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Il vescovo Mario a Roma presenta il libro “Chiesa e democrazia”

toso e zuppi
Il 12 giugno scorso il vescovo, monsignor Mario Toso, è stato a Roma per presentare  la sua pubblicazione “Chiesa e democrazia”. All’incontro promosso dall’Università degli studi Link era presente come relatore anche il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei. All’incontro era presente un ampio pubblico di senatori e deputati dell’intero arco parlamentare, diplomatici dei cinque continenti, magistrati e Grand Commis dello Stato, presidenti di enti pubblici e amministratori delegati di aziende, leader di organizzazioni imprenditoriali e sindacali.
“I partiti sono il tronco che collega le radici della società civile con i rami delle istituzioni, ma al momento non c’è nessuna linfa”, ha detto il Vescovo Mario nel corso dell’incontro. La democrazia, ha aggiunto, “è una sfida per i cittadini a essere migliori nella vita quotidiana” e “una sfida dell’uomo a se stesso”. Le Settimane Sociali dei Cattolici in Italia di Trieste, previste per la prima settimana di luglio e che vedranno la partecipazione di Papa Francesco, serviranno per capire che tipo di democrazia volere e pensare a riforme che favoriscano la partecipazione. Sono questi problemi sollecitati dalla dottrina sociale della Chiesa. In un contesto in cui, paradossalmente, è la stessa Chiesa “a rafforzare la laicità”, “i parlamenti non hanno nulla da temere dai vescovi”, mentre è indispensabile una presenza dei cattolici in Parlamento.
Il cardinale Matteo Zuppi ha sottolineato: “È la bellissima Dottrina sociale della Chiesa. Questa non è di parte, è la parte. Non è esclusiva, è di tutti. Per difendere la laicità non si usa la spada, ma la la vita, il cuore, la mente, le mani. La bellezza si impone ed è chiarissima, senza ambiguità, libera, non si piega agli interessi, ma piega gli interessi all’attenzione alla persona”.

Nuove Nomine in Diocesi

PN 19/2024-60

Richiamato il Decreto Prot. 6/2021-48 in data 21 febbraio 2021 con cui è stato approvato il nuovo Ordinamento della Curia Diocesana;

richiamati il PN 26/2021-49 in data 21 febbraio 2021, con cui si è proceduto alla nomina degli Officiali e dei Responsabili degli Uffici di Curia, dei Coordinatori e degli Incaricati delle Aree e dei settori pastorali, e le successive nomine e integrazioni;

dato atto che è scaduto il mandato triennale e volendo provvedere alla nomina degli Officiali e dei Responsabili degli Uffici di Curia, dei Coordinatori e degli Incaricati delle Aree e dei settori pastorali;

con il presente atto

CONFERMIAMO

Vicario Generale e Moderatore della Curia ad nutum Episcopi

Mons. Michele Morandi.

 

NOMINIAMO

per un triennio dalla data odierna:

Cancelleria

Cancelliere: Mons. Mariano Faccani Pignatelli

Vice Cancelliere: Dott. Marco Mazzotti

 

Tribunale diocesano

Vicario Giudiziale: Mons. Mariano Faccani Pignatelli

Difensore del Vincolo e Promotore di giustizia: Don Alberto Luccaroni

Notaio: Dott. Marco Mazzotti

Cause dei Santi: Don Alberto Luccaroni.

 

Segreteria Vescovile

Dott. Marco Mazzotti.

 

Segreteria del Vicario Generale

Dott. Marino Angelocola.

 

Segreteria Generale

Dott. Marino Angelocola.

 

Aree e settori pastorali

 

LArea “Annuncio e Catechesi”

Coordinatore: Don Massimo Geminiani

 

Incaricato per la Catechesi: Don Massimo Geminiani

Vice Incaricato per la Catechesi: Padre Maria Paulraj Kasparraj S.d.C.

