Giornata del Creato: il 23 settembre celebrazione all’Engim di Ravenna con il vescovo Mario e monsignor Ghizzoni

La 17esima Giornata del Creato si ripropone come collaborazione fra le diocesi di Ravenna-Cervia e la nostra di Faenza- Modigliana, assieme a Coldiretti, Gruppo Forestale dei Carabinieri di Ravenna e la partecipazione delle Chiese ortodosse. E si avvale della collaborazione di Engim Emilia-Romagna, sede di Ravenna. Ed è nella nuova sede didattica di questo Centro di Formazione, in via Romea Nord 248 a Ravenna (ex azienda agricola Marani) che è in programma la celebrazione di venerdì 23 settembre, alle 17, presieduta da monsignor Lorenzo Ghizzoni con accanto il nostro vescovo monsignor Mario Toso.

La preghiera delle Chiese di Faenza-Modigliana e Ravenna-Cervia

Questo incontro di preghiera ecumenica attinge spunti di riflessione dai messaggi di papa Francesco per la giornata del 1 settembre, Ascolta la voce del creato e dal messaggio della Cei ‘Prese il pane, rese grazie’ (Lc 22, 19). Il tutto nel frammento.
Tutto il tempo del Creato, di cui fa parte la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, dal 1° settembre si prolungherà fino al 4 ottobre. Si tratta di un tempo di preghiera, ma anche di seria conversione per i nostri atteggiamenti e le abitudini di noi uomini. Dalle eccessive emissioni di CO₂ alle disparità nella distribuzione del cibo.

I vescovi europei si sono uniti all’appello lanciato da papa Francesco, invitando tutti i cristiani a farsi portavoce di queste istanze del pianeta, la cui voce rivela «una sorta di dissonanza. Da un lato, è un dolce canto che loda il nostro amato Creatore; dall’altro, è un grido amaro che si lamenta dei nostri maltrattamenti umani». E qui si innesta la scelta del luogo per la preghiera ecumenica: l’ex azienda Marani. È qui che l’Engim ha messo in pratica quella che, da parte dell’arcidiocesi di Ravenna-Cervia è stata presentata alla Settimana sociale dei cattolici di Taranto come buona pratica. Qui, infatti, non solo gli alunni imparano a coltivare i prodotti della terra secondo i ritmi della stagionalità, ma imparano anche a trasformarli e a cucinarli. Un contributo concreto a far si che si presti attenzione al creato, alle sue dinamiche, a quanto di buono è possibile trarre e mettere a disposizione di tutti. In caso di maltempo, ci si sposta alla parrocchia di san Giuseppe operaio, via Mattei 43.