Archivi della categoria: Arte, cultura e società

Memorial, l’ong russa premiata col Nobel per la Pace 2022 a Faenza: il 28 gennaio evento patrocinato da Diocesi e Comune

Uomini nonostante tutto è il titolo dell’incontro che si terrà sabato 28 gennaio alle 10 al Salone del Podestà di Faenza. Questo rappresenta senza dubbio un evento di grande spessore culturale ed educativo per la città: ci sarà la possibilità di incontrare e conoscere direttamente i vincitori del premio Nobel per la pace 2022: l’ong russa Memorial. L’evento vede la partecipazione di Helena Zhemkova (direttrice e cofondatrice di Memorial, in foto) e del prof. Adriano Dell’Asta (professore di Lingua e Letteratura Russa all’Università Cattolica di Brescia e di Milano e vice-presidente dell’associazione Russia Cristiana). L’incontro sarà introdotto dai saluti del sindaco di Faenza, Massimo Isola e del vescovo di Faenza-Modigliana monsignor Mario Toso. Moderatore sarà Elio Pezzi, giornalista, poeta e scrittore.

L’incontro, patrocinato dal Comune e dalla Diocesi, rappresenterà la possibilità di conoscere più da vicino l’attività dell’organizzazione Memorial, che da anni è impegnata per ricostruire e custodire la memoria delle atrocità di massa compiute per ragioni politiche dal regime sovietico all’inizio del ‘900 e per difendere i diritti umani, ovunque essi siano minacciati.

Testimonianze da Memorial: dall’11 al 19 febbraio la mostra nel salone delle Bandiere

L’incontro sarà anche l’evento introduttivo della mostra che si terrà dall’11 al 19 febbraio al salone delle Bandiere di palazzo Manfredi. La mostra Uomini nonostante tutto – Testimonianze da Memorial, realizzata appunto da Memorial e da Russia Cristiana, intende infatti ricostruire, attraverso la raccolta di lettere e testimonianze, la storia di persone perseguitate dal regime sovietico durante gli inizi del novecento. Si tratta del racconto di pagine di storia europea troppo spesso dimenticate o colpevolmente passate sotto silenzio, che però ci permettono di guardare e prendere coscienza delle conseguenze dei regimi ideologici totalitari. La mostra inoltre, nella sua narrazione, intende mettere in primo piano il desiderio di bellezza e giustizia insito nel cuore dell’uomo, un desiderio che non viene soffocato neppure dalle circostanze più terribili: questo può essere il vero punto di ricostruzione della pace ieri come oggi. La mostra sarà aperta nei seguenti orari: lunedì – sabato: 8-13 e 16-19; domenica: 10-13 e 15-19 e verrà inaugurata sabato 11 febbraio alle 10 nella sala del consiglio comunale alla presenza del prof. Adriano Dell’Asta e con la partecipazione in video-collegamento da Mosca di Giovanna Parravicini, curatrice della mostra. Al termine di una breve introduzione ci si sposterà nel salone delle bandiere per assistere alla visita guidata. Per ulteriori info e prenotazioni di visite guidate: memorial.amiciziainopera.it.

Scuola di Teologia: da febbraio un corso a cura della Pastorale della salute

La Scuola diocesana di Teologia San Pier Damiani propone un corso di formazione a cura della Pastorale della Salute. Le lezioni partono l’8 febbraio 2023 e si svolgono in Seminario a Faenza il mercoledì dalle 20.30 alle 22, iscrizioni entro il 6 febbraio via mail a scuolateologiafaenza@gmail.com, quota 30 euro.

Il corso è rivolto ai ministri straordinari della Comunione Eucaristica in formazione e già istituiti e alle persone che sono impegnate nel mondo della sofferenza.

La prima lezione Il malato nella Bibbia è a cura di don Luca Ravaglia e don Pier Paolo Nava. Il 15 febbraio la seconda lezione Il malato nel Magistero con don Tiziano Zoli. Qui sotto il calendario completo.


Scuola di Teologia: incontri su fede, scienza e orientamento sessuale. Iscrizioni entro il 31 gennaio

La Scuola diocesana di Teologia “San Pier Damiani” propone per il 2023 il percorso di formazione dal titolo “Scienza, fede e orientamento sessuale”. 