Vice Incaricato Catechesi per il catecumenato: Don Matteo Babini

Vice Incaricato per la Catechesi e la disabilità: Dott. Cesare Missiroli

Vice Incaricato per l’Apostolato biblico: Dott.ssa Michela Dal Borgo

Incaricato per i Ministeri istituiti: Don Massimo Goni

Incaricato l’Insegnamento della Religione Cattolica: Don Davide Ferrini

Incaricato per la Scuola e l’università: Prof.ssa Alessandra Scalini

Incaricato per la Pastorale missionaria: Coniugi Antonella Romboli e Antonio Verna

Incaricato per i Migranti: Dott. Diac. Bruno Balla

Incaricato per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso: Don Mirko Santandrea

Incaricato per la Cultura e l’arte sacra: Arch. Riccardo Drei

Vice Incaricato per la Cultura e l’arte sacra con riferimento ai beni mobili: Dott. Giovanni Gardini

Direttore del Museo Diocesano: Dott. Giovanni Gardini

Conservatore del Museo Diocesano: Dott. Giovanni Gardini

Direttore della Biblioteca diocesana: Dott. Giovanni Gardini

Archivista diocesano: Dott. Marco Mazzotti.

 

 

L’Area “Società e Famiglia”

Coordinatore: Don Stefano Vecchi

 

Incaricato per la Caritas: Don Emanuele Casadio

Incaricato per la Pastorale familiare: Don Stefano Vecchi

Co-Incaricati per la Pastorale familiare: Coniugi Roberto Frassineti e Enrica Laghi

Incaricato per la Pastorale sociale: Dott. Flavio Venturi

Vice Incaricato per la Pastorale sociale: Don Luca Ghirotti

Incaricato per la Pastorale della salute: Dott. Diac. Antonio Bianchedi

Vice Incaricato per la Pastorale della salute: Dott. Diac. Gino Covizzi

Incaricato per le Comunicazioni sociali e l’Ufficio Stampa: Dott. Samuele Marchi

Vice Incaricato per i social network: Dott. Marino Angelocola

Incaricato per il Tempo libero, lo sport e i pellegrinaggi: Don Tiziano Zoli

Incaricato per il Servizio diocesano tutela minori e adulti vulnerabili: Don Mattia Gallegati.

 

 

L’Area “Liturgia”

Coordinatore: Dott.ssa Vincenza Morini

 

Incaricato per la Sacra Liturgia: Dott.ssa Vincenza Morini

Incaricato per la Musica sacra: Dott.ssa Vincenza Morini

Cerimoniere: Dott. Diac. Stefano Lega.

 

 

L’Area “Giovani e vocazioni”

Coordinatore: Don Mattia Gallegati

 

Incaricato per la Pastorale giovanile: Don Massimo Geminiani

Vice Incaricato per la Pastorale giovanile: Don Marco Donati

Incaricato per la Pastorale vocazionale: Don Mattia Gallegati

Vice Incaricato per la Pastorale vocazionale: Rag. Sara Nannini.

 

 

L’Area “Clero e Vita Consacrata”

Coordinatore: Mons. Michele Morandi

 

Incaricato per la Formazione permanente dei Chierici (Presbiteri e Diaconi permanenti): Mons. Michele Morandi

Vice Incaricato del Settore per la Formazione permanente dei Chierici: Don Matteo Babini

Incaricato per la Vita consacrata: Don Stanislaw Rafalko S.d.B.

 

Scuola diocesana di Teologia “S. Pier Damiani”

Direttore: Don Luca Ravaglia.

 

NOMINIAMO ALTRESÌ AD NUTUM EPISCOPI

Incaricato della Formazione degli aspiranti e dei candidati al diaconato permanente nell’ambito dell’Area “Clero e Vita Consacrata”: Don Massimo Goni.

Faenza, 24 maggio 2024

                                                                                   + Mario Toso, Vescovo

                                                                                   Dott. Marco Mazzotti, Vice Cancelliere Vescovile

 

 

Articolo di don Michele Morandi: Sette lenti per leggere il mandato dei nuovi incaricati

 


Sette lenti per leggere il mandato dei nuovi incaricati

Con il passare degli anni, è normale che la vista cali ed è capitato, alla maggior parte di noi, di aver fatto l’esperienza di andare a fare una visita dall’ottico perché vengano scelte le lenti idonee a correggere i nostri difetti e a compensare i nostri deficit visivi. In quegli occhiali che ci fanno indossare, piuttosto ingombranti e simpatici, vengono progressivamente e gradualmente inserite alcune lenti perché la nostra vista sia finalmente chiara e nitida. Certamente abbiamo fatto anche l’esperienza che, senza alcune lenti, non si riesce a percepire nitidamente le lettere, i colori e, alcune volte, non si vede proprio nulla.

Per leggere nitidamente le nomine degli incaricati e officiali della Curia è necessario indossare progressivamente alcune lenti.

