[dic 31] Omelia – Santa Messa di Ringraziamento

31-12-2021

Faenza, cattedrale 31 dicembre 2021

In questa Messa prefestiva della vigilia della solennità di Maria santissima Madre di Dio facciamo memoria del grande dono che Ella ha fatto all’umanità. Accogliendo in sé e partorendo il Figlio di Dio ha consentito a Dio di diventare uno di noi, perché condividessimo la sua vita divina, una vita fatta di Amore. Dio si è fatto uno di noi perché l’umanità diventasse Dio, fosse capace di amare come Dio. In Gesù Cristo, converge e vive l’umanità congiunta alla divinità. Proprio per questo prodigioso evento si effettua l’ammirabile scambio, di cui ci ha parlato il grande sant’Agostino d’Ippona, tra la nostra umanità e la sua divinità. Questo scambio realizza una nuova creazione, una nuova creatura, un nuovo modo di essere uomini e donne, ossia persone che, in tutta la loro esistenza, vivono in comunione con Dio.Proprio per questo, il Bambino Gesù, infinita tenerezza di Dio, si pone all’origine della nostra gioia e della nostra speranza. Egli consente a noi un nuovo pensiero, una nuova cultura, un nuovoumanesimoaperto alla trascendenza, la pace. Il Natale è donodella vita di Dio all’umanità. È l’inizio della fraternità universale. È amore gratuito comunicato, per sconfiggere l’odio, l’inimicizia tra noi e tra i popoli. È missionedel Figlio, missionario per eccellenza, che dopo essersi consegnato a noi  desidera che, a nostra volta, diventiamo missionari come Lui, annunciatori del Padre e del suo Amore. Per tutte queste ragioni la venuta del Signore Gesù tra noi è motivo del nostro ringraziamentodurante tutti i giorni della nostra vita e in questa sera di fine anno, ma anche nel resto dei nostri anni.

Lo ringraziamo per l’aiuto che ci ha offerto in questo tempo di pandemia che, con i lutti e le costrizioni di sicurezza, e con il suo bagaglio di paura e di disagio psicologico, personale e sociale, non sembra terminare mai. Cristo non ci ha tolto le molte croci, come a Lui non fu tolta la croce, ma ci ha dato la forza del suo amore per riuscire a portarle, per continuare a lottare e a vivere nel dono di noi stessi, nonostante tutto. Con la triste e tragica esperienza della pandemia, in cui vediamo i nostri cari ammalati di Covid-19 impediti di avere l’affetto dei propri cari, abbiamo, però, provato, in mezzo alle contraddizioni di disposizioni talora incongrue, una solidarietà più forte, la consapevolezza che siamo tutti sulla stessa barca. Si è fatta chiara per noi l’evidenza che non ci si salva da soli. In momenti difficili per tutti, quando si sperimenta il nostro limite di fronte a un male  non del tutto conosciuto, non ci si può abbandonare solo alla critica o alla voglia di protestare per destabilizzare ulteriormente la società. Ognuno è chiamato a dare il proprio generoso contributo, come si può, come hanno saputo darlo i medici, gli operatori sanitari, il personale volontario. Questo è amore per gli altri e per la società! Ma, o Signore, non stancarti di sentire le nostre preghiere. Liberaci dalla pandemia, ed anche dall’illusione di poterci salvare da soli!

Questa sera possiamo riconoscere che ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare disperazione, chiusura e solitudine. Ci siamo ingozzati del nostro io assolutizzato e abbiamo perso il gusto della fraternità e della realtà. Ridonaci, o Signore, la tua luce, la gioia di essere tuoi, anche tra le spine e le croci della vita. Non ci manchi la percezione della tua tenerezza, la vicinanza del tuo amore potente, tra le prove che ci sfiniscono e fanno vacillare la mente.

Perché ti sei unito definitivamente a noi, non possiamo dimenticare la nostra altissima dignità, da vivere sempre, anche quando siamo inchiodati ad una croce, come la tua. Grazie per averci fatti figli del Padre, in Te, Figlio di Dio. Quanta consolazione, quanta speranza sorge nel nostro piccolo cuore, alla constatazione che possiamo amare con il tuo stesso amore,  sempre, in ogni momento della nostra esistenza, nella felicità e nel dolore, senza perderci. O, Signore Gesù, a noi, storditi dal non senso della cultura che ci circonda e ci avvolge, indeboliti nel conoscerti e nell’amarti, perché chiusi in noi stessi, nel nostro attaccamento smodato ai beni della terra, donaci di esultare nel percepirci attratti da Te, Signore della Vita, principio di vera libertà. Ingannati dal nostro sentire semplicemente e troppo umano, dominati da falsi pudori, non abbiamo più il coraggio di sentirci e di dirci cristiani. Aiutaci a ringraziarti per essere stati fatti da Te cristiani, ossia conformi a Te. È un grande dono l’essere tuoi e uniti a Te! E così ci è data la possibilità di pensare come Te, di avere i tuoi stessi sentimenti  di amore per i poveri, per i piccoli, per ogni persona che sia a terra, ferita ed emarginata.

Infine, grazie per il cammino sinodale appena iniziato e che si mostra promettente come ogni primavera che preannuncia frutti copiosi e saporiti. Grazie per averci donato laici importanti, modelli vi vita cristiana, come il sindaco Antonio Zucchini, del quale abbiamo celebrato i cinquant’anni dalla morte.

Fai risorgere in noi la vocazione alla fraternità. Aiutaci a compiere l’opzione di fondo che abbiamo bisogno di compiere per ricostruire questo mondo che ci dà pena. Davanti a tanto dolore, a tante ferite aiutaci a essere come il buon samaritano, artigiani di pace.

Maria, Madre di Dio, interceda per noi.

                                        + Mario Toso