di nuova produzione da fonti rinnovabili all’anno se vogliamo raggiungere l’obiettivo di emissioni nette zero nel 2050. Se in ciascuna delle 25.610 parrocchie del nostro paese si costituisse almeno una comunità energetica che produce al livello massimo possibile di 200 chilowatt (o facesse nascere più comunità che arrivano complessivamente a quella produzione di energia) avremmo dato il nostro contributo con 5,2 gigawatt di nuova produzione da fonti rinnovabili».

b) Finanza responsabile

«Nella Laudato si’ papa Francesco parla di uscire progressivamente dalle fonti fossili. Le nostre diocesi e parrocchie devono essere carbon free nelle loro scelte di gestione del risparmio utilizzando il loro voto col portafoglio per premiare le aziende leader nella capacità di coniugare valore economico, dignità del lavoro e sostenibilità ambientale coerentemente con le numerose prese di posizione nella dottrina sociale che evidenziano il ruolo fondamentale del consumo e del risparmio sostenibile come strumento efficace di partecipazione di tutti alla costruzione del bene comune».

c) Consumo responsabile

«È cultura purtroppo diffusa nel paese lamentarsi di una piaga disperando che mai possa arrivare dall’alto una soluzione, eppure confidando solo in quella senza rendersi conto che il cambiamento possiamo realizzarlo noi stessi dal basso. Così è per il tema dello sfruttamento del lavoro e del caporalato ogni qualvolta un drammatico fatto di cronaca ci racconta di un bracciante morto nei campi. Eppure oggi esistono molti lodevoli imprenditori sociali che hanno costruito filiere caporalato free ed offrono prodotti agricoli liberi da sfruttamento e con elevati standard sociali ed ambientali e prezzi non dissimili da quelli dei prodotti corrispondenti. Oltre a chiedere che le amministrazioni locali ne tengano conto negli appalti e non mettano mai più nelle mense scolastiche dei nostri figli prodotti che non siano caporalato free vogliamo essere per primi noi comunità ecclesiali a prendere l’iniziativa ed essere caporalato free».

d) Alleanza intergenerazionale

«L’orizzonte d’impegno più ampio verso il quale intendiamo camminare nei prossimi anni è l’alleanza intergenerazionale e quello dell’alleanza tra forze diverse di buona volontà nel nostro paese. Penso a quella nuova e vasta generazione di imprenditori più ambiziosi che non guardano solo al legittimo profitto ma anche all’impatto sociale ed ambientale della loro azione e che sono esempi di quella grande quantità di buone pratiche censite a Taranto e a Cagliari; penso alla ricchissima rete di organizzazioni della società civile e del terzo settore che incarnano concretamente il principio di sussidiarietà; penso alla rete dei comuni civili e responsabili che con le buone pratiche di Taranto abbiamo iniziato a censire; penso alla rete dei festival per la sostenibilità (ASVIS, festival dell’economia civile, giornate di Bertinoro, Symbola, festival della prossimità, salone della CSR, GreenandBlue, ecc.), una realtà bella ed emergente nel nostro paese che segnala la forte domanda di cultura e di impegno civile; penso ai giovani di Economy of Francesco e a quelli che hanno costruito il manifesto per l’alleanza qui a Taranto. Imparando sempre meglio ad unire le nostre forze nel prossimo futuro possiamo veramente diventare un popolo in cammino in grado di aiutare il nostro paese nella delicata transizione ecologica, sociale e spirituale verso il bene comune».

“Tutto è connesso, tutto è in relazione”

I delegati diocesani alla Settimana sociale: Flavio Venturi, il vescovo Mario e Luca Ghirotti.

È evidente che le quattro piste presuppongono come precondizione l’attivazione della Pastorale sociale, comprensiva dell’evangelizzazione: il fulcro è dato dall’annuncio di Gesù Cristo, incarnato, morto, risorto, vivente nella storia e operante anche nel creato. Il metodo d’azione e di innovazione è dato dal discernimento: vedere, giudicare, agire e celebrare.

Il messaggio fondamentale della Laudato si’ è che “tutto è connesso”, cioè “tutto è in relazione”. Una relazione che noi non creiamo, ma che ci precede, in quanto costitutiva della realtà, da cui deriva la resistenza a ogni forma di divisione e la continua ricerca di un rapporto fraterno tra di noi e con l’ambiente. Un tale sguardo si basa sulla “Teologia della creazione” che prende origine dall’azione della Trinità, immagine formidabile per aiutare l’uomo d’oggi a districarsi dal labirinto che lui stesso ha costruito con la sua pretesa autonomia. Costituita da “relazioni sussistenti” piene di amore, le persone divine esistono l’una in rapporto all’altra, come relazione di paternità, di figliolanza e di reciproco amore. Una comunione che è anche il fondamento dell’unità dell’universo.