Le lezioni partiranno dal 2 febbraio e si si svolgeranno presso la sede della scuola in Seminario (viale Stradone 30 a Faenza), il giovedì dalle 20.30 alle 22. Ci si potrà iscrivere entro il 31 gennaio via mail a scuolateologiafaenza@gmail.com, quota: 30 euro.

 

La prima lezione è giovedì 2 febbraio Di cosa vogliamo parlare: glossario dei principali termini in uso. I principali studi demografici quantitativi dell’orientamento sessuale, con Claudia Monti, biologa e Consulente Familiare.

Il 9 febbraio Evoluzione storica e aspetti sociologici dell’Orientamento sessuale, con Angelo Gambi, medico e consulente familiare.

Il 16 febbraio Sesso, genere e orientamento sessuale: dalla confusione alla complessità, con Chiara Belosi, ginecologa e Sessuologa

Il 23 febbraio Coppie omosessuali e tecniche riproduttive: aspetti medici, sempre con Chiara Belosi.

Il 2 marzo Orientamento omosessuale e disforie di genere: cosa stiamo imparando nell’esperienza clinica con adolescenti alla ricerca della propria identità, con Elisabetta Cimatti, psicoterapeuta e sessuologa clinica.

Il 9 marzo Orientamento omosessuale e diritto: una panoramica della normativa nazionale ed europea. Con l’avvocato Laura Cornacchia. 

Il 16 marzo Riconsiderazione teologica del male morale: dalla separazione alla gradualità, con Gilberto Borghi, docente di Teologia.

Il 23 marzo Riconsiderazione dei beni della sessualità umana: finalità ludica, unitiva e procreativa, sempre con Gilberto Borghi. 

Il 13 aprile Esperienze pastorali di accompagnamento a persone omosessuali, con don Gabriele Davalli.

Il 20 aprile ultima lezione di corso con Gilberto Borghi, Linee di valutazione etica delle relazioni omosessuali.


La città e la politica, Firenze 27-29 gennaio 2023. Come iscriversi

La Diocesi di Faenza-Modigliana propone una tre giorni di riflessioni a Firenze con incontri e testimonianze sul tema dell’impegno politico dei cattolici. Il ritrovo è il 27 gennaio alle 8 alla stazione dei treni di Faenza. Il rientro è invece in programma il 29 gennaio alle 19.45, sempre alla stazione dei treni.

Il prezzo complessivo dei tre giorni è di 120 euro, comprensivi di pernottamento, tutti i pasti escluso un pranzo, e i viaggi.

Iscrizioni con caparra da 20 euro a Luca Ghirotti (anche su Satispay 333 4122749).

Scadenza iscrizioni 15 gennaio 2023.


A Faenza è stato presentato il volume “Caro Zaccagnini”

Più che un’operazione di archivio è il desiderio di fare incontrare Benigno Zaccagnini (1912-1989) con le generazioni del nuovo millennio. E così mettere attenzione ancora una volta alle carte di Zac. Un libro per le nuove generazioni, certo, ma ancora una volta anche per gli antichi amici con lui impegnati nei lunghi decenni del secondo dopoguerra a ricostruire il nostro Paese – nella prospettiva della nuova e antica Europa – devastato dalle ideologie (prima ancora dalle violenze fisiche), del fascismo che si era scontrato con don Giovanni Minzoni e la sua passione per i giovani ad Argenta poi in subordine al nazismo hitleriano la devastazione delle organizzazioni che i cattolici già prima della guerra avevano promosso, sulla scia di don Romolo Murri, poi ancora più lucidamente alla scuola di Alcide De Gasperi e don Luigi Sturzo. E qui in Romagna animati e incoraggiati da sacerdoti entusiasti convinti nel loro impegno pastorale di “uscire dalle chiese” e portare con coraggio il fermento del Vangelo in un’Italia che voleva delineare il proprio futuro ben oltre a dove le squadracce fasciste l’avevano colpito con il tragico avvento del fascismo al potere. Mentre anche la destra storica, laico-liberale, stava a guardare.