Lente neutra: l’umanità. I curiali, sono uomini e donne, giovani e anziani, sposi, celibi, nubili, consacrati e ministri, madri, padri e nonni, malati e sani. Se non indossiamo questa prima lente potremmo vedere chi viene chiamato come uno che, non sapendo cosa fare e non sapendo nulla della vita, si sia autocandidato per questi incarichi.

Prima lente: la diaconia. Gesù Cristo è il Signore ed ha realizzato la missione del Padre attraverso il servizio, donando la sua vita. Noi che siamo uniti a Lui possiamo essere trasparenti se viviamo ciò che ci è chiesto e ciò che siamo, solamente come servi/diaconi. Senza questa lente, chi viene chiamato, potrebbe venire visto solo come uno che riveste un ruolo di presunto potere e non uno che mette in gioco se stesso.

Seconda lente: l’annuncio e l’attuazione. Il servizio che ci viene proposto è quello di annunciare con le parole e con i fatti la Sua presenza d’amore che si attua nella celebrazione liturgica in particolare l’Eucarestia. Senza questa lente, chi viene chiamato, potrebbe essere visto solo come uno che fa vedere sé stesso, le sue capacità di azione e di attrazione.

Terza lente: il mandato. Ogni servo viene chiamato perché sia segno di Colui che lo manda. Senza questa lente, chi viene chiamato, potrebbe essere visto solo come uno che dice solo cose umane, anche sensate, ma che non aprono a Dio.

Quarta lente: la sinodalità. Camminare insieme non è soltanto un metodo, ma il modo in cui il Signore si fa presente in mezzo a noi, da sempre. Senza questa lente, chi viene chiamato, potrebbe essere visto come un battitore solitario, che non ascolta, che non chiede e che si pensa addirittura più efficiente ed efficace muovendosi da solo.

Quinta lente: la formazione. Ogni servizio non è solamente compensativo di una mancanza, ma azione costruttiva per la crescita di tutta la persona secondo la forma di Gesù Cristo, l’uomo nuovo. Senza questa lente, chi viene chiamato, potrebbe essere visto solo come uno che mantiene ed accarezza l’esistente senza nessuna profezia e senza cura per chi verrà dopo di lui.

Sesta lente: la corresponsabilità. Non c’è corresponsabilità senza responsabilità. Chi viene chiamato porta insieme ad altri la bellezza e il peso del servizio agli altri. Senza questa lente, chi viene chiamato, potrebbe essere visto solo come un collaboratore ed un esecutore.

Settima lente: l’autorità. Come ci “racconta” la parola stessa, chi viene chiamato ha sempre una peculiare vocazione a prendersi cura della crescita degli altri. Senza questa lente, chi viene chiamato, potrebbe essere visto solo come un autoritario o come uno che si disinteressa totalmente degli altri.

Questi nostri fratelli e sorelle sono stati chiamati dal Vescovo perché la nostra Chiesa continui la sua missione di annuncio, celebrazione e carità e, solo se indossiamo “le lenti” giuste, possiamo comprendere la preziosità del servizio che svolgono.

Ora è il momento di indossare una bella montatura: la gratitudine di tutta la nostra Chiesa a chi ha detto di “si” a questo non semplice, ma entusiasmante servizio di corresponsabilità e autorità nella Chiesa per annunciare ancora Gesù.

Alla fine, la lente definitiva che le compone tutte è l’amore concreto per il Signore.

don Michele Morandi

 


La comunità energetica è costituita

 

Venerdì 31 maggio, visitazione della Beata Vergine Maria. In questo giorno, i soci fondatori della Comunità energetica Ecologia Integrale e la Commissione diocesana per la costituzione delle comunità energetiche hanno deciso di costituire la Cooperativa di autoconsumo di energia elettrica rinnovabile.

La Commissione ha coinvolto i primi soggetti mettendo a frutto lo studio di fattibilità e il primo coinvolgimento diocesano di enti e famiglie attorno al progetto di transizione energetica. Alla presenza del notaio Paolo Castellari, nella sala Battaglia della curia diocesana, il vescovo S.E. Mons. Mario Toso e i soci fondatori hanno firmato l’atto di costituzione e incaricato il primo Consiglio di Amministrazione.