I 7 punti del Manifesto sull’alleanza

Si chiede alle parrocchie e alle diocesi di prendersi l’impegno di:

• promuovere la nascita di cooperative di comunità, cooperative di consumo, comunità energetiche e gruppi di acquisto solidale (GAS).

• Studiare, capire e valorizzare la vocazione del proprio territorio.

• Valorizzare le aree interne anche attraverso la pastorale rurale.

• Di essere audaci nel rivedere l’impostazione della formazione verso i giovani, non aver paura di proporre nelle catechesi l’amore e la cura della Casa Comune, l’iniziazione cristiana sia anche iniziazione al saper abitare il mondo in cui buon Dio ci da vivere.

• Provvedere a che vi sia nelle diocesi e nelle parrocchie un referente con la relativa competenza per la pastorale sociale, del lavoro e dell’ecologia integrale.

• Adoperarsi per la valorizzazione del ruolo della donna nella Chiesa e in politica sostenendo misure per il tempo di cura della famiglia.

• Favorire e partecipare ai gruppi di cittadinanza attiva che nascono dai problemi del territorio

A mo’ di breve conclusione: è evidente che c’è bisogno che ogni comunità ecclesiale, con le sue componenti, coltivi la speranza e la sua organizzazione (Tonino Bello).

Mario Toso, vescovo


Messaggio per la 71^ Giornata Nazionale del Ringraziamento

Messaggio per la 71esima Giornata Nazionale del Ringraziamento

7 novembre 2021

“Lodate il Signore dalla terra (…) voi, bestie e animali domestici” (Sal 148,10)

Gli animali, compagni della creazione

Quando lo sguardo dell’umanità si posa sulla creazione e il suo cuore trabocca di meraviglia per l’opera di Dio, la persona non può fare a meno di lodare il Signore per il dono degli animali, anzi la sua parola si intreccia con quella muta di tante creature viventi che accompagnano la nostra presenza sulla terra. Esse sono spesso citate come riferimenti per la meditazione del saggio di fronte al mistero della vita: si pensi a Gb 38-42, quando Dio mette Giobbe di fronte alla bellezza e complessità del creato, proprio a partire dalle specie animali. Talvolta essi sono anche portatori di messaggi rivolti agli umani, come accade nella storia dell’asina di Balaam, narrata in Nm 22,2-35. Spesso, poi, essi assumono valenze simboliche che richiamano alla relazione con Dio, come nei tanti riferimenti al rapporto tra il pastore ed il suo gregge che compaiono nei Vangeli, o nell’immagine della colomba per indicare la presenza dello Spirito al Battesimo di Gesù.

Compagni della creazione, inseriti in un progetto di alleanza

Le prime pagine della Genesi collocano la creazione degli animali nel quinto e nel sesto giorno: quest’ultimo è lo stesso in cui viene creata l’umanità (Gen 1,30-32). Il creatore non solo dona loro la vita, ma provvede anche al loro sostentamento: «A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde» (Gen 1,30). Il dominium sugli animali, che Dio affida all’uomo in Gen 1,28, non ha un’accezione tirannica. Non si tratta di disporre degli animali a proprio piacimento, ma di pascerli e guidarli con premura. Questo sguardo carico di cura culmina in quello di Cristo, che ha parole che invitano ad avere fiducia in Dio Padre provvido: «Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre» (Mt 6,26).

Nel capitolo secondo della Genesi, Adam viene invitato a dare un nome agli animali, a segnalare una differenza e anche, allo stesso tempo, una prossimità relazionale: Dio, infatti, crea gli animali per liberare l’uomo dalla sua solitudine, anche se questa sarà colmata solo dalla relazione con una creatura simile a lui, la donna. Con gli animali condividiamo la mortalità (Qo 3,19-21), ma anche – specie per quelli più coinvolti nelle attività quotidiane degli esseri umani – la fatica e persino il dono del riposo sabbatico (Dt 5,13-14); anche per questo nei loro confronti la Scrittura offre indicazioni forti, nel segno del rispetto e dell’aiuto (Es 23,4).

La prima alleanza narrata dalla Scrittura viene stipulata da Dio con «ogni essere che vive» (Gen 9,9-11) e anche la tradizione profetica riprenderà tale prospettiva (Os 2,20). Nella storia di Giona, la sua pietà amica della vita si indirizza a un tempo sia agli esseri umani che agli animali (Gn 4,10-11); degli uni e degli altri, d’altra parte, Egli si ricorda quando sono in difficoltà (Gen 8,1).

