Archivi della categoria: NOTIZIE ISTITUZIONALI

Pandemia e nuove misure di prevenzione: le indicazioni della Cei

Cari Confratelli, all’inizio del periodo estivo il Governo ha ancora allentato le misure di prevenzione della pandemia. Alla luce del nuovo quadro, riteniamo opportuno condividere i seguenti consigli e suggerimenti: 

sintomi influenzali: è importante ribadire che non partecipi alle celebrazioni chi ha sintomi influenzali e chi è sottoposto a isolamento perché positivo al SARSCoV-2;  utilizzo delle mascherine: in occasione delle celebrazioni non è obbligatorio ma è raccomandato; 

igienizzazione: si continui a osservare l’indicazione di igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto; 

acquasantiere: è possibile tornare nuovamente a usarle; 

processioni offertoriali: è possibile svolgerle; 

distribuzione della Comunione: si consiglia ai Ministri di indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire la Comunione; 

unzioni: nella celebrazione dei Battesimi, delle Cresime, delle Ordinazioni e dell’Unzione dei Malati si possono effettuarle senza l’ausilio di strumenti.

I singoli Vescovi, nella considerazione delle varie situazioni e dell’andamento dell’epidemia nel loro territorio, possono adottare provvedimenti e indicazioni particolari. Un fraterno saluto.

LA PRESIDENZA CEI

Roma, 15 giugno 2022

Osservanza di Faenza ed esequie: le ragioni di un cambiamento

Dal 1° luglio, a norma del diritto canonico, sarà obbligatorio celebrare le esequie in una delle parrocchie della città e del territorio a scelta, mentre nella chiesa dell’Osservanza sarà possibile celebrare le esequie a discrezione del parroco competente.
Si tratta di una fase transitoria che terminerà il 1° gennaio 2023. Pertanto, dal 1° gennaio 2023 all’Osservanza si svolgeranno le esequie solo in via eccezionale, mentre la chiesa, priva dell’Eucaristia, resterà come luogo di preghiera personale.

Le ragioni immediate

Nel 1816 il Comune deliberò lo spostamento del Camposanto dalla zona di Borgo S. Rocco, fuori porta Ravenna, all’antica Osservanza, fuori porta Montanara, dove stavano ancora i frati Francescani Osservanti, iniziando un quanto mai alterno e stratificato rapporto tra servizio religioso-custodia del Cimitero e presenza religiosa stessa. Il 2 gennaio 1867 i venticinque frati, che fungevano da cappellani e custodi, lasciarono per sempre la loro sede per la soppressione degli Ordini religiosi, compiuta dal neonato Regno d’Italia. Nel tempo il clero diocesano, ma anche i frati Cappuccini, si sono alternati nel servizio. Tuttavia le antiche abitazioni, tipo le canoniche, che erano presenti nel passato, hanno subito cambiamenti d’uso che ben si possono comprendere. Sicché negli ultimi cent’anni il cappellano non abitava più nei locali del cimitero, a fronte di una somma annua versata alla Chiesa come contributo per il servizio svolto in chiesa, di proprietà del Comune di Faenza.

Questo meccanismo, di un certo equilibrio, ha incominciato a divenire difficile per la mancanza del clero che potesse svolgere questo servizio sia religioso come anche di custodia, così che la presenza dei presbiteri si è ridotta al solo momento delle esequie e tutto il resto è stato garantito da personale laico, che veniva rimborsato per il servizio utilizzando i contratti previsti dalla legge. Purtroppo certe spese gravanti sulla gestione e le spese gravanti sulla Diocesi, specie a partire dalle nuove leggi emanate alla fine del 2021, hanno fatto toccare con mano l’insostenibilità economica del servizio, così come era stato organizzato in questi anni, presso la chiesa dell’Osservanza.

La stessa situazione si verifica per le altre chiese che, invece, a differenza di quella del cimitero, sono di proprietà ecclesiastica. Infatti, la progressiva riduzione del clero comporta la dolorosa decisione di chiudere queste Chiese al culto ordinario, per riservarle a occasioni molto ridotte di preghiera. Certamente la più larga comunità civile fa fatica ad accorgersi che non solo sono precipitate le vocazioni, sia secolari che religiose, ma che anche in seguito ai grandi cambiamenti sociali ed economici, la Chiesa non è più in grado di mantenere economicamente tutte le immense strutture che ha in proprietà o in affidamento da parte di Enti pubblici. Il caso più clamoroso è quello di conventi e monasteri, specie femminili, che, dopo secoli di presenza e onorato servizio, sono chiusi e attendono una difficile soluzione, mentre tetti e infissi vanno in progressiva crisi.

