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Sabato 2 ottobre sono stati istituiti 7 nuovi ministri in Diocesi

Lettori e accoliti

Sabato 2 ottobre, alle 18, sono stati istituiti sette nuovi ministri in Cattedrale. Come ricorda don Tiziano Zoli sull’editoriale de Il Piccolo di questa settimana: “Il cammino sinodale della Chiesa italiana e universale che si aprirà nelle prossime settimane ci spinge ad aprirci e a metterci in ascolto della realtà, e i nuovi ministri potranno certamente aiutare questo percorso”.

Sono istituiti accoliti Fabio Briccolani e Sauro Vassura della parrocchia di S. Maria Assunta in Solarolo; Jesus Antonio Gil Gimenez dell’Opera S. Maria della Luce. Sono istituiti lettori: Matteo Bacchilega e Pietro Lalovich della parrocchia di S. Maria Assunta in Solarolo; Stefano Lega della parrocchia di San Francesco d’Assisi; Guido Zarlenga della parrocchia di S. Procolo alla Pieve Ponte.


Dimensione sociale della Fede: il 9 ottobre la presentazione del libro del vescovo Mario

Sabato 9 ottobre alle ore 20.30 si terrà la presentazione del libro “Dimensione sociale della Fede” del vescovo Mario Toso, all’aula magna del Seminario”Pio XII” a Faenza in via degli Insorti 4.

Per l’occasione interverrà anche il presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali, il professore Stefano Zamagni. Nel corso della serata ci sarà anche l’intervento di alcuni studenti di Dottrina sociale della chiesa. Il tutto moderato dal docente universitario, il professore Daniele Callini.

Per l’iscrizione all’evento è necessario farlo entro il 2 ottobre presso la curia diocesana (Paolo Naldi  al 054621642).


VIDEO / Vivere il Sinodo – incontro con monsignor Erio Castellucci in Seminario

“Vivere il Sinodo” è stato il titolo dell’incontro con monsignor Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola e vice presidente della Cei. L’evento si è tenuto nell’aula magna del Seminario Diocesano mercoledì 22 settembre 2021.

Nel corso del suo intervento, monsignor Castellucci ha illustrato il cammino sinodale che guiderà le Chiese locali italiane nei prossimi anni.

L’incontro è stato trasmesso in streaming sul canale Youtube della Diocesi.


Scuola diocesana di Teologia 2021-22: il programma dei corsi

Da martedì 12 ottobre ripartono in Seminario i corsi della Scuola diocesana di Teologia, quest’anno anche in presenza oltre che a distanza. Da giovedì 14 ottobre parte anche l’anno di approfondimento pastorale col primo corso del nostro Vescovo.

La scuola diocesana ha già una storia trentennale, è stata ed è un bel dono per la nostra Diocesi, è un’occasione di formazione e di incontro per catechisti, insegnanti, ministri istituiti, diaconi e per tanti cristiani laici; a volte è stata l’inizio di un cammino che ha visto diverse persone proseguire gli studi a Forlì e anche a Roma. È un bel dono anche per i docenti che con l’insegnamento mantengono fresca la loro preparazione.

Per questo, continuiamo a proporre la scuola alle persone che conosciamo in parrocchia e nei nostri gruppi. Come? Attraverso i volantini allegati e che possiamo trovare anche in forma cartacea, ma soprattutto favorendo il passaparola dei tanti che l’hanno frequentata. Sarebbe bello che al termine della Messa della domenica un ex alunno della nostra parrocchia potesse fare una breve testimonianza.

Nel pieghevole scaricabile da questa pagina, è possibile trovare contatti e modalità per l’iscrizione

Il programma

Scuola di Teologia – Corsi 2021-22

Dimensione sociale della fede – programma

 

Un saluto a tutti

don Luca


Le radici della vocazione: il cardinale Gualtiero Bassetti a Faenza

Un dialogo intenso e appassionato con un grande testimone della fede. La Diocesi di Faenza-Modigliana ha riabbracciato martedì 14 settembre il cardinale Gualtiero Bassetti, tornato per un incontro pubblico nella sua diocesi d’origine. Nell’aula magna del Seminario Pio XII di Faenza si è svolta infatti la presentazione del libro “Le radici di una vocazione” (ed. San Paolo, 2021) a cura del giornalista Quinto Cappelli. L’evento, a cura della Diocesi di Faenza-Modigliana, ha visto la presenza, oltre che dell’autore, anche dello stesso cardinale Bassetti, a cui è dedicato il libro. Il presidente della CEI ha poi dialogato in particolare con i giovani sui temi principali sviluppati dal volume, raccontando con grande senso di paternità, e in tutti i suoi aspetti, il proprio cammino vocazionale.