Tra le immagini con cui viene presentata la novità escatologica, poi, c’è quella di una riconciliazione finale, in cui persino i predatori vivono nella pace (Is 11,6-8): una promessa che viene presentata come compiuta in Gesù che «stava con le fiere» (Mc 1,13). Molte storie di santi – a partire da Antonio abate e Francesco d’Assisi – riprendono questo orizzonte di rinnovata prossimità agli animali, che spezza persino il rapporto preda-predatore.

Gli animali: una prossimità donata e perduta

San Bonaventura, ricorda l’enciclica Laudato si’, «ci insegna che ogni creatura porta in sé una struttura propriamente trinitaria» (LS 239), per cui «il mondo, creato secondo il modello divino, è una trama di relazioni» (LS 240), nella quale rientrano anche gli animali. Ma il nostro sguardo «limitato, oscuro e fragile» (LS 239) non riesce sempre a cogliere la bontà di tale rapporto. La prossimità agli animali, che nella tradizione della civiltà agricola ha portato a sentirli e trattarli quasi come partecipi della vita familiare, nella modernità è stata abbandonata, riducendo queste creature ad oggetti di mero consumo. La civiltà urbana, d’altra parte, ha portato talvolta a eccessi opposti, con un’attenzione per gli animali da compagnia talvolta superiore a quella per gli esseri umani.

Non si può misconoscere che a volte l’atteggiamento umano è predatorio nei confronti degli animali come verso le persone: «Il cuore è uno solo e la stessa miseria che porta a maltrattare un animale non tarda a manifestarsi nella relazione con le altre persone. Ogni maltrattamento verso qualsiasi creatura è contrario alla dignità umana» (LS 92).

Un approccio di ecologia integrale dovrà tornare, invece, a valorizzare un orizzonte equilibrato, superando la riduzione moderna del vivente a oggetto di consumo, per riscoprirne il valore proprio. Nei confronti degli animali non si può avere, allora, un rapporto puramente strumentale; la migliore pratica di allevamento avrà anche cura del benessere degli animali coinvolti, garantendo loro la possibilità di una vita conforme al loro essere, in ambito naturale. Ne siamo responsabili. Emergono, quindi, forti interrogativi per alcune forme intensive applicate nella zootecnia, che oltre a calpestare la vita animale, costituiscono al contempo una grave fonte di impatto ambientale.

Rinnovare gli stili di vita e garantire diritti agli allevatori per una ecologia integrale

Essere buoni amministratori della creazione di Dio, corrispondendo alla sua immagine che è in noi, significa anche guardare con affetto e responsabilità a quei viventi che con noi la condividono, rispettandone, per quanto possibile, l’interesse alla vita. Si tratta di promuovere la sete di vita di ogni creatura. La Giornata del Ringraziamento sia occasione per riflettere e per convertire i nostri stili di vita a una ecologia integrale. Ad esempio, alcune specie animali, come le api, sono una benedizione per l’ecosistema e per le attività dell’uomo: la loro presenza è un indicatore infallibile dello stato di salute dell’ambiente e la loro preziosa opera di impollinazione garantisce fecondità ai cicli della natura.

La quantità e la qualità degli allevamenti dipendono anche dalla domanda e dagli stili di vita delle persone. Lo stesso intreccio tra l’attenzione per il valore degli animali e l’istanza di sostenibilità invita a evitare quegli eccessi di consumo che, negli ultimi decenni, hanno distorto la salubrità della dieta mediterranea e aumentato il consumo di acqua in maniera esponenziale. Del resto, la tradizione cristiana consigliava il magro di venerdì, giorno della morte in croce di Gesù, con una motivazione spirituale ed etica, che si rivela preziosa anche per la custodia delle relazioni nel creato. Allo stesso tempo, occorre fare discernimento su quelle pratiche che pregiudicano gli interessi vitali degli animali, senza che ve ne siano in gioco di altrettanto importanti per gli esseri umani.

Vogliamo ringraziare il Signore per chi promuove forme di allevamento sostenibili. Grazie all’impegno di alcuni allevatori, sono state valorizzate molte aree interne del nostro Paese, che senza la loro generosa lungimiranza, sarebbero state abbandonate allo spopolamento e al degrado ambientale. La zootecnia nel nostro Paese è fondamentale per la produzione di latte e di formaggi, oltre che per la filiera dell’alimentazione della carne. Non possiamo dimenticare, inoltre, che in alcune Regioni italiane, si è assistito a una presenza sempre più numerosa di allevatori stranieri, specialmente immigrati, come gli indiani di religione Sikh. La ripresa della pastorizia in diverse Regioni è stata possibile solo grazie all’attività di migranti: sono nate storie molto belle di inclusione sociale e di dialogo interreligioso.