Le ragioni più profonde

Indubbiamente si erano create abitudini e comodità: le esequie si tenevano all’Osservanza e di lì al camposanto il passo è breve.
Con il progressivo distacco dei fedeli dalle loro rispettive parrocchie di appartenenza si è anche allentato il senso di appartenere a una “famiglia” parrocchiale, cosa su cui nel passato recente non si transigeva. Non cito solo il fatto di scegliere una parrocchia piuttosto che un’altra, ma di non sentirsi legati ad alcuna appartenenza. Specie questo ultimo aspetto va a colpire direttamente uno dei fondamenti della Fede cattolica, ossia che Gesù ha fondato una Chiesa in cui ci si possa riconoscere e condividere la fede, la speranza e la carità. È vero che io appartengo alla Chiesa universale, ma appartengo anche a una Diocesi e a una parrocchia in cui questa stessa Chiesa vive e sussiste. Questo binomio non si può rompere, come non può esistere un albero senza la terra e le radici: avete mai visto un albero eradicato che vaga per il mondo? Così sarebbe un cristiano senza una comunità di riferimento. Per questo è importante che tutti i sacramenti della Fede e anche la preghiera di suffragio siano radicati nella propria Chiesa.

I parroci della città hanno perciò previsto che le esequie si possano fare in qualsiasi parrocchia a scelta della città e del territorio, dove i fedeli di fatto hanno vissuto la loro esperienza di fede. Ci vorrà più tempo? Può essere, ma in verità la preghiera non può avere queste motivazioni, del resto le frazioni che hanno di solito la loro chiesa parrocchiale e il loro cimitero, solitamente funzionano così e nessuno si è mai lamentato. Certamente quando abbiamo delle abitudini è difficile cambiarle, anzi nella nostra mente divengono quasi un diritto. Allo stesso modo finché ci sono i nonni ogni domenica è assicurata la tavola apparecchiata e fumante, ma quando loro non ci sono più tutto diventa più difficile perché la dedizione e la gratuità sono un dono, frutto del sacrificio delle persone, di cui non ci accorgiamo facilmente. Allo stesso modo sacerdoti e laici con generosità ci hanno assicurato per moltissimo tempo un largo servizio, ma scomparsi loro e cambiati i tempi toccherebbe a ciascuno di noi prendere il loro posto per avere ancora la tavola apparecchiata e fumante, ma credo che sarebbe piuttosto complicato. In ogni caso dovremmo solo dire: grazie per il vostro grande servizio, anche se ora devo seguire strade diverse.

Mariano Faccani Pignatelli

Diocesi in lutto, è morto don Romano Baldassari. L’1 giugno il funerale

E’ morto nella giornata di ieri, sabato 28 maggio, don Romano Baldassari. Era ospite alla Casa del Clero di Faenza. Il vescovo Mario e tutto il presbiterio accompagnano con le loro preghiere il ritorno di don Romano alla Casa del Padre.

Il funerale di don Romano Baldassari avrà luogo mercoledì 1 giugno con partenza alle ore 10 dall’Obitorio civile per la Chiesa Parrocchiale di Sarna. La S. Messa, presieduta dal vescovo inizierà circa alle ore 10,15. Il 31 maggio dalle ore 13,30 alle 18,30 sarà allestita la camera ardente presso l’obitorio di Faenza. Alle 19 S. Rosario nella chiesa di S. Biagio.

Baldassari don Romano nasce a Pieve Cesato il 6 febbraio 1942 e viene ordinato sacerdote il 28 giugno 1966. È stato vicario cooperatore a S. Giuseppe e dal 1968 parroco a Monteromano (Marradi). Il 1° marzo 1975 è stato nominato parroco della parrocchia di Glorie di Bagnacavallo. Dal 13 settembre 1994 è stato Parroco di S. Maria degli Angeli in Sarna e parroco di S. Margherita in Rivalta fino a quando ha lasciato l’incarico nel novembre 2015.


