Archivi della categoria: NOTIZIE ISTITUZIONALI

Nota della Diocesi sulla causa di beatificazione di padre Daniele Badiali

Nelle scorse settimane monsignor vescovo Mario Toso ha ricevuto formale comunicazione da parte del prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, cardinale Marcello Semeraro, circa la Causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio, Daniele Badiali.

Nella lettera il cardinale Semeraro evidenzia che il Congresso peculiare dei Consultori Teologi del Dicastero ha riconosciuto elementi positivi e lodevoli della vita sacerdotale di Daniele Badiali, modello di vita cristiana e di testimonianza della carità.
Tuttavia la documentazione prodotta nel corso della fase diocesana, ossia il materiale testificale e documentario raccolto agli Atti, non ha fatto emergere elementi tali da consentire ai Consultori Teologi di definire come eroico l’esercizio delle virtù cristiane del servo di Dio Daniele Badiali. Per questi motivi papa Francesco, al quale è stato presentato il frutto del lavoro dei Consultori Teologi, ha disposto che la Causa non proceda ad ulteriora.

Il vescovo Mario ha nominato l’Equipe del Cammino Sinodale

La Chiesa di Dio è convocata in Cammino Sinodale. “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” è il titolo del cammino che si apre solennemente nella nostra Diocesi domenica 17 ottobre.

La Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi ha diffuso il Documento preparatorio e il Vademecum per realizzare la consultazione in ciascuna Chiesa particolare, e quindi per i primi passi del Cammino Sinodale diocesani ci si rapporterà alle indicazioni offerte dal Documento preparatorio e dal Vademecum.

In base ai documenti sopra richiamati il Vescovo deve nominare i Referenti e l’Équipe diocesani della consultazione sinodale affinché fungano da punto di riferimento e di collegamento con la Conferenza Episcopale Italiana e accompagnino questa consultazione nella nostra Chiesa locale in tutti i suoi passi.

Tale consultazione si svolge attraverso gli organi di partecipazione previsti dal diritto e si conclude con una riunione pre-sinodale che rappresenta il momento culminante del discernimento diocesano. Dopo la chiusura della fase diocesana ogni Chiesa particolare deve inviare i suoi contributi alla Conferenza Episcopale.

Tutto ciò premesso, in virtù dei nostri poteri ordinari,

  NOMINIAMO

il Referente e l’Équipe diocesani:

Don Michele Morandi, Referente diocesano;

Giulio Donati,

Giovanni Malpezzi,

Alessandra Scalini,

Benedetta Scocca,

Suor Maria Elisa Visani,

Pier Luigi Zanotti,

Don Tiziano Zoli.

Il Referente e l’Équipe sono nominati ad tempus e cessano dalle rispettive funzioni quando hanno portato a termine il proprio mandato. La presente nomina è, per sua natura, ad nutum Episcopi.

Faenza, 30 settembre 2021

 

                                                                                  + Mario Toso, Vescovo

Cammino Sinodale: Messaggio ai presbiteri, ai diaconi, alle consacrate e consacrati e a tutti gli operatori pastorali

Di seguito è possibile scaricare il Messaggio ai presbiteri, ai diaconi, alle consacrate e consacrati e a tutti gli operatori pastorali

Il cammino sinodale delle Chiese in Italia ha preso avvio con l’Assemblea Generale della CEI nel maggio scorso. Papa Francesco, a partire dal Discorso al Convegno nazionale di Firenze del 10 novembre 2015, ha indicato all’Italia lo stile sinodale come metodo per vivere un’esperienza ecclesiale umile e disinteressata, nella logica delle Beatitudini.

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Sabato 2 ottobre sono stati istituiti 7 nuovi ministri in Diocesi

Lettori e accoliti

Sabato 2 ottobre, alle 18, sono stati istituiti sette nuovi ministri in Cattedrale. Come ricorda don Tiziano Zoli sull’editoriale de Il Piccolo di questa settimana: “Il cammino sinodale della Chiesa italiana e universale che si aprirà nelle prossime settimane ci spinge ad aprirci e a metterci in ascolto della realtà, e i nuovi ministri potranno certamente aiutare questo percorso”.

Sono istituiti accoliti Fabio Briccolani e Sauro Vassura della parrocchia di S. Maria Assunta in Solarolo; Jesus Antonio Gil Gimenez dell’Opera S. Maria della Luce. Sono istituiti lettori: Matteo Bacchilega e Pietro Lalovich della parrocchia di S. Maria Assunta in Solarolo; Stefano Lega della parrocchia di San Francesco d’Assisi; Guido Zarlenga della parrocchia di S. Procolo alla Pieve Ponte.