Il Presidente della Cooperativa Comunità Energetica rinnovabile Ecologia Integrale è Giovanni Malpezzi. Angela Esposito ha accettato l’incarico di Vice-presidente. Gli altri membri del Consiglio sono: Andrea Pazzi, Andrea Ercolani, Stefano Lega, don Davide Ferrini, Luciano Caroli, Massimo Alberti, don Luca Ghirotti.

Nei mesi estivi la cooperativa includerà gli enti e le famiglie che hanno già manifestato l’interesse alla partecipazione. In autunno saranno organizzati incontri per spiegare come partecipare alla società e come, nel tempo, verrà implementato  il progetto.

Oggi non si vogliono fornire numeri e fare promesse di particolari vantaggi per le tasche dei soci. Ora partiamo: finanziamenti, investimenti, gestione delle attività. Il tutto si deve “rodare”. Verosimilmente ci vorrà almeno un anno per “prendere il volo”. Una cosa hanno chiara i primi soci e il Consiglio di Amministrazione: il Regolamento e la gestione dei beni andrà fatta declinando il fine sociale e di solidarietà.

La cooperativa ha come nome proprio Comunità energetica rinnovabile Ecologia Integrale.

  • È una comunità prima di tutto: un insieme rilevante di soggetti che si percepisce come corpo in moto per un fine comune. Un movimento popolare: è la comunità che si organizza dal basso per farsi carico di una necessità e una nuova organizzazione. Viviamo il principio di sussidiarietà.
  • È energetica-rinnovabile: risponde all’esigenza della transizione energetica verso l’abbandono delle fonti fossili inquinanti, verso quelle rinnovabili (nel nostro caso l’energia del Sole). Vogliamo custodire il Creato – la Casa comune per le generazioni che ci seguono.
  • È per l’Ecologia Integrale: ogni famiglia e ogni comunità deve aver l’opportunità di partecipare al processo di transizione energetica e aver accesso a quel bene oggi divenuto essenziale come l’energia. Viviamo il principio della solidarietà. Ogni famiglia e ogni comunità deve anche poter godere e partecipare alla costruzione dell’umanesimo integrale aperto al trascendente: la cultura si forma quando le istituzioni formative e scolastiche sono nelle condizioni di riflettere e fare la loro proposta secondo il principio di sussidiarietà e reale parità scolastica.

La Settimana Sociale dei cattolici, che si svolgerà a Trieste ad inizio luglio, tratterà della partecipazione alla democrazia. Se partecipare alla democrazia è assumersi la responsabilità della propria azione lavorativa, sociale, politica, allora, anche la decisione di divenire soci della Comunità Energetica Ecologia Integrale potrà concepirsi come azione concreta di partecipazione sociale.

Si potrà divenire soci sia come persone fisiche (famiglie), che come persone giuridiche (enti ecclesiali, circoli, aziende, associazioni…). Si potrà divenire soci in qualità di produttori, o di prosumer (produttori e consumatori), oppure come puri consumatori. L’ingresso sarà semplice e accessibile a tutti: l’intenzione è quella di dare l’opportunità al maggior numero possibile di famiglie ed enti di partecipare alla transizione energetica nel nostro territorio e divenire promotori di Ecologia Integrale.

Invitiamo tutti a mantenere vigile l’attenzione verso questo progetto e a farsi promotori di esso. I soci e la Commissione affidano il progetto cooperativo a Maria, affinché sul suo esempio eloquente di sapienza materna, i beni della nuova società siano gestiti con responsabilità, per i piccoli che il Signore continuamente ci indica.

Don Luca Ghirotti

 


Il vescovo Mario a sostegno delle attività missionarie dell’AMI

Ieri mattina il vescovo monsignor Mario Toso ha ricevuto le missionarie indiane dell’AMI e il laico fidei donum Augusto Sbarzaglia, accompagnate da Antonietta Zampino, in partenza rispettivamente per l’India e per la Tanzania. Le missionarie e Sbarzaglia hanno descritto al vescovo le aree geografiche in cui prestano il loro servizio. Il vescovo ha incoraggiato a proseguire queste importanti attività.