L’impegno della Diocesi per l’accoglienza dei profughi ucraini: l’intervento del vescovo monsignor Mario Toso

vescovo accoglienza ucraini

Di seguito riportiamo l’intervento di S.E. Mons. Mario Toso per la conferenza stampa del 12 maggio 2022 relativa all’accoglienza dei profughi ucraini sul territorio diocesano e della Romagna faentina. 

Buongiorno,

saluto il Signor sindaco e tutti gli intervenuti a questa conferenza stampa.

L’iniziativa odierna intende presentare l’impegno di accoglienza posto in essere nei confronti dei rifugiati provenienti dall’Ucraina a causa di una insensata guerra di aggressione che, da un momento all’altro, può farci precipitare in un baratro di morte e di distruzione.

Si tratta di un impegno di accoglienza che richiede energie umane, sinergie con l’autorità pubblica, risorse economiche, strutture organizzative, ma che ha anche un profilo strettamente pastorale. Coinvolge, infatti, la Chiesa nelle sue molteplici articolazioni (dalla Caritas diocesana alle Caritas parrocchiali, dalla Fondazione Pro Solidarietate alle comunità parrocchiali, fino a giungere alle associazioni ecclesiali, alle Suore Clarisse ora residenti a Montepaolo), alla cui base sta quell’unica dimensione della carità che rappresenta un elemento costitutivo dell’essere Chiesa. Col profilo pastorale si accompagna sia un’esemplarità educativa sia una valenza di segno sociale emblematico, sebbene insufficiente rispetto all’ampiezza delle urgenze.

Il Direttore della Caritas diocesana, don Marco Ferrini, che mi preme di ringraziare per primo, illustrerà nel dettaglio l’impegno della Chiesa locale sul fronte dell’emergenza ucraina.

Quale Vescovo di questa Diocesi di Faenza-Modigliana desidero semplicemente evidenziare che questo impegno a favore di chi si trova nel bisogno non si manifesta solo in occasione della gravissima situazione che tutti insieme stiamo cercando di affrontare, ossia la situazione relativa ai profughi ucraini. È un impegno di carità che da tempo stiamo portando avanti ogni giorno, con il Centro d’ascolto diocesano e con i centri d’ascolto parrocchiali, prestando attenzione ad un’umanità sofferente che purtroppo in questi anni, anche a causa del Covid, è aumentata sempre più, includendo migliaia di immigrati provenienti dall’Africa, dalla Siria e da Paesi orientali, ma anche non pochi italiani. Mi pare che questa iniziativa di una Conferenza stampa sia quanto mai opportuna non solo per informare  i cittadini e le istituzioni civili che si sono contraddistinte per la l’ammirevole generosità e per una fraternità concretamente solidale, ma anche per non far calare l’attenzione nei confronti di tanti fratelli e sorelle, specie bambini e donne, della loro situazione che purtroppo sembra debba continuare per tempi non brevi.

In questa opera sono preziosi il lavoro dei volontari e la generosità di quanti offrono il proprio contributo affinché le numerose iniziative possano trovare quella continuità che consente di organizzare un servizio attento ed efficace alle persone e ai loro bisogni. In primis a tutti gli operatori della Caritas, ma anche ai volontari della Farsi Prossimo, va  il nostro ringraziamento. Come già detto sopra, Don Marco presenterà a breve alcuni dati significativi circa il numero dei profughi ucraini, i luoghi ove sono ospitati e le offerte che sono pervenute.

Il riferimento al brano evangelico dell’obolo della vedova, che sottolinea la preziosità e l’alta meritorietà agli occhi di Dio del dono anche del povero, non ci esime dal ringraziare coloro che, come il qui presente dott. Paolo Castellari, hanno voluto far pervenire alla Diocesi il loro consistente contributo per sostenere le iniziative che sono al centro della conferenza di oggi.

Grazie a tutti per la partecipazione e l’attenzione

                                                + Mario Toso


Festeggiamenti per la Beata Vergine delle Grazie: le celebrazioni (28 aprile – 8 maggio)

Di seguito le indicazioni delle celebrazioni. Giovedì 28 aprile la celebrazione di apertura della Novena alla Madonna delle Grazie alle 18 in Cattedrale. La messa sarà presieduta dal vicario generale don Michele Morandi.

