Omelia per l’insediamento dei nuovi canonici delCapitolo della Cattedrale

30-06-2018

SANTA MESSA CON I CANONICI DELLA CATTEDRALE

Faenza, cattedrale 30 giugno 2018.

Rev.mo Sig. Prevosto, cari Canonici,

voi siete un tesoro prezioso per il Duomo, che è la chiesa di tutti, non solo dei faentini. Lo siete per la vostra esperienza presbiterale e per il vostro ministero nella celebrazione del culto liturgico e della Riconciliazione che rigenera le persone in Cristo. Siete stati scelti e nominati non tanto per ragioni di onorificenza, ma per continuare la vostra missione sacerdotale, in un luogo centrale per la Diocesi. Tutta la sapienza accumulata negli anni trascorsi ora la metterete a disposizione di chi viene in questa chiesa e nel santuario della Beata Vergine delle Grazie, per far crescere la forma di Cristo nella loro esistenza. Con l’assoluzione dei peccati, che compite in persona Christi, guarite le persone, le ricreate spiritualmente. Con il vostro consiglio, da profeti veri, educate le persone e le accompagnate affinché riconoscano le loro chiusure e soprattutto si aprano a quanto Dio desidera da loro. Voi conformate il loro cuore allo Spirito di Cristo. Accogliendo lo Spirito d’amore del Signore, le persone e i giovani possono avere una vita ricca di senso, perché vengono abbattuti quegli idoli che li schiavizzano e li tengono prigionieri. Lo Spirito Santo è medicina che guarisce e costruisce. Fa germogliare nell’animo umano, cronicamente debole e malato, energie fresche. Rafforza le capacità di vero, di bene e di Dio, che sono innate ma rese fragili dal peccato.

Se, come abbiamo udito, Gesù dice al centurione, che ha fede in Lui: «Va, avvenga per te come hai creduto», voi, confessori potete, mediante l’assoluzione, dire alle persone: «va in pace, perché avviene (tempo presente) in voi quello che avete sperato». Il perdono rende attuale la bellezza della comunione con Dio e con i propri fratelli. Consente alle persone di essere bellezza agli occhi di Dio e del prossimo.

La vostra missione di riconciliatori è particolarmente importante per i giovani. Nella sintesi delle proposte emerse dagli incontri nelle unità pastorali in vista del prossimo Sinodo dei vescovi sui giovani si registra che nelle proprie parrocchie difficilmente ci si confessa, come anche è piuttosto raro poter trovare un adeguato accompagnamento. L’esperienza ci dice che i migliori laici, collaboratori di oggi, sono il frutto del lavoro pastorale, nascosto ma incisivo, di sacerdoti confessori che si dedicavano costantemente al ministero della riconciliazione e della formazione spirituale, come Mons. Mario Babini. Sicuramente il carisma dell’accompagnamento spirituale non è necessariamente legato al ministero ordinato. Nella tradizione antica, padri e madri spirituali sono laici, spesso monaci, ma non chierici. E, tuttavia, l’accompagnamento spirituale, pur distinguendosi dal ministero della riconciliazione trova in questo un punto di chiarificazione e di illuminazione. L’incontro con la misericordia di Dio è indispensabile per procedere nel cammino vocazionale.

L’accompagnamento delle giovani generazioni non è un optional rispetto al compito di educare ed evangelizzare i giovani, ma un dovere ecclesiale e un diritto di ogni giovane. Solo la presenza prudente e saggia di Eli permette a Samuele di dare la corretta interpretazione alla parola che Dio gli sta rivolgendo. Non dimenticate che i sogni degli anziani e la profezia dei giovani vanno di pari passo (cf Gl 3,1).