Le foto della Festa della Madonna delle Grazie

SABATO 11 MAGGIO 2024 – Eucarestia e benedizione alla città

SABATO 11 MAGGIO 2024 – Fiorita e omaggio alla Vergine

 

SABATO 11 MAGGIO – Consegna dei ceri

 

 

 

©Isolapress


Corso “Chiesa, famiglia educante”

CONSEGNA ATTESTATO

Coloro che hanno partecipato al corso e hanno raggiunto i 2/3 delle presenze l’attestato potranno ritirare l’attestato di partecipazione presso gli uffici della Curia diocesana (Viale Stradone 30, Faenza) previo appuntamento alla seguente email: marino.angelocola@diocesifaenza.it

 

Delega al ritiro: è possibile delegare un’altra persona al ritiro dell’attestato, consegnando in formato cartaceo:

  1. il seguente modulo compilato (Modulo delega ritiro.doc);
  2. la fotocopia del documento d’identità del delegante.

 

 

DOMANDE

Per domande sui contenuti del corso scrivere a: tutelaminori@diocesifaenza.it

 

 

REGISTRAZIONI 

don Michele Morandi, La Chiesa: che cos’è e come servirla

(→ Slides)

 

don Federico Badiali, Antropologia: l’uomo e la donna nel progetto di Dio

(→ Slides)

 

Martina Tarlazzi, Elementi di pedagogia (I)

(→ Slides)

(→ Bibliografia)

 

Martina Tarlazzi, Elementi di pedagogia (II)

 

don Mattia Gallegati, Buone prassi educative per la tutela minori

(→ Slides)

 

Avv. Massimo Solaroli, Elementi giuridici della tutela minori

 

 

 

PROGRAMMA DEL CORSO

31/01/24 – don Michele Morandi, La Chiesa: che cos’è e come servirla

7/02/24 – don Federico Badiali, Antropologia: l’uomo e la donna nel progetto di Dio

28/02/24 – Martina Tarlazzi, Elementi di pedagogia

6/03/24 – Martina Tarlazzi, Elementi di pedagogia

13/03/24 – don Mattia Gallegati, Buone prassi educative per la tutela minori

20/03/24 – Massimo Solaroli, Elementi giuridici della tutela minori

 

 

 

 


Omelia di Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano

Omelia di S.E. Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano
in occasione della Festa della B.V. delle Grazie
Faenza, Cattedrale di San Pietro Apostolo, 11 maggio 2024

 

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Pietro e Giovanni.
Come potevano stare insieme ed essere concordi Pietro e Giovanni, cioè il giovane e il vecchio, il carattere impulsivo e rude e il temperamento gentile e sensibile. Come possono stare insieme le generazioni diverse nella stessa comunità. Come possono parlarsi gli adulti e i giovani, i genitori e i figli, i nonni e i nipoti, gli insegnanti e gli studenti. Non sono forse destinati a vivere in mondi separati, in una insuperabile incomunicabilità? Perseveranti e concordi: c’era Maria, la Madre di Gesù e alcune donne. Forse la madre, se non è ansiosa ma ispirata dalla fede; forse la madre, se non è troppo preoccupata di sé, può essere la donna dell’alleanza tra le generazioni. Forse la Madre insegna a pregare. La Beata Vergine della Grazie ha saputo unire la città in tanti momenti della storia. Sapranno i giovani e gli anziani di Faenza vivere uniti e concordi nella preghiera? Maria è ancora qui a convocarci tutti, con l’attrattiva della maternità che genera.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Giacomo e Andrea, cioè quelli che avevano l’ambizione del protagonismo. L’intraprendenza per sedersi alla destra o alla sinistra, per procurare il pane, per essere capaci di fare proseliti. Erano tutti e due protagonisti: come potevano stare insieme, ambiziosi come erano?

Perseveranti e concordi: c’era Maria, la serva dell’altissimo. Forse la prontezza a servire, forse la sensibilità che si accorge del bisogno degli altri, del vino che manca, prima di esibire sé stessa. Ecco a che cosa serve l’intelligenza e l’intraprendenza: non a primeggiare, ma a procurare gioia agli altri, a procurare il vino che manca.

Sapranno gli ambiziosi di Faenza, gli uomini e le donne dotate di grandi qualità inclini a primeggiare, gareggiare nello stimarsi a vicenda e nel servizio? Maria è ancora qui a indicarci la via del servire.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Filippo e Giacomo, cioè quelli delle domande, quelli inclini allo scetticismo, quelli che dicono, come Tommaso: “Se non tocco con le mie mani non credo”, quelli che dopo tanto tempo, ancora domandano, come Filippo: “Mostraci il Padre!”. Quelli che hanno sempre obiezioni e dubbi, gli intellettuali incontentabili, quelli che si accaniscono nelle discussioni, quelli che vogliono sempre avere l’ultima parola. Erano gli amici della polemica: come potevano stare insieme? Perseveranti e concordi: c’era Maria, la sedes sapientiae. Una sapienza più alta, più benevola, una parola più delicata, un modo di parlare più conciliante, una ricerca della verità più fiduciosa. Ecco a che cosa serve la parola: per intendersi. Ecco: l’intelligenza più acuta non è il pensiero critico, ma la disponibilità alla contemplazione.