Giovedì 28 aprile in Cattedrale si celebrerà l’apertura della Novena alla Madonna delle Grazie, patrona della città di Faenza e della Diocesi di Faenza-Modigliana. Alle 17.30 si reciterà il Rosario, alle 18 la Santa Messa presieduta da don Michele Morandi (vicario generale).

Alle ore 20.30 alla parrocchia dei Cappuccini si terrà l’incontro formativo “La Maternità della Chiesa”. La Chiesa nostra madre: trasmettere la fede nel quotidiano a cura di monsignor Francesco Cavina, vescovo emerito di Carpi.

Dal 28 aprile al 8 maggio proseguiranno i festeggiamenti per la Beata Vergine delle Grazie. Ogni giorno in Cattedrale si reciterà alle 17.30 il Rosario e alle 18 sarà celebrata la Santa Messa. 

Venerdì 29 aprile alle 20.30 viene proposta la Veglia di  preghiera per la pace a Santa Maria Maddalena, sabato 30 aprile sempre alle 20.30 a San Marco si svolgerà la Veglia di preghiera per le famiglie, domenica 1 maggio alle 19 si terrà la Veglia di preghiera per le vocazioni a Santa Maria dell’Angelo presieduta da don Michele Morandi, lunedì 2 maggio ore 20.30 a San Giuseppe si terrà la Veglia di preghiera per il lavoro, martedì 3 maggio ore 20.30 al Paradiso si terrà la Veglia di preghiera per i Migranti, mercoledì 4 maggio ore 20.30 a San Francesco si terrà la Veglia di preghiera per i malati, giovedì 5 maggio ore 18-19.30 ci sarà la benedizione degli automezzi ritrovo al parcheggio di piazzale Tambini al Palacattani e alle 20.30 si terrà la Veglia di preghiera per i sacerdoti a Sant’Antonio.

Nelle mattine della novena l’immagine della Madonna sarà portata in visita presso una realtà simbolo legata all’intenzione di preghiera di quel giorno mentre nel pomeriggio la sacra immagine sarà portata nelle case di riposo della città.

Nei giorni successivi ci sarà la festa solenne della Beata Vergine delle Grazie. Venerdì 6 maggio alle 20:30 si celebrerà l’Atto di affidamento con ritrovo alle 20.30 nella chiesa di San Domenico dove si terranno i vespri, a seguire la processione con l’immagine della Madonna delle Grazie fino alla Cattedrale per corso Mazzini dove si terrà l’atto di affidamento a Maria da parte della città e della diocesi presieduta dal vescovo monsignor Mario Toso. 

Sabato 7 maggio alle 10.30 in Cattedrale si celebrerà la Santa Messa Pontificale presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Durante la Messa sarà offerto il cero da parte del sindaco Massimo Isola, al termine la benedizione della città e della Diocesi. Alle ore 16 avrà luogo la fioritura dei bambini e l’atto di omaggio alla Madonna della torre civica, alle ore 17 si celebreranno il Rosario e i Vespri, alle ore 18 si celebrerà la Santa Messa presieduta dal vescovo Mario e l’offerta dei ceri da parte dei rioni cittadini.

Alle ore 21 sul sagrato della Cattedrale si terrà il concerto Gospel con il coro Voices of Joy e domenica 8 maggio alle ore 9 si celebrerà la Santa Messa nella Chiesa del Cimitero, alle 10.30 la Messa in Cattedrale per gli anziani e i malati presieduta dal vescovo emerito Claudio Stagni. Alle ore 15.30 si celebrerà la Santa Messa nella chiesa dell’Ospedale, alle ore 17 in cattedrale si terrà il Rosario, alle 17.30 in Cattedrale i Secondi Vespri solenni e a seguire alle ore 18 in Cattedrale si celebrerà la Santa messa in suffragio dei confratelli e consorelle defunti dell’Arciconfraternita della Madonna delle Grazie.


CEI: Dal 1 maggio l’uso delle mascherine resta raccomandato per le celebrazioni e le catechesi

Di seguito riportiamo la lettera della Presidenza della CEI, relativo all’uso delle mascherine dal 1 maggio e che il Vescovo S.E. Mons. Mario Toso adotta pienamente.

 

Cari Confratelli,

il Ministro della Salute, in data 28 aprile 2022, ha emanato una nuova ordinanza sull’utilizzo delle mascherine al chiuso che recepisce le modifiche apportate, in corso di conversione, al decreto legge 24 marzo 2022, n. 24, recante Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza.