L’incontro è stato aperto dai saluti del vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, e moderato dal vicario generale monsignor Michele Morandi. Diversi gli argomenti di grande attualità toccati dal cardinale nel corso della serata – dal cammino sinodale che la Chiesa è chiamata a compiere nei prossimi anni alle sfide per realizzare un Mediterraneo frontiera di pace -, ma è stata soprattutto la testimonianza vocazionale del cardinale Bassetti a essere stata approfondita in tutti i suoi aspetti.

Lo spopolamento delle aree rurali e montane: un problema religioso

“Diffidate da chi vi dice di essersi ‘fatto da solo’ – ha esordito il cardinale -. Nessuno si fa da solo. Io sono cresciuto umanamente e spiritualmente, oltre che grazie alla mia famiglia e all’esempio dei miei genitori, in particolare grazie a due sacerdoti: don Pietro Poggiolini e don Giovanni Cavini”. Il primo battezzò Bassetti, il secondo fu un suo grande maestro e formatore. Il cardinale ha poi raccontato la sua giovinezza a Fantino e Popolano, sull’Appennino Tosco-Romagnolo, e ha sottolineato l’importanza, oggi ancor più fondamentale, dei “preti di periferia, come quelli che io ho avuto modo di conoscere nella mia formazione umana e spirituale. Sacerdoti concreti e attenti alla cultura e alla formazione delle nuove generazioni. Hanno avuto la saggezza di donare alla propria comunità, per esempio, libri e biblioteche, capaci di costruire futuro, a discapito di altre cose più frivole. Ringrazio il Signore per averli incontrati”. Da qui una riflessione sulla contemporaneità.  “Il problema dello spopolamento delle aree rurali e montane in Italia è anche un problema religioso – ha spiegato il cardinale -. Dove vanno a finire infatti queste persone? Come viene garantita loro la formazione cristiana? E come viene tramandato il patrimonio che conservano questi luoghi? Ecco dunque il bisogno che abbiamo di questi preti di periferia, in grado di formare e tenere salde e unite queste comunità”.

Bassetti: “La libertà è la scelta di fare un passo avanti”

da sinistra: Quinto Cappelli, il cardinale Gualtiero Bassetti, monsignor Mario Toso e monsignor Michele Morandi
Particolarmente toccante, in tema vocazionale, è stata poi la risposta a una domanda su cosa significasse, per il cardinale, la parola ‘libertà’. “La libertà – ha risposto Bassetti – è fare un passo avanti. Per sperimentare fino in fondo la propria libertà bisogna infatti avere la capacità di scegliere. Quando avevo 22 anni fui posto di fronte alla scelta presbiterale. Il nostro vescovo ci disse: ‘Se siete disposti ad abbracciare la strada del presbiterato fate un passo avanti’. Trascorsi una notte insonne, e il giorno dopo feci quel passo in avanti. A 22 anni, per la prima volta presi una decisione che mi vincolava per tutto il resto della mia vita. Prima di fare questo passo non ero libero. Il giorno in cui feci quella scelta fu il giorno più felice della mia vita”. E ai giovani seminaristi, Bassetti ricorda, seguendo le indicazioni di san Giovanni Paolo II, di essere sempre “radicati in Dio e capaci di una vita oblativa, chini verso gli altri fratelli”.

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Che cos’è la libertà?
Il cardinale Bassetti legge Dino Campana

Emanuele e Michel ordinati sacerdoti: “Il Signore vi ha chiamati, ora vi invia”

Una grande gioia per la Diocesi di Faenza-Modigliana. Sabato 4 settembre in Seminario Emanuele Casadio e Michel Arséne Bom sono stati ordinati sacerdoti per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo, monsignor Mario Toso.