zaccagnini libro

Ed ecco il settimo volume, anche questo affidato alle edizioni Studium di Roma, con il titolo “Caro Zaccagnini… Lettere scelte a un credente prestato alla politica”, a cura di Aldo Preda con testi di vari autori che testimoniano la stima per l’onorevole Zaccagnini, il suo partecipare alla tessitura della democrazia repubblicana, senza pregiudizi nei confronti delle persone, ma senza cedere di fronte alle esigenze fondative della “verità”. La pubblicazione è stata possibile grazie al Centro Studi Donati, Acli, cooperativa La Pieve, Banca di credito cooperativo ravennate, forlivese, imolese. Già partecipando alla lotta messa in cantiere dall’antifascismo per la “Resistenza” alle ideologie del nazifascismo e poi per la elaborazione della Carta Costituzionale, Zac aveva preso il nome di battaglia “Tommaso Moro”. Nei precedenti volumi, ma ancora in questo che sto recensendo, echi preziosi della sua attiva partecipazione nelle file dell’Azione Cattolica a Ravenna, nella Fuci durante gli anni di università (facoltà di Medicina) dell’allora don Giovanni Battista Montini (futuro Paolo VI). Erano tempi e scelte politiche che rendevano difficile il “dialogo”.

Della sua capacità di dialogo sono testimonianza, fra le altre, gli scambi di lettere fra l’onorevole Nilde Jotti (Pci) presidente della Camera dei Deputati, e il presidente della Repubblica, il socialista Sandro Pertini. È doveroso qui aggiungere (senza poterli richiamare singolarmente) i nomi di amici della Dc fino al XIV Congresso del febbraio 1980 che vide (noi diremmo oggi, purtroppo) la sconfitta di Zaccagnini come segretario del partito. Dalla partecipazione all’Assemblea che darà vita alla Costituzione della Repubblica, ai suoi contenuti fondativi (oggi non sempre riconosciuti) una eco nelle pagine che raccontano e documentano l’impegno di Benigno appena terminata la guerra, per recuperare, dopo il grande silenzio, la memoria del “martirio” di don Minzoni, ad Argenta e a Ravenna, ma la conoscenza di questa memoria si diffuse rapidamente in tutto il Paese. Lo ricorda, ed è stata per me e altri una simpatica sorpresa, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, che nelle pagine introduttive non solo conferma la sua partecipazione, l’anno prossimo, al centenario del “martirio” di don Minzoni, ma scrive con ammirazione un prezioso profilo di Benigno, incontrato molte volte, lui giovane sacerdote della Comunità di Sant’Egidio a Roma, ospite a cena nella casa della sua famiglia. E ne viene per tutti noi un richiamo al “come” oggi deve farsi concretezza l’impegno politico e nelle pluriforme della vita sociale, per i credenti e quanti si mettono in ascolto della “ragione” illuminata dalla fede vissuta, seppur con tante contraddizioni, nel corso della nostra storia. Concludo queste righe di recensione invitando alla lettura della lettera che Benigno scrisse alla sua carissima Anna, dal letto dell’ospedale (giugno 1984) dove era stato ricoverato. Un congedo che è anche (e soprattutto) un arrivederci nella grande Casa comune del Paradiso.

Piero Altieri

Alla Riunione Cattolica Torricelli i saluti del vescovo e l’intervento del cardinale Gualtiero Bassetti

WhatsApp Image 2022 12 26 at 16.19.07

La presentazione del volume, a cura del Centro Studi Donati, con Acli, Riunione Cattolica Torricelli, Mcl Faenza e con il contributo de La Bcc, si terrà venerdì 30 dicembre alle 11 nel salone della Riunione Cattolica Torricelli (via Castellani 25). L’evento sarà aperto dai saluti del vescovo, monsignor Mario Toso, del sindaco Massimo Isola e di Giacomo Severi (La Bcc). Seguiranno interventi del cardinale Gualtiero Bassetti e dell’onorevole Giuseppe Matulli. Le conclusioni sono affidate al curatore del volume Aldo Preda.