Dimensione sociale della Fede: il 9 ottobre la presentazione del libro del vescovo Mario

Sabato 9 ottobre alle ore 20.30 si terrà la presentazione del libro “Dimensione sociale della Fede” del vescovo Mario Toso, all’aula magna del Seminario”Pio XII” a Faenza in via degli Insorti 4.

Per l’occasione interverrà anche il presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali, il professore Stefano Zamagni. Nel corso della serata ci sarà anche l’intervento di alcuni studenti di Dottrina sociale della chiesa. Il tutto moderato dal docente universitario, il professore Daniele Callini.

Per l’iscrizione all’evento è necessario farlo entro il 2 ottobre presso la curia diocesana (Paolo Naldi  al 054621642).


VIDEO / Vivere il Sinodo – incontro con monsignor Erio Castellucci in Seminario

“Vivere il Sinodo” è stato il titolo dell’incontro con monsignor Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola e vice presidente della Cei. L’evento si è tenuto nell’aula magna del Seminario Diocesano mercoledì 22 settembre 2021.

Nel corso del suo intervento, monsignor Castellucci ha illustrato il cammino sinodale che guiderà le Chiese locali italiane nei prossimi anni.

L’incontro è stato trasmesso in streaming sul canale Youtube della Diocesi.


Scuola diocesana di Teologia 2021-22: il programma dei corsi

Da martedì 12 ottobre ripartono in Seminario i corsi della Scuola diocesana di Teologia, quest’anno anche in presenza oltre che a distanza. Da giovedì 14 ottobre parte anche l’anno di approfondimento pastorale col primo corso del nostro Vescovo.

La scuola diocesana ha già una storia trentennale, è stata ed è un bel dono per la nostra Diocesi, è un’occasione di formazione e di incontro per catechisti, insegnanti, ministri istituiti, diaconi e per tanti cristiani laici; a volte è stata l’inizio di un cammino che ha visto diverse persone proseguire gli studi a Forlì e anche a Roma. È un bel dono anche per i docenti che con l’insegnamento mantengono fresca la loro preparazione.

Per questo, continuiamo a proporre la scuola alle persone che conosciamo in parrocchia e nei nostri gruppi. Come? Attraverso i volantini allegati e che possiamo trovare anche in forma cartacea, ma soprattutto favorendo il passaparola dei tanti che l’hanno frequentata. Sarebbe bello che al termine della Messa della domenica un ex alunno della nostra parrocchia potesse fare una breve testimonianza.

Nel pieghevole scaricabile da questa pagina, è possibile trovare contatti e modalità per l’iscrizione

Il programma

Scuola di Teologia – Corsi 2021-22

Dimensione sociale della fede – programma

 

Un saluto a tutti

don Luca


Le radici della vocazione: il cardinale Gualtiero Bassetti a Faenza

Un dialogo intenso e appassionato con un grande testimone della fede. La Diocesi di Faenza-Modigliana ha riabbracciato martedì 14 settembre il cardinale Gualtiero Bassetti, tornato per un incontro pubblico nella sua diocesi d’origine. Nell’aula magna del Seminario Pio XII di Faenza si è svolta infatti la presentazione del libro “Le radici di una vocazione” (ed. San Paolo, 2021) a cura del giornalista Quinto Cappelli. L’evento, a cura della Diocesi di Faenza-Modigliana, ha visto la presenza, oltre che dell’autore, anche dello stesso cardinale Bassetti, a cui è dedicato il libro. Il presidente della CEI ha poi dialogato in particolare con i giovani sui temi principali sviluppati dal volume, raccontando con grande senso di paternità, e in tutti i suoi aspetti, il proprio cammino vocazionale.

L’incontro è stato aperto dai saluti del vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, e moderato dal vicario generale monsignor Michele Morandi. Diversi gli argomenti di grande attualità toccati dal cardinale nel corso della serata – dal cammino sinodale che la Chiesa è chiamata a compiere nei prossimi anni alle sfide per realizzare un Mediterraneo frontiera di pace -, ma è stata soprattutto la testimonianza vocazionale del cardinale Bassetti a essere stata approfondita in tutti i suoi aspetti.