Merita attenzione, infine, la pesca: è importante garantire periodi di ripopolamento del pesce ed evitare forme intensive che distruggono l’ecosistema. Vanno evidenziate le iniziative lodevoli di alcuni porti italiani che si sono dedicati anche alla pesca di plastica, per mantenere pulito il mare, fonte di lavoro e di vita.

Siano, dunque, garantiti i diritti di pescatori e pastori, la cui dignità va riconosciuta per la salvaguardia di antichi mestieri che sanno prendersi cura del territorio. La cura per gli animali che allevano ci sproni perciò a riconoscere adeguatamente il loro lavoro, evitando forme vergognose di sfruttamento e di caporalato.

Ringraziamo e lodiamo, come suggerisce il Salmo: «Lodate il Signore dalla terra (…) voi, bestie e animali domestici» (Sal 148,7a.10a), per avere in dono la possibilità di riconoscere e custodire questi compagni della creazione.

Roma, 4 ottobre 2021
Festa di san Francesco d’Assisi

 

LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE​

Il programma delle Celebrazioni della Solennità di tutti i Santi e la Commemorazione dei fedeli defunti

In occasione della Solennità di tutti i santi, lunedì 1 novembre, le messe in Cattedrale saranno celebrate alle 7.30, 9, 12 e 18.  Alle 10.30 la messa episcopale. Le messe per la Commemorazione dei fedeli defunti, martedì 2 novembre, si celebreranno in Cattedrale alle 8 e alle 18.

Il vescovo monsignor Mario Toso presiederà la messa al Cimitero dell’Osservanza alle 10, con a seguire benedizione delle tombe.

Domenica 7 novembre in Cattedrale sante messe alle 7.30, 9 e 10.30. Alle 11.30 sarà celebrata la messa in rito bizantino-slavo, presieduta da padre Francesco Braschi, dottore incaricato della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Un momento di preghiera per condividere l’unità dei cristiani, con canti eseguiti dal coro di Russia Cristiana. Alle 18, sempre in Cattedrale, la santa messa episcopale in suffragio dei vescovi defunti.

 


La convenienza umana della fede: 3 incontri in Cattedrale

Un ciclo di tre incontri, promosso dalla parrocchia di San Terenzio in Cattedrale, per scoprire come “l’avvenimento di Cristo riconosciuto faccia vivere le solite cose in modo diverso e sorprendente”. E proprio in questa modalità nuova di vivere il quotidiano diventa la verifica dell’incontro fatto: Cristo compie l’umano. E’ l’avverarsi della promessa del “centuplo” (Mt 19.29): un’umanità più bella perché più vera. E’ l’esperienza che ha fatto esclamare al relatore romano Mario Vittorino, convertitosi al cristianesimo nel IV secolo: “Quando ho incontrato Cristo mi sono scoperto uomo”. In questo modo la vita cristiana risulta attraente e convincente per sé e per tutti.

Una fede che non potesse essere trovata nell’esperienza presente, confermata da essa, utile a rispondere alle esigenze concrete della vita non sarebbe una fede in grado di resistere in un mondo dove tutto dice l’opposto.

Gli incontri: si parte venerdì 5 novembre 2021 con Silvio Cattarina

Tutti gli incontri si svolgono alla Cattedrale di Faenza alle 20.45.

Il primo ospite venerdì 5 novembre è Silvio Cattarina. Nel 1990 dà vita alal Comunità terapeutica educativa per minori tossicodipendenti. Nascono centri e comunità lanciati da Cattarina che rappresentano un punto di riferimento e un modello osservato e studiato per la sua unicità e per il suo rilevante interesse, oltre che per i suoi risultati significativi.

Il secondo incontro venerdì 11 marzo avrà come relatrice Costanza Miriano. Per 15 anni ha lavorato all’edizione nazionale del Tg3, ora invece si occupa di informazione religiosa a Rai Vaticano. Ha scritto “Sposati e sii sottomessa”, “Sposala e muori per lei”, “Obbedire è meglio”, “Quando eravamo femmine”.

Terzo e ultimo incontro venerdì 8 aprile vedrà come ospiti Cristina Righi e Giorgio Epicoco, genitori di quattro figli e punto di riferimento per la Pastorale familiare di Perugia. Per vocazione sono sposi, per missione svolgono servizio di accompagnamento delle coppie in difficoltà. Sono responsabili dell’associazione A.Mar.Lui, legata ai beati coniugi Quattrocchi. La storia di Giorgio e della moglie è raccontata da due volumi: “Noi. Storia di una chiesa domestica” (2018) e “Lui con Noi. Piccoli sentieri per la coppia” (2020).