Concorso Presepi nelle case il Piccolo – 3^ edizione

Dopo il bel riscontro delle scorse edizioni, il settimanale diocesano Il Piccolo ripropone anche quest’anno il Concorso Presepi nelle case. Protagonisti i presepi domestici, una tradizione da mantenere viva più che mai anche in questo Natale ancora particolare. Per partecipare inviateci le foto del presepe di casa vostra tramite mail (info@ilpiccolo.org) o Whatsapp (338 3373289), non più di 3 immagini per ogni allestimento. La Redazione assegnerà 3 abbonamenti OMAGGIO 2023 a il Piccolo, ma altri 3 saranno dati tramite voto popolare: le foto dei Presepi saranno pubblicate sulla nostra pagina Facebook e vinceranno quelle che riceveranno più ‘mi piace’. Le foto si ricevono fino al 6 gennaio 2023. E’ necessario comunicare anche un recapito telefonico, Aspettiamo le vostre foto!
Maria Bandini, vincitrice del concorso “Presepi nelle case 2022” con i voti della giuria popolare
Il presepe di Rossella Sarneri 1^ classificato al Concorso 2022 con i voti della Redazione.

Presepe, la statuina della florovivaista donata da Coldiretti e Confartigianato al vescovo Mario

Consegnata al vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, “la florovivaista”, nuova statuina del Presepe 2022 creata da Fondazione Symbola, Coldiretti e Confartigianato. L’iniziativa, promossa sotto l’egida del Manifesto di Assisi per diffondere la forza straordinariamente attuale del Presepe, raggiungerà prima di Natale tutte le 226 Diocesi italiane, aggiungendo al racconto della nascita di Gesù, figure che ci parlino del presente ma anche del futuro. Quest’anno, appunto, è stata scelta la florovivaista che ha affrontato le difficoltà della pandemia e della guerra per continuare a garantire servizi e prodotti ai cittadini nonostante l’aumento esponenziale dei costi energetici nei campi e nelle serre. Inserire questa “nuova” figura, simbolo delle imprese impegnate nella cura e manutenzione del nostro patrimonio verde e della biodiversità, è un’idea inedita per parlare di un’agricoltura plurale e differenziata, che produce cibo e insieme, beni immateriali indispensabili per la qualità della vita.

La florovivaista come simbolo di sostenibilità

“Il florovivaismo – ha commentato il presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte, presente alla consegna insieme al direttore Assuero Zampini, al presidente Confartigianato dell’Unione della Romagna Faentina Umberto Campalmonti e al segretario Alberto Mazzoni – è un comparto strategico del Made in Italy che coinvolge oltre 20mila imprese, espressione di una agricoltura multifunzionale capace di generare esternalità positive per il bene della comunità e dell’ambiente, nonostante i rincari e le grandi difficoltà economiche”. Un lavoro antico e prezioso che trova riconoscimento nella maggioranza delle case degli italiani che durante le festività sono colorate e profumate da piante e fiori tipici del Natale. “Quest’anno – sottolinea il presidente Campalmonti – portiamo nel Presepe un simbolo della sostenibilità espressa dagli artigiani e dalle piccole imprese, quella sostenibilità che è simbolo del ‘vero valore artigiano’ che crea, trasforma, ripara, rigenera, include, unisce. E’ la risposta positiva a questo tempo di grande incertezza, un modello di ecologia umana, di imprese che Confartigianato porta nel futuro, con l’impegno a renderle sempre più protagoniste nella transizione green, nella tutela dell’ambiente, nel risparmio ed efficienza energetici, nell’economia circolare, nella riqualificazione urbana e del territorio, nel miglioramento della qualità della vita”. Il momento di incontro col vescovo Mario, oltre al tradizione scambio di auguri, è stato l’occasione per riflettere insieme sul cambiamento del modo di occuparsi della comunità e dell’ambiente, presentando agricoltori e artigiani come protagonisti di un modello di economia integrale e di sostenibilità sociale.