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L’omelia del vescovo Mario

Il Signore manda, ancora una volta, operai nella sua vigna. Può allora continuare per le nostre famiglie e le nostre comunità parrocchiali, per le nostre associazioni, per il popolo di Dio -mediante i sacramenti che ci donano il segno e la realtà viva di Cristo stesso -, la gioia di essere salvati e amati dal Signore. I presbiteri ordinati agiscono, infatti, «in persona» di Cristo. E così, il Verbo di Dio ci raggiunge nella nostra vita: ci rigenera e ci trasfigura. Dona a noi più capacità di vero, di fare il bene, di essere in comunione con il Padre e con i fratelli. Grazie ai presbiteri, noi tutti possiamo incontrare, accogliere e vivere Cristo-servo, Cristo-sacerdote, Cristo-maestro, Cristo-pastore e guida. Grazie a Gesù essi ci sollecitano a superare la nostra sordità e il nostro mutismo, pronunciando l’«Apriti» che Gesù proferì sul sordomuto (cf Mc 7, 31-37). Ci aprono alla piena comunicazione con Dio e con gli altri uomini. Le nostre orecchie, come nel rito del Battesimo, sono aperte all’ascolto della Parola di Dio, e la nostra lingua si scioglie,  diventa capace di annunciare Cristo.  Il momento particolare di effusione dello Spirito che vivremo ci coinvolgerà in una ricezione singolare di Dio, che si comunica con il suo Spirito d’amore, perché diventiamo, come Lui, capaci di guarire dall’egoismo e dal mutismo della chiusura del peccato. Il dono dello Spirito sarà generazione non solo di nuovi io sacerdotali, ma anche di nuovi noidi persone, di famiglie, di comunità. Il presbitero, infatti, viene costituito per la comunione con Cristo e tra di noi, per formare il popolo di Dio, nuove cellule comunitarie, a servizio dell’accrescimento del nostro essere. Mediante l’ordinazione, riceve, la missione di far vivere i singoli non da soli, non come isole inaccessibili e inospitali, non sulla tomba della comunità. Tutto al contrario. Aiuta i propri fratelli e sorelle a crescere diventando più persone di relazione, dei noidi persone, che crescono umanamente e cristianamente camminando insieme, sinodalmente, uniti in una unica missione. Quanto più riesce a portarci a Cristo tanto più fa crescere in noi la sete di Dio, che è il noi comunione per eccellenza, vita trinitaria. Alla luce di queste parole siamo chiamati ad apprezzare sempre di più il ministero dei nostri sacerdoti. Dopo Gesù Cristo, sono loro i principali artefici della nostra felicità e della nostra fraternità. Donandoci Cristo Parola, Sacrificio, Maestro e Pastore ci aiutano a trovare la fonte di un nuovo pensiero per la rinascita, oggi e domani, durante o dopo la pandemia. Sono loro che, spiegandoci il Vangelo di Gesù, ci sollecitano a vivere secondo il Buon Samaritano, a lavare i piedi ai nostri fratelli, a moltiplicare il pane da distribuire, ma soprattutto a donare Cristo, pane vivo disceso dal cielo. Sono i presbiteri che in persona Christi rimettono a noi i nostri peccati e ci riconciliano con il Padre, i fratelli, la comunità. Grazie al loro ministero sacerdotale il pane e il vino sono cambiati in Corpo e Sangue di Cristo, in cibo di immortalità: viatico nel nostro cammino verso la città celeste.  Quanto, dunque, dobbiamo essere grati  nei confronti dei nostri sacerdoti, già ordinati o che saranno ordinati a breve! È giusto, e non piaggeria, baciare a loro le mani, (cosa proibita in tempo di pandemia). Onoriamo i ministri di Cristo e i dispensatori dei misteri di Dio. Ricordiamo le parole di Gesù agli Apostoli: «Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me; e chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

Cari Michel ed Emmanuele, quale gioia nei vostri cuori. Lo Spirito santo la moltiplicherà, a consolazione anche per quelle incomprensioni che sono inevitabili nella vita di ogni sacerdote. Siate docili nei confronti del Signore Gesù, il Buon Pastore. Rendete più profondo lo sguardo, per vedere meglio la sua presenza nella storia, mentre è al lavoro in essa per portare a compimento la nuova creazione, iniziata con l’incarnazione. Sollecitate i credenti ad essere corresponsabili di Cristo nella costruzione della Chiesa e della società. Abilitateli al discernimento, che non è solo analisi, giudizio, ma soprattutto impegno ad elaborare nuovi progetti per la rigenerazione e il rinnovamento delle famiglie, della società, delle istituzioni, ecclesiali e pubbliche. Solo così potrete anche voi essere realmente ricettivi delle attese del mondo. Siate altresì docili nei confronti dei vostri Superiori e del vescovo. Infatti, è Cristo che nella paternità del vescovo accresce di nuove membra il suo corpo che è la Chiesa; è Cristo che nella sapienza e nella prudenza del vescovo guida il popolo di Dio nel pellegrinaggio terreno fino alla felicità eterna.