Sapranno gli intellettuali di Faenza, gli uomini del pensiero e della parola, inclini alla critica e allo scetticismo, accogliere da Maria, la sapienza sorridente e la parola edificante? Maria è ancora qui per rendere possibile l’intesa.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera, Bartolomeo e Matteo, cioè quelli della tradizione e quelli della innovazione, i progressisti e i tradizionalisti, quelli che guardando al patrimonio della tradizione dicono: “Tutte cianfrusaglie, tutte anticaglie da museo” e quelli che considerando le innovazioni dicono: “Tutte banalità, sperimentalismi astrusi, incomprensibili arbitrarie stranezze”. Potevano stare insieme ed essere concordi?

Perseveranti e concordi: c’era Maria, la figlia di Sion e la nuova Eva, l’esito di una gloriosa genealogia e il principio di una comunità nuova. Maria ricordava che in Gesù si celebra la nuova alleanza, solo in lui si compiono le profezie, cioè le tradizioni di Israele e solo in lui risplende la gloria e risuona la parola che indica le vie da percorrere verso il compimento. Maria pregava gli antichi salmi e inneggiava con il cantico nuovo del Magnificat, l’antico e il nuovo, le sfumature della bellezza.

Sapranno i tradizionalisti e i progressisti di Faenza celebrare l’alleanza? Maria è ancora qui, la Madre che offre la stanza al piano superiore per celebrare la fraternità.

Stavano insieme, perseveranti e concordi nella preghiera Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo, gli uomini qualsiasi. Gli uomini qualsiasi, quelli che non hanno niente da dire o non riescono a dire niente perché parlano sempre gli altri; quelli che non fanno niente che meriti di essere ricordato; gli uomini qualsiasi, quelli destinati a essere gregari: talora mortificati e invidiosi degli altri che pretendono di sedere alla destra o alla sinistra del Maestro, talora invece restii a farsi avanti, imbarazzati se vengono chiamati, inclini piuttosto a ritirarsi nel privato che a esporsi in pubblico. C’erano anche gli uomini qualsiasi, quelli che hanno difetti qualsiasi, quelli che fanno peccati mediocri, quelli che hanno pensieri banali, quelli che discutono fino a litigare per motivi futili. Possono essere perseveranti e concordi gli uomini qualsiasi?

Perseveranti e concordi: c’era Maria, la donna di Nazaret, la donna di una vita qualsiasi. Maria ascoltava tutti e seminava anche nelle vite mediocri l’invito alla santità, la santità semplice della carità sincera, dei gesti minimi, delle parole semplici, del perdono quotidiano, del bicchiere d’acqua e dell’ascolto paziente che sa riconoscere il desiderio di felicità e la vocazione alla santità scritto anche nelle vite che non fanno notizia, nelle lacrime e nelle fatiche della gente qualsiasi.

Sapranno gli uomini e le donne qualsiasi di Faenza perseverare concordi nello stupore di essere importanti per il Signore, loro che non sono importanti per nessuno? Maria è ancora qui e offre la rivelazione della gloria che avvolge di luce ogni persona.

Celebriamo la patrona di Faenza che ha rivelato d’essere la Beata Vergine delle Grazie così vicina alla gente nei secoli. Nei momenti della peste, del terremoto, della guerra la gente è forse tentata di disperdersi, di gridare: “Si salvi chi può!”, di andare ciascuno per la sua strada, pensando di salvarsi da solo.

La storia di Faenza raccomanda piuttosto di essere concordi e perseveranti nella preghiera per invocare: “Salvaci, Signore! Aiutaci, Maria!”
In questo frammento di storia che stiamo vivendo chiediamo l’intercessione di Maria perché aiuti a stare insieme, i giovani e i vecchi, i politici e gli amministratori, gli intellettuali e i ricercatori, i tradizionalisti e i progressisti, gli uomini e le donne qualsiasi. Insieme per invocare: Salvaci, Signore! Aiutaci, Maria!”.