Stefano Zamagni su cattolici e politica. L’incontro in Seminario a Faenza

Una serata per riflettere sull’impegno politico dei cattolici e indicare alcuni ambiti sui quali agire concretamente per ritrovare rappresentatività e massa critica per incidere. È stato questo il tema dell’incontro del 6 dicembre scorso in Seminario a Faenza, con il professor Stefano Zamagni, economista e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali. La serata, aperta dai saluti del vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, è stata l’occasione per riflettere su diversi aspetti: dal ruolo dei cattolici in Parlamento all’equilibrio tra diritti e doveri dei cittadini fino all’importanza del pensiero cattolico per superare l’estremo individualismo verso cui tende la società contemporanea. L’incontro, moderato da Erika Ercolani (Università di Bologna), è stato promosso dalle Diocesi di Faenza-Modigliana, San Marino Montefeltro, Imola, Cesena-Sarsina, Forlì-Bertinoro e l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia.

L’incontro su cattolici e politica promosso da diverse Diocesi romagnole a Faenza

Il ruolo dei cattolici non può essere limitato ai contesti, pur importanti, della società civile: questa la prima riflessione su cui si è soffermato il professor Zamagni. “Associazioni e movimenti di ispirazione cristiana fanno bene a scendere in piazza per esprimere il proprio pensiero – ha esordito – ma questo non basta per incidere nella società. Chi ha effettivamente in mano le regole del gioco, in una democrazia liberale, è il Parlamento, ed è qui che il pensiero cattolico deve arrivare”. È infatti in questa sede che si approvano e modificano le leggi. “Spesso si dice che i cattolici siano assenti dalla politica – ha proseguito Zamagni -, ma non è vero. Nell’attuale Parlamento il 40% degli eletti si professa cattolico. Eppure non sono capaci di incidere all’interno dei propri partiti politici”. Un apparente paradosso che l’analisi di Zamagni ci aiuta a comprendere attraverso l’analisi storica degli ultimi trent’anni. “Dopo lo scioglimento della Dc – spiega – l’indicazione data ai cattolici è stata quella di distribuirsi nei vari partiti, affinché fossero lievito del pensiero cattolico a destra così come a sinistra. Questo è stato un grande errore, perché non ha fatto altro che disperdere la massa critica cattolica. All’interno dei partiti, i rappresentanti cattolici infatti sono comunque in minoranza e non hanno la forza, o il coraggio, per paura di ripercussioni, di prendere decisioni scomode e coerenti. Eppure perché oggi se un politico che siede in Parlamento si dichiara socialista o liberale viene visto come qualcosa di naturale, mentre se si dichiara cattolico sembra che debba svestirsi di questa identità? In questo modo, pur professandoci cattolici, perdiamo la nostra storia e identità all’interno del Parlamento, che come è detto è il luogo privilegiato nel quale una democrazia prende le proprie decisioni”.

La proposta di un partito laico che non ha paura di dichiararsi di matrice cattolica

In sintesi “nel contesto politico non mancano tanto i cattolici, ma un pensiero cattolico capace di incidere”. La riproposizione di un partito cattolico sul modello della Dc oggi per Zamagni “non avrebbe senso”. Una possibile risposta sarebbe la proposta di un partito laico ma di matrice valoriale cattolica. Su questa base è nato per esempio Insieme, che vede tra i fondatori lo stesso Zamagni e che si candiderà alle regionali di Lombardia e Sardegna. “Dire che i cattolici debbano rinunciare a una propria rappresentatività o alla propria identità è delinquenziale – commenta l’economista -. Bisogna reagire a tutto questo. Giovanni Paolo II nell’enciclica Sollecitudo rei socialis (1987) approfondisce il concetto già anticipato da Paolo VI delle “Strutture di peccato”. Queste ultime sono le istituzioni, o le regole del gioco, che costringono i buoni a fare il male. Il problema tra cattolici e politica oggi non è tanto nei singoli, ma nel sapere incidere in strutture che vanno cambiate. Su diversi ambiti che hanno una profonda ricaduta sociale – penso per esempio a quelli relativi a speculazioni finanziarie o paradisi fiscali – il Parlamento non è stato in grado di decidere, ed è dunque responsabile”.