Cari ordinandi, nel vostro cammino sacerdotale, siate assidui nella preghiera, adempite con sapienza il ministero della parola nella predicazione del Vangelo, curate l’insegnamento della fede cattolica che richiede un costante aggiornamento per renderla più accessibile ai credenti di oggi. Celebrate con amore e fedeltà i misteri di Cristo, vivete la carità di Dio nei confronti dei più piccoli, dei poveri, degli abbandonati, degli anziani soli, degli ammalati. Portate a loro il conforto della tenerezza di Dio. Vivete, in particolare, sempre più uniti a Cristo sommo sacerdote. Il Signore che vi ha chiamati, ora vi invia. Non temete, perché Egli sarà con voi per proteggervi.

I due sacerdoti

Emanuele Casadio, 33 anni, è cresciuto a Reda poi, conosciuta l’esperienza dell’Omg, è stato nelle missioni peruviane prima di maturare l’intenzione di entrare in Seminario a Faenza, per svolgere gli studi di Teologia a Bologna dove ha avuto occasione di svolgere servizio presso la Casa della Carità di Corticella, in provincia di Bologna. Attualmente sta svolgendo servizio nella parrocchia di Russi. Emanuele celebrerà messa a Reda, suo paese di origine, alle 17.30 di domenica 5 settembre; la sua prima celebrazione a Russi è in programma invece domenica 12 settembre alle 11, inizio della Festa dell’Addolorata.

Michel Bom,41 anni, è nato in Camerun e appartiene all’Opera Santa Maria della Luce presente a Cotignola. Dopo la maturità in Camerun si è iscritto all’Università e, dopo la licenza in Filosofia, ha cominciato il percorso vocazionale in Congo, in Gabon, dove è stato ammesso al noviziato. Dopo due anni di Teologia gli è stato chiesto di venire in Italia per finire gli studi alla Facoltà di Teologia dell’Emilia-Romagna con il baccalaureato. Oggi è membro incorporato dell’Opera Santa Maria della Luce di Orvieto.

Foto di copertina: Morena Sansoni


Emanuele Casadio e Michel Arsène Bom saranno ordinati sacerdoti il 4 settembre

Una grande gioia per la Diocesi di Faenza-Modigliana. Sabato 4 settembre, alle 18, Emanuele Casadio e Michel Arséne Bom saranno ordinati presbiteri. La celebrazione avrà luogo nel cortile del Seminario diocesano di Faenza (ingresso da viale Stradone 30) per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo, monsignor Mario Toso. Dopo la celebrazione ci sarà un momento conviviale al quale si potrà accedere solo esibendo il Green pass.

Emanuele Casadio, 33 anni, è cresciuto a Reda poi, conosciuta l’esperienza dell’Omg, è stato nelle missioni peruviane prima di maturare l’intenzione di entrare in Seminario a Faenza, per svolgere gli studi di Teologia a Bologna dove ha avuto occasione di svolgere servizio presso la Casa della Carità di Corticella, in provincia di Bologna. Attualmente sta svolgendo servizio nella parrocchia di Russi. Emanuele celebrerà messa a Reda, suo paese di origine, alle 17.30 di domenica 5 settembre; la sua prima celebrazione a Russi è in programma invece domenica 12 settembre alle 11, inizio della Festa dell’Addolorata.

Michel Bom,41 anni, è nato in Camerun e appartiene all’Opera Santa Maria della Luce presente a Cotignola. Dopo la maturità in Camerun si è iscritto all’Università e, dopo la licenza in Filosofia, ha cominciato il percorso vocazionale in Congo, in Gabon, dove è stato ammesso al noviziato. Dopo due anni di Teologia gli è stato chiesto di venire in Italia per finire gli studi alla Facoltà di Teologia dell’Emilia-Romagna con il baccalaureato. Oggi è membro incorporato dell’Opera Santa Maria della Luce di Orvieto.


Una giornata dedicata al cardinale Silvestrini, sabato 28 agosto messa a Brisighella presieduta dal vescovo

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A due anni dalla scomparsa del cardinale Achille Silvestrini, la Diocesi di Faenza-Modigliana e tutta la comunità di Brisighella vuole ricordarlo e celebrarlo come merita.