Lo spopolamento delle aree rurali e montane: un problema religioso

“Diffidate da chi vi dice di essersi ‘fatto da solo’ – ha esordito il cardinale -. Nessuno si fa da solo. Io sono cresciuto umanamente e spiritualmente, oltre che grazie alla mia famiglia e all’esempio dei miei genitori, in particolare grazie a due sacerdoti: don Pietro Poggiolini e don Giovanni Cavini”. Il primo battezzò Bassetti, il secondo fu un suo grande maestro e formatore. Il cardinale ha poi raccontato la sua giovinezza a Fantino e Popolano, sull’Appennino Tosco-Romagnolo, e ha sottolineato l’importanza, oggi ancor più fondamentale, dei “preti di periferia, come quelli che io ho avuto modo di conoscere nella mia formazione umana e spirituale. Sacerdoti concreti e attenti alla cultura e alla formazione delle nuove generazioni. Hanno avuto la saggezza di donare alla propria comunità, per esempio, libri e biblioteche, capaci di costruire futuro, a discapito di altre cose più frivole. Ringrazio il Signore per averli incontrati”. Da qui una riflessione sulla contemporaneità.  “Il problema dello spopolamento delle aree rurali e montane in Italia è anche un problema religioso – ha spiegato il cardinale -. Dove vanno a finire infatti queste persone? Come viene garantita loro la formazione cristiana? E come viene tramandato il patrimonio che conservano questi luoghi? Ecco dunque il bisogno che abbiamo di questi preti di periferia, in grado di formare e tenere salde e unite queste comunità”.

Bassetti: “La libertà è la scelta di fare un passo avanti”

da sinistra: Quinto Cappelli, il cardinale Gualtiero Bassetti, monsignor Mario Toso e monsignor Michele Morandi
Particolarmente toccante, in tema vocazionale, è stata poi la risposta a una domanda su cosa significasse, per il cardinale, la parola ‘libertà’. “La libertà – ha risposto Bassetti – è fare un passo avanti. Per sperimentare fino in fondo la propria libertà bisogna infatti avere la capacità di scegliere. Quando avevo 22 anni fui posto di fronte alla scelta presbiterale. Il nostro vescovo ci disse: ‘Se siete disposti ad abbracciare la strada del presbiterato fate un passo avanti’. Trascorsi una notte insonne, e il giorno dopo feci quel passo in avanti. A 22 anni, per la prima volta presi una decisione che mi vincolava per tutto il resto della mia vita. Prima di fare questo passo non ero libero. Il giorno in cui feci quella scelta fu il giorno più felice della mia vita”. E ai giovani seminaristi, Bassetti ricorda, seguendo le indicazioni di san Giovanni Paolo II, di essere sempre “radicati in Dio e capaci di una vita oblativa, chini verso gli altri fratelli”.

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Che cos’è la libertà?
Il cardinale Bassetti legge Dino Campana

Emanuele e Michel ordinati sacerdoti: “Il Signore vi ha chiamati, ora vi invia”

Una grande gioia per la Diocesi di Faenza-Modigliana. Sabato 4 settembre in Seminario Emanuele Casadio e Michel Arséne Bom sono stati ordinati sacerdoti per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo, monsignor Mario Toso.

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L’omelia del vescovo Mario

Il Signore manda, ancora una volta, operai nella sua vigna. Può allora continuare per le nostre famiglie e le nostre comunità parrocchiali, per le nostre associazioni, per il popolo di Dio -mediante i sacramenti che ci donano il segno e la realtà viva di Cristo stesso -, la gioia di essere salvati e amati dal Signore. I presbiteri ordinati agiscono, infatti, «in persona» di Cristo. E così, il Verbo di Dio ci raggiunge nella nostra vita: ci rigenera e ci trasfigura. Dona a noi più capacità di vero, di fare il bene, di essere in comunione con il Padre e con i fratelli. Grazie ai presbiteri, noi tutti possiamo incontrare, accogliere e vivere Cristo-servo, Cristo-sacerdote, Cristo-maestro, Cristo-pastore e guida. Grazie a Gesù essi ci sollecitano a superare la nostra sordità e il nostro mutismo, pronunciando l’«Apriti» che Gesù proferì sul sordomuto (cf Mc 7, 31-37). Ci aprono alla piena comunicazione con Dio e con gli altri uomini. Le nostre orecchie, come nel rito del Battesimo, sono aperte all’ascolto della Parola di Dio, e la nostra lingua si scioglie,  diventa capace di annunciare Cristo.  Il momento particolare di effusione dello Spirito che vivremo ci coinvolgerà in una ricezione singolare di Dio, che si comunica con il suo Spirito d’amore, perché diventiamo, come Lui, capaci di guarire dall’egoismo e dal mutismo della chiusura del peccato. Il dono dello Spirito sarà generazione non solo di nuovi io sacerdotali, ma anche di nuovi noidi persone, di famiglie, di comunità. Il presbitero, infatti, viene costituito per la comunione con Cristo e tra di noi, per formare il popolo di Dio, nuove cellule comunitarie, a servizio dell’accrescimento del nostro essere. Mediante l’ordinazione, riceve, la missione di far vivere i singoli non da soli, non come isole inaccessibili e inospitali, non sulla tomba della comunità. Tutto al contrario. Aiuta i propri fratelli e sorelle a crescere diventando più persone di relazione, dei noidi persone, che crescono umanamente e cristianamente camminando insieme, sinodalmente, uniti in una unica missione. Quanto più riesce a portarci a Cristo tanto più fa crescere in noi la sete di Dio, che è il noi comunione per eccellenza, vita trinitaria. Alla luce di queste parole siamo chiamati ad apprezzare sempre di più il ministero dei nostri sacerdoti. Dopo Gesù Cristo, sono loro i principali artefici della nostra felicità e della nostra fraternità. Donandoci Cristo Parola, Sacrificio, Maestro e Pastore ci aiutano a trovare la fonte di un nuovo pensiero per la rinascita, oggi e domani, durante o dopo la pandemia. Sono loro che, spiegandoci il Vangelo di Gesù, ci sollecitano a vivere secondo il Buon Samaritano, a lavare i piedi ai nostri fratelli, a moltiplicare il pane da distribuire, ma soprattutto a donare Cristo, pane vivo disceso dal cielo. Sono i presbiteri che in persona Christi rimettono a noi i nostri peccati e ci riconciliano con il Padre, i fratelli, la comunità. Grazie al loro ministero sacerdotale il pane e il vino sono cambiati in Corpo e Sangue di Cristo, in cibo di immortalità: viatico nel nostro cammino verso la città celeste.  Quanto, dunque, dobbiamo essere grati  nei confronti dei nostri sacerdoti, già ordinati o che saranno ordinati a breve! È giusto, e non piaggeria, baciare a loro le mani, (cosa proibita in tempo di pandemia). Onoriamo i ministri di Cristo e i dispensatori dei misteri di Dio. Ricordiamo le parole di Gesù agli Apostoli: «Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me; e chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