Il pensiero cattolico come antidoto al “singolarismo”


Eppure, nonostante queste criticità, Zamagni vede diversi “segni di speranza” per il futuro. Il pensiero cattolico può e deve giocare ancora un ruolo di primo piano nel contesto italiano ed europeo. “I partiti politici senza una reale identità si riducono a forme di meccanismo di consenso fine a se stesse. Sono questi, per esempio, i partiti populisti, mentre un partito che si richiami ai valori e all’identità del cattolicesimo tiene saldo il concetto di bene comune e offre risposte reali alle persone in un mondo che lascia sempre più gli individui soli”. La grande sfida oggi, nella società del pluralismo – sottolinea Zamagni -, è “riuscire a creare una reale comunanza etica. Nessuna società infatti, è capace di durare nel tempo se non ha un sistema comune di principi e di valori nei quali tutti concordano. Il pluralismo, se non tende verso la comunanza etica, trasforma la società nel caos. Non è un caso la disaffezione alla politica degli ultimi anni. Ecco allora che qui devono avere un ruolo i cattolici: altri pensieri politici non possono o non vogliono proporre questa comunanza etica. Il cattolico ha questa visione di convergenza legata al bene comune. Mentre invece nel mondo contemporaneo domina un’altra corrente, quella del singolarismo”.

Quest’ultima è una visione dell’uomo transumanista, nata negli Stati Uniti, che va addirittura oltre all’individualismo che ha caratterizzato gli ultimi decenni. “Secondo questa visione – spiega Zamagni – il singolo per esprimersi al massimo deve recidere qualsiasi legame con gli altri, persino la famiglia. È il modello di società che ci viene promosso da grandi aziende come Google, Amazon, Facebook. Loro incentivano questa visione per motivi economici, ma ciò ha ricadute sociali, culturali e antropologiche profonde, che formano sempre più individui soli e disperati. E per rispondere a questo bisogno di solitudine, queste aziende offrono, come soluzione effimera, i propri prodotti”.

Proprio a causa del singolarismo oggi tanti giovani non si riconoscono più nell’associazionismo o in legami duraturi. E da qui anche una società nei quali i diritti civili prevalgono incondizionatamente sui diritti sociali, senza alcun tipo di riflessione critica. “È questa la grande contraddizione – ha detto Zamagni – che caratterizza per esempio i partiti di sinistra, che hanno dimenticato l’equilibrio necessario che c’è tra diritti e doveri, e appoggiano invece la corrente singolarista”. Il cattolicesimo invece può offrire un’alternativa concreta, nel segno di un Neo-umanesimo, e non deve essere relegato “solo agli aspetti di aiuto sociale e delle Caritas”.

Ambiti su cui incidere

Tra gli ambiti nei quali per Zamagni è necessario cambiare fin da subito la rotta: in primis la scuola. “Deve tornare a essere luogo di educazione e non solo di istruzione o trapasso di nozioni – ha detto l’economista -. Oggi un docente che educa in classe, ossia che aiuta gli studenti a formarsi un pensiero critico, può essere infatti tranquillamente denunciato. Chi si assume dunque questo rischio? In pochi. Anche qui il Parlamento ha le sue responsabilità…”.

E poi l’economia, su cui la Chiesa sta facendo una grande operazione di cambio culturale e di giustizia sociale grazie a Economy of Francesco.

Un altro grande tema è quello del lavoro, che non solo deve essere giusto e ben retribuito, ma anche decente. Il professore ha spiegato nel dettaglio il significato di quest’ultimo termine. “Deve dare all’uomo la possibilità di esprimere i propri talenti: è questa infatti la dimensione espressiva del lavoro che troppe volte viene sottovalutata e che già san Giovanni Paolo II aveva evidenziato nell’enciclica Laborem exercens (1981). Non è un caso che negli ultimi anni solo in Italia un milione di persone con un lavoro sicuro abbiano deciso di licenziarsi, perché non si sentivano appagate dal proprio contesto lavorativo, se non addirittura umiliate. Per non parlare poi dell’umiliazione a cui tante donne sono costrette perché non viene consentita loro la giusta armonia casa e lavoro”. In questo è necessaria una vera rivoluzione culturale ed economica, che metta al centro la persona.


