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Il messaggio di Buona Pasqua del vescovo Mario: “La Risurrezione ci apre a un futuro di speranza”

Il percorso della passione e morte di Gesù, come sappiamo, si conclude con la Risurrezione di Gesù Cristo, che ci apre a un futuro di speranza. Con il presbiterio, ossia con l’insieme di tutti i presbiteri, abbiamo vissuto il tempo della quaresima concentrati sul cammino di trasfigurazione dell’umanità e della comunità ecclesiale, in forza dell’incarnazione del Figlio di Dio e dell’effusione del suo Spirito d’Amore dalla croce. Detto altrimenti, non abbiamo voluto digiunare e pregare per digiunare e per pregare semplicemente. Abbiamo digiunato e pregato per essere più ricettivi rispetto all’opera di rinnovamento della Chiesa e del mondo operata da Cristo redentore, morto e risorto. Egli dopo la sua risurrezione non si è allontanato dalla storia dell’uomo, ma vive in essa, continua la sua opera di redenzione e di ricapitolazione di tutte le cose in Lui. Chiama ogni battezzato ad essere impegnato e corresponsabile con Lui nella Chiesa e nel mondo. Il percorso quaresimale, dunque, è stato periodo di ulteriore conversione verso la Parola di Dio (Verbo di Dio incarnato nell’uomo e nel cosmo), periodo di riconciliazione con i propri fratelli, di condivisione dei beni materiali e dei beni spirituali, per dare maggiore compimento al disegno di Dio nella nostra storia. La Chiesa italiana, sollecitata da papa Francesco, sta per intraprendere un percorso sinodale avente come poli per l’ascolto, la preghiera, il discernimento: l’annuncio, la fraternità solidale e la conversione pastorale. Questi aspetti ci saranno precisati e spiegati meglio nei prossimi mesi. Detto diversamente, saremo chiamati a vivere la Pasqua in continuazione, al fine di rendere le nostre famiglie, comunità e associazioni sempre più capaci di essere testimoni credibili del Risorto in questo tempo. Il Sinodo sarà momento in cui non sarà coinvolta la Chiesa italiana solo nei suoi vertici e nelle rappresentanze delle varie Diocesi. Prevederà, come sembra sia stato detto, momenti sinodali anche a livello di Chiesa locale. Auguro, allora, a tutti una Buona Pasqua, a cui dovranno corrispondere preghiere, invocazioni, disposizioni d’animo atte a rendere noi, le nostre comunità ed associazioni sempre più partecipi dell’esplosione di vita nuova che si è irradiata nel mondo a partire dal sepolcro in cui il Figlio di Dio era stato posto. Buona Pasqua per tutti: piccoli e grandi, malati, poveri, persone sole, presbiteri, diaconi, religiose e religiosi, operatori sanitari, persone di buona volontà.

Il vescovo

+ Mario Toso


Lutto nel presbiterio: è morto don Giacomo Minelli. Le esequie sabato 27 marzo

Lutto nel presbiterio:  mercoledì 24 marzo 2021 è tornato alla Casa del Padre don Giacomo Minelli. Era ricoverato da qualche giorno presso l’ospedale di Forlì. La santa Messa di esequie sarà celebrata sabato 27 marzo alle 10 in Cattedrale, presieduta dal vescovo Mario Toso.

Don Giacomo Minelli era nato a S. Severo di Faenza il 6 agosto 1941 ed è stato ordinato presbitero il 28 giugno 1968. Cappellano a Villanova di Bagnacavallo dal 1° settembre 1968, il 1° novembre 1977 è stato poi nominato parroco di Albereto, dove fino a oggi ha prestato il suo servizio pastorale. A seguito della rinuncia di don Stefano Ceroni come parroco di Prada il 16 luglio 1994 è nominato amministratore parrocchiale anche di quella comunità.

Esequie don Giacomo Minelli

Sarà possibile seguire la celebrazione in diretta dalla pagina YouTube dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII


Riapertura chiese di Alfonsine

chiesa alfonsine

Richiamato il Decreto Prot. 7/2021-63 in data 12 marzo 2021 con cui era stata disposta la chiusura delle chiese di S. Maria e del SS. Cuore di Gesù in Alfonsine, di S. Giuseppe in Fiumazzo e di Madonna del Bosco in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, il vescovo Mario ha decretato lunedì 22 marzo 2021 la riapertura delle chiese di S. Maria e del SS. Cuore di Gesù in Alfonsine, di S. Giuseppe in Fiumazzo e di Madonna del Bosco nei giorni e negli orari stabiliti dal parroco. I fedeli sono invitati a rispettare in modo scrupoloso le misure di sicurezza per tutelare la salute di tutti.

Rinviata la celebrazione “In cammino con padre Daniele” del 18 marzo

A causa delle nuove ordinanze sanitarie, la celebrazione “In cammino con padre Daniele” del 18 marzo, prevista in Cattedrale, è stata rinviata a data da destinarsi. La messa avrebbe ricordato l’ordinazione presbiterale. Cogliamo comunque l’occasione in questi giorni, dalle nostre case, per non dimenticarlo e pregare per lui, servo di Dio.