Cari Michel ed Emmanuele, quale gioia nei vostri cuori. Lo Spirito santo la moltiplicherà, a consolazione anche per quelle incomprensioni che sono inevitabili nella vita di ogni sacerdote. Siate docili nei confronti del Signore Gesù, il Buon Pastore. Rendete più profondo lo sguardo, per vedere meglio la sua presenza nella storia, mentre è al lavoro in essa per portare a compimento la nuova creazione, iniziata con l’incarnazione. Sollecitate i credenti ad essere corresponsabili di Cristo nella costruzione della Chiesa e della società. Abilitateli al discernimento, che non è solo analisi, giudizio, ma soprattutto impegno ad elaborare nuovi progetti per la rigenerazione e il rinnovamento delle famiglie, della società, delle istituzioni, ecclesiali e pubbliche. Solo così potrete anche voi essere realmente ricettivi delle attese del mondo. Siate altresì docili nei confronti dei vostri Superiori e del vescovo. Infatti, è Cristo che nella paternità del vescovo accresce di nuove membra il suo corpo che è la Chiesa; è Cristo che nella sapienza e nella prudenza del vescovo guida il popolo di Dio nel pellegrinaggio terreno fino alla felicità eterna.

Cari ordinandi, nel vostro cammino sacerdotale, siate assidui nella preghiera, adempite con sapienza il ministero della parola nella predicazione del Vangelo, curate l’insegnamento della fede cattolica che richiede un costante aggiornamento per renderla più accessibile ai credenti di oggi. Celebrate con amore e fedeltà i misteri di Cristo, vivete la carità di Dio nei confronti dei più piccoli, dei poveri, degli abbandonati, degli anziani soli, degli ammalati. Portate a loro il conforto della tenerezza di Dio. Vivete, in particolare, sempre più uniti a Cristo sommo sacerdote. Il Signore che vi ha chiamati, ora vi invia. Non temete, perché Egli sarà con voi per proteggervi.

I due sacerdoti

Emanuele Casadio, 33 anni, è cresciuto a Reda poi, conosciuta l’esperienza dell’Omg, è stato nelle missioni peruviane prima di maturare l’intenzione di entrare in Seminario a Faenza, per svolgere gli studi di Teologia a Bologna dove ha avuto occasione di svolgere servizio presso la Casa della Carità di Corticella, in provincia di Bologna. Attualmente sta svolgendo servizio nella parrocchia di Russi. Emanuele celebrerà messa a Reda, suo paese di origine, alle 17.30 di domenica 5 settembre; la sua prima celebrazione a Russi è in programma invece domenica 12 settembre alle 11, inizio della Festa dell’Addolorata.

Michel Bom,41 anni, è nato in Camerun e appartiene all’Opera Santa Maria della Luce presente a Cotignola. Dopo la maturità in Camerun si è iscritto all’Università e, dopo la licenza in Filosofia, ha cominciato il percorso vocazionale in Congo, in Gabon, dove è stato ammesso al noviziato. Dopo due anni di Teologia gli è stato chiesto di venire in Italia per finire gli studi alla Facoltà di Teologia dell’Emilia-Romagna con il baccalaureato. Oggi è membro incorporato dell’Opera Santa Maria della Luce di Orvieto.

Foto di copertina: Morena Sansoni