L’andamento dei contagi risulta costante da qualche settimana e tale dato porta a confermare le indicazioni della Presidenza contenute nella comunicazione dello scorso 25 marzo facendo tuttavia presente che l’uso delle mascherine resta, a rigore, raccomandato in tutte le attività che prevedono la partecipazione di persone in spazi al chiuso come le celebrazioni e le catechesi, mentre resta obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per gli eventi aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in locali assimilabili a sale cinematografiche, sale da concerto e sale teatrali.

Si segnala, tra l’altro, che a partire dal 1° maggio 2022 non è più necessario il Green Pass per le attività organizzate dalle Parrocchie.

Parimenti non è necessario il Green Pass per l’accesso ai luoghi di lavoro dei lavoratori e dei volontari che collaborano.

Nell’attesa di vederci alla prossima Assemblea Generale, si porgono i più cordiali saluti.

La presidenza CEI


Dal 26 aprile nuova sede degli uffici della Curia Diocesana

Da martedì 26 aprile gli uffici della Curia Diocesana si sono spostati nei locali all’interno del Seminario Vescovile Pio XII con ingresso solo da viale Stradone 30, sia usando le scale sia l’ascensore. Gli uffici saranno aperti al pubblico il martedì e giovedì dalle 9.30 alle 12.30. Gli altri giorni sarà possibile accedere solo su appuntamento. I numeri di telefono non cambieranno e si potrà fare sempre riferimento generale allo 0546 21642 oppure scrivendo a curia@diocesifaenza.it

All’interno del Seminario troveranno spazio anche gli uffici amministrativi e quelli relativi alle aree pastorali (Annuncio e Catechesi, Società e famiglia, Liturgia, Giovani e vocazioni, Clero e vita consacrata). Ci scusiamo per eventuali disguidi o disagi causati dal perfezionamento in corso di impianti e ambienti. Nei prossimi mesi anche la redazione del settimanale il Piccolo si trasferirà in questi ambienti.


Annunciate dal vescovo Mario nuove ordinazioni e nuovi voti perpetui

“Ringraziamo il Signore che non si stanca di seminare e far fruttificare vocazioni battesimali, matrimoniali, religiose e al ministero ordinato. Il 15 maggio prossimo ordinerò diacono Stefano Lega; il 4 giugno emetterà i voti perpetui suor Benedetta delle monache Agostiniane di Modigliana; il 2 luglio ordinerò presbitero don Marco Fusini; il 9 luglio emetteranno i voti perpetui suor Alfonsa e suor Giacinta delle monache benedettine vallombrosane di Sant’Umiltà e, il 4 settembre, ordinerò diaconi Matteo Babini e Luca Ghirotti“.

Sono questi gli annunci dati dal vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, nel corso dell’omelia della Messa Crismale il Giovedì Santo, 14 aprile scorso. “In questa celebrazione eucaristica – ha proseguito monsignor Toso – ricordiamo, inoltre, gli anniversari di ordinazione presbiterale e ringraziamo per il loro ministero (don Nilo Nannini 65°, don Pietro Sangiorgi 60°, padre Ottavio Carminati OFM Conv 50°, don Marco Bassi e don Tiziano Zoli 25°) e facciamo memoria dei sacerdoti defunti della nostra diocesi (don Antonio Bandini e monsignor Elvio Chiari)”.

Le condoglianze del vescovo Mario e della Caritas diocesana per la morte di Damiano Cavina

Il vescovo Sua Eccellenza monsignor Mario Toso, a nome della Caritas diocesana di Faenza-Modigliana e suo personale, esprime il più vivo cordoglio per la morte di Damiano Cavina, per tanti anni impegnato nelle attività di servizio ai bisognosi svolte dalla Diocesi. Il vescovo assicura la vicinanza cristiana alla famiglia e la preghiera di suffragio.

“Ieri è salito al cielo il nostro Damiano –scrivono dalla Caritas diocesana – Il cuore di tutti noi è pieno di dolore insieme a tanta gratitudine per l’amore agli ultimi e per il suo essere uomo di pace e di giustizia come ci ha testimoniato continuamente con la sua vita. Ci stringiamo tutti a Maddalena, alle loro bimbe e a tutta la famiglia”.

 

foto: Raffaele Tassinari