Pertanto, sabato 28 agosto a partire dalle ore 17.30, l’associazione la “Memoria Storica di Brisighella I Naldi-Gli Spada” organizza sabato 28 agosto un giornata celebrativa in onore di Don Achille, nel corso della quale sarà celebrata in collegiata, alle 18, la santa messa presieduta dal vescovo monsignor Mario Toso. 

Nato nel borgo di Brisighella (comunità a cui rimase sempre legato) il 25 ottobre 1923, Achille Silvestrini entrò 19enne in seminario e conseguì la maturità classica presso il liceo Torricelli di Faenza laureandosi poi Lettere classiche presso l’Università di Bologna. Il 13 luglio 1946 fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Battaglia nella cattedrale di Faenza; proseguì la sua formazione a Roma, dove conseguì il dottorato in utroque iure presso la Pontificia Università Lateranense (1953) e frequentò i corsi di perfezionamento presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica per la formazione dei diplomatici della Santa Sede.

Achille Silvestrini fu nominato cardinale nel 1988

Il 1º dicembre 1953 entrò a servizio della Segreteria di Stato della Santa Sede, dove si occupò delle relazioni con i paesi del sud-est asiatico; dal 1958 fu segretario personale del cardinale segretario di Stato Domenico Tardini e mantenne l’incarico anche presso il suo successore, Amleto Giovanni Cicognani (fino al 1969; lo stesso anche nato a Brisighella). Come responsabile dei rapporti con le organizzazioni internazionali fu uno dei principali collaboratori del cardinale Agostino Casaroli, di cui assecondò la politica di apertura e distensione verso i regimi comunisti dell’Europa orientale; partecipò a tutte la fasi della conferenza di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (1975), dai lavori preparatori a Ginevra (1973) alla riunione di Belgrado per verificarne l’applicazione; fu capo delegazione della Santa Sede alla conferenza dell’Onu sull’uso civile dell’energia atomica (1971) e alla conferenza sul Trattato di non proliferazione delle armi atomiche (1975). Dal 28 luglio 1973 fu sottosegretario della seconda sezione della Segreteria di Stato.

Nel concistoro del 28 giugno 1988 venne nominato cardinale diacono della diaconia di San Benedetto fuori Porta San Paolo e il 1º luglio successivo venne nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, poi prefetto della Congregazione per le chiese orientali (24 maggio 1991) e gran cancelliere del Pontificio Istituto Orientale. Nel 1988 fu tra coloro che spinsero per la scomunica dei lefebvriani.

Il 29 gennaio 1999 venne promosso a cardinale dell’ordine dei presbiteri, mantenendo però lo stesso titolo; raggiunto il limite di età di settantacinque anni, il 25 novembre 2000 rassegnò le sue dimissioni da prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e nel 2003, raggiunti gli ottant’anni, ha perso anche il diritto di partecipare ai conclave come elettore. Il cardinale Achille Silvestrini era  dunque non elettore. Muore a 95 anni il 29 agosto 2019.


La celebrazione per le vittime dell’eccidio di Casale

Domenica 1° agosto 2021 si sono svolte le celebrazioni del 77esimo anniversario dell’eccidio di Casale. Il vescovo monsignor Mario Toso ha celebrato la santa messa in ricordo delle vittime.

All’inizio di agosto 1944 cinque giovani prelevati dal carcere delle SS di Forlì vennero portati a Casale di Brisighella e fucilati, all’imbrunire, dai tedeschi ai margini della statale Brisighellese.  Fu l’epilogo della rappresaglia nazifascista per un’azione partigiana avvenuta due giorni prima.

Diverse testimonianze degli anziani del luogo ricordano che la sera della fucilazione era quella del 2 agosto. La ricordano bene, quella data, perché il 2 agosto si celebrava la festa “dell’indulgenza” o del “perdono”: una usanza religiosa istituita ad Assisi per un episodio della vita di San Francesco e diffusa in molte parrocchie del centro Italia, Romagna compresa. Anche in un documento ufficiale dello stato maggiore tedesco è scritto che il 2 agosto “a seguito dell’uccisione di cinque camerati in un attentato in località Casale di Brisighella” sono stati “rastrellati e giustiziati cinque partigiani prelevati dal carcere di Forlì”