A Basiago l’11 dicembre incontro sulla sindrome di down col prof. Strippoli

‘La paura fa 90 e la speranza fa 21’ è il titolo dell’iniziativa messa a punto da una serie di realtà parrocchiali della Diocesi di faenza e Modigliana per approfondire il tema della sindrome di Down. La giornata, organizzata dalla Pastorale di Reda e dalle comunità della chiesa di Santo Stefano in Corleto e di Santa Maria in Basiago, con il patrocinio del Comune di Faenza, è quella di domenica 11 dicembre. Dopo le funzioni religiose, alle 10 a Basiago e alle 11 a Corleto, alle 12, nell’area della chiesa di Basiago, è in programma il pranzo a buffet. Seguirà la relazione ‘Una strada verso la scoperta di nuovi approcci terapeutici per la trisomia 21, la sindrome di Down’ tenuta da Pierluigi Strippoli, genetista e docente presso l’Università di Bologna. La giornata proseguirà con momenti musicali del Trio Italiano e la ‘truccabimbi’ Meris.

Prenotazioni attraverso un sms o whatsapp entro l’8 dicembre a: Alberto 3285814056; Piero 3283161164 e Marco 3661032689. Ai partecipanti verrà richiesto un contributo: per gli adulti 20 euro; dagli 8 ai 16 anni 10 euro, gratis per i bambini fino agli 8 anni.

Nuovi approcci terapeutici

Riconoscere tutti gli esseri umani degni di uguale dignità, è il concetto su cui si fondano le ricerche guidate dal prof. Pierluigi Strippoli del Dipartimento di medicina specialistica, diagnostica e sperimentale dell’Università di Bologna. Tali studi mirano alla ricerca di nuovi approcci terapeutici per migliorare le condizioni della disabilità intellettiva associata alla sindrome di Down, la più comune anomalia genetica umana (1 su 700 nati vivi). Le ricerche guidate dal prof. Strippoli hanno dimostrato che nel plasma dei bambini con sindrome di Down vi sono specifiche alterazioni metaboliche. Si apre così la prospettiva di poter agire su basi razionali per il ripristino di un equilibrio metabolico importante per le funzioni cognitive: e si sta progettando una sperimentazione clinica a questo riguardo.

Questi progetti sono sostenuti dalle donazioni dei privati; lo Stato purtroppo non finanzia questo genere di ricerca, orientandosi piuttosto verso gli studi rivolti alla diagnosi prenatale della sindrome invece che verso la cura. Altre informazioni sulla ricerca e sui ricercatori coinvolti si trovano a questo link: http://apollo11.isto.unibo.it – poi clic su “Le nostre ricerche sulla trisomia 21” (in basso) (con anche le istruzioni per le donazioni)

Domenica 11 dicembre, a Basiago, le parrocchie di Basiago e Pieve Corleto organizzano un pranzo per una raccolta fondi dedicata ai progetti di ricerca descritti sopra. Siamo alla quarta edizione e siamo fiduciosi di ottenere ancora, il vostro concreto aiuto.


In Seminario presentato il Servizio diocesano Tutela minori

Il 23 novembre scorso si è svolto al Seminario diocesano di Faenza un evento rivolto alla cittadinanza organizzato dall’Ausl Romagna in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La direzione di Ausl Romagna, che ha avviato un progetto denominato WellFare – Rete per le donne, si è servita della modalità del role playing per far conoscere la rete dei servizi a protezione della donna. Una simulazione a partire da un fittizio caso di violenza, infatti, ha dato modo ai partecipanti di apprezzare il lavoro di rete delle diverse realtà dell’ospedale e del territorio. C’è stata anche occasione di esporre quali provvedimenti si adottano nel momento in cui si verifica il coinvolgimento di minorenni. Proprio a motivo di questo riferimento, don Mattia Gallegati ha potuto presentare il Servizio diocesano tutela minori e adulti vulnerabili di cui è il referente per Faenza-Modigliana. La diocesi non si sostituisce a nessuno dei nodi della rete in quanto svolge un servizio di natura pastorale, ma è molto significativo partecipare – e nel caso specifico anche ospitare – un incontro dove le diverse realtà presenti nel territorio si fanno conoscere e dialogano pubblicamente tra di loro.