Padre Daniele, con la sua vita ci ha mostrato un sentiero per incontrare Gesù il Signore, per annunciarLo, per camminare nella Chiesa, per educare con efficacia, per impegnarci nel mondo a favore dei più poveri.
Proprio per questo, la nostra Chiesa di Faenza-Modigliana, impegnata nella preparazione e nell’ormai prossima celebrazione del Sinodo diocesano dei giovani, lo sceglie come modello fulgido.
Desideriamo proporlo come esempio di giovane che: cerca con inquietudine Dio, lo segue, lo serve, gli obbedisce, lo ama, imparando a morire ogni giorno.
Il suo itinerario spirituale deve diventare il nostro percorso e quello dei giovani di questa Diocesi, che ha dato i natali a Padre Daniele.

dall’ omelia di Mons Mario Toso, 18 marzo 2018


Il vescovo Mario ringrazia i volontari che hanno riposto la croce sul Beccugiano

La croce, costruita dal falegname artigiano Agostino Sartoni di Sant’Adriano, innalzata sulla vetta di Monte Beccugiano a ricordo del Giubileo del 2000, è stata rialzata. Abbattuta da persone vili e sprezzanti del bene, torna a risplendere grazie ai membri dell’Associazione Volontari per la Valle Acerreta e ai volontari della Parrocchia di Lutirano.

Come vescovo di Faenza-Modigliana, desidero esprimervi la mia personale riconoscenza, unita a quella di tutta la comunità diocesana, per questo nobile gesto che vi siete sentiti di compiere. Un gesto di rinnovata fede, di tenacia, di volontà di rinascita, anche per chi nel cuore porta odio cieco e insensato contro Chi è Amore puro.L’avete voluto a nome di tutta la collettività, con slancio generoso e con fiducioso ottimismo. Ci sollecitate a ripartire da Cristo, dall’amore crocifisso. Solo un tale amore genera vita nuova.

La croce, posta su un monte è un simbolo importante, che parla a tutti, credenti e non credenti. È invito silenzioso ad alzare lo sguardo e a sentirci accolti in un abbraccio divino, che avvolge l’umanità e tutto il creato. Essa è condivisione dell’Uomo dei dolori con tutti i crocifissi della storia dell’uomo. Il crocifisso ripristinato rappresenta l’albero della Solidarietà di Dio nei nostri confronti, quando cadiamo, quando moriamo. È l’albero della Vita e della Gioia gloriosa.

Chi abita nelle nostre colline è abituato, fin da bambino, ad alzare lo sguardo verso il cielo, seguendo i profili delle “sue” montagne e dei “suoi” boschi. La croce in cima a un monte a volte ci ricorda che, proprio in quel luogo, un uomo è morto a causa dell’odio. La croce è onore e memoria del sacrificio dei nostri fratelli, del Fratello per eccellenza: l’Uomo-Dio. Le due braccia allargate sono segno di dono a tutti, di consolazione. Sono promessa di risurrezione e  di pace.

Le croci dei nostri monti ci abbracciano. Col loro silenzio ci invitano a scendere in noi stessi. Nella loro immobilità ci richiamano a restare saldi, ad essere forti, a risollevarci e a rialzarci ancora.

Quando i simboli della vita scompaiono, un pezzo di cuore in noi si stacca e ci lascia stupìti, spiazzati, quasi estranei a casa nostra.

La croce di Beccugiano, ha chiesto allora ad ognuno di noi, ad ogni uomo che l’ha vista e la portava nel cuore di essere rialzata, a memoria del millennio in cui è stata collocata, a ricordo delle nostre vite, chiamate ancora a uno sguardo di speranza rinnovata sul mondo.

Possa questa croce continuare a ricordarci il sacrificio redentore di Cristo, a diffondere grazia, benedizione e pace a tutti i residenti, ai visitatori abituali o occasionali delle nostre colline, sulle quali l’orizzonte di Dio si interseca con quello umano.

 

                                                                          + Mario Toso

                                                            Vescovo di Faenza-Modigliana


Diocesi: sospese le iniziative in presenza a seguito dell’ordinanza regionale

In conformità all’ordinanza del presidente della Regione Emilia-Romagna in vigore dal 2 marzo 2021 e delle conseguenti limitazioni volte a ridurre il più possibile la mobilità delle persone, anche nel territorio della Diocesi di Faenza-Modigliana, da martedì 2 marzo (compreso) al prossimo 14 marzo sono sospese tutte le iniziative in presenza quali, ad esempio:

  • catechismo, incontri formativi e attività di oratorio e doposcuola di tutti i gruppi parrocchiali e delle aggregazioni,
  • riunioni di qualsiasi tipo (come incontri organizzativi e assemblee varie…),
  • visite alle famiglie.

Si ricorda che anche, per gli spostamenti consentiti, è comunque necessaria l’autocertificazione.
Gli uffici della Curia rimarranno aperti, ma è consigliabile limitare il più possibile l’accesso in presenza e consultarli da remoto.

Per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche nei luoghi di culto, invece, non ci sono variazioni: resta in vigore l’attuale disciplina, così come previsto dal protocollo sottoscritto il 7 maggio 2020 tra CEI e governo e successive integrazioni e dai relativi decreti vescovile.