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Tresere 2022: Annunciare donandosi. La presentazione del percorso per catechisti ed educatori

catechisti

A partire dal 19 settembre, per tre lunedì successivi, torna nei locali del Seminario diocesano, l’ormai “tradizionale” Tresere educatori, catechisti, animatori, genitori. Iniziativa promossa dal Settore catechesi della nostra diocesi di Faenza-Modigliana. Negli anni si è cercato di intercettare alcune esigenze via via emergenti nel delicato e impegnativo servizio di accompagnamento nella crescita umana e spirituale di bambini e ragazzi. Quest’anno abbiamo scelto di sottolineare la dimensione del dono di sé. Lo abbiamo fatto in collaborazione con la Caritas diocesana che ha contribuito attivamente alla scelta di relatori e argomenti delle prime due serate. Per questo motivo quest’anno l’invito a partecipare è rivolto anche agli operatori Caritas.

Il 19 e 26 febbraio al centro la catechesi della carità, con Antonio Chiusolo ed Erica Tossani

Annunciare donandosi è il titolo generale del percorso per gli “over 20”, che sarà aperto il 19 settembre dal nostro vescovo, monsignor Mario Toso, e che vuole sottolineare, nella prima serata, come non si possa annunciare Colui che si è fatto servo se non rifacendosi proprio al suo stile. Se non scegliendo come Lui la via del servizio al prossimo. Non si può fare catechesi tralasciando di iniziare bambini e ragazzi anche al dono di sé stessi perché è questa una via privilegiata di incontro con il Risorto. Un’alleanza con le Caritas parrocchiali in tal senso può essere molto utile. La seconda serata, il 26 settembre, ci aiuterà a comprendere come accompagnare i giovani a crescere nel sapersi donare. Compreso chi inizia ad affacciarsi nel servizio di aiuto catechista o di operatore Caritas. Interverranno in questo percorso due relatori: Antonio Chiusolo (il 19 settembre), formatore dei volontari della Caritas di Ravenna, ed Erica Tossani (26 settembre), referente nazionale Young Caritas. Questi primi due incontri saranno trasmessi anche sul canale Youtube della diocesi di Faenza-Modigliana..

Il 3 ottobre laboratori formativi

La terza sera del 3 ottobre prenderà la forma del laboratorio e sarà l’occasione nella quale i partecipanti potranno confrontarsi e approfondire i temi emersi nei due incontri precedenti. In parallelo, nelle stesse date, orario e luogo, si svolgerà il percorso pensato per gli “under 20”. Saranno proposti tre diversi laboratori tematici e dinamici guidati rispettivamente da don Alessandro Zavattini (diocesi di Rimini), Fabio Taroni e Laura Lo Buono.

A presto, vi aspettiamo!

équipe del Settore catechesi

TreSere 2022: il programma delle giornate di formazione

Il Settore Catechesi della Diocesi di Faenza-Modigliana, in collaborazione con la Caritas diocesana, propone il tradizionale appuntamento della TreSere. Il ciclo di incontri si rivolge a catechisti, educatori, animatori, genitori e operatori Caritas e pastorali, e quest’anno ha per titolo “Annunciare donandosi”.

Gli incontri si svolgeranno nei locali del Seminario diocesano di Faenza (ingresso da viale Stradone 30 o via degli Insorti) dalle 20.30 alle 22.30 circa. I primi due incontri saranno trasmessi anche sul canale YouTube della Diocesi di Faenza-Modigliana.

Il primo incontro è lunedì 19 settembre dal titolo “Catechesi della Carità: percorsi per una cristianità ‘credibile'”. Ospite Antonio Chiusolo, catechista parrocchiale e formatore dei volontari della Caritas Ravenna.

Il secondo incontro lunedì 26 settembre avrà come ospite Erica Tossani, della Caritas Ambrosiana e referente nazionale Young Caritas. L’incontro avrà come tema “Fianco a fianco nel servizio: come accompagnare i giovani nell’esperienza del dono di sé”.

Il terzo e ultimo incontro lunedì 3 ottobre prevede una serata di lavoro in laboratori.

Per gli under 20 nel corso delle tre serate viene proposto un laboratorio di diversi linguaggi utili per accompagnare bambini e ragazzi nella catechesi. Saranno guidati, nei tre lunedì, rispettivamente da don Alessandro Zavattini (diocesi di Rimini), Fabio Taroni e Laura Lo Buono.


Matteo Babini e Luca Ghirotti ordinati diaconi. Il vescovo: “Avete ricevuto da Cristo il dono prezioso del suo amore”

Domenica 4 settembre Matteo Babini e Luca Ghirotti sono stati ordinati diaconi dal vescovo monsignor Mario Toso. L’ordinazione è stata celebrata in Cattedrale. Di seguito riportiamo l’omelia di monsignor vescovo.

babini ghirotti

L’omelia del vescovo Mario

Cari fratelli e sorelle, ancora una volta il Signore Gesù ci colma di gioia. La nostra Chiesa che è in Faenza-Modigliana è attraversata da una luce di consolazione. Con l’ordinazione diaconale di Luca Ghirotti e di Matteo Babini ci è consentito di vedere e, quasi di toccare con mano, l’ardore e il fuoco d’amore che essi desiderano portare nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie. È il Signore che li manda a noi. Conquistati da un amore appassionato, donato dallo Spirito del Signore Gesù, si presentano davanti a questa comunità per dirle il loro desiderio di seguire Gesù, il grande missionario del Padre. Essi desiderano mettersi dietro a Cristo per seguirlo sulla via della sua missione: una missione di fuoco, di svelamento dei pensieri. Chi segue Cristo è chiamato a far prendere coscienza che o si sta dalla parte della Luce o si sta dalla parte dell’oscurità. Coloro che sono di Cristo sanno che sono chiamati a incendiare il mondo con il fuoco dello Spirito, che è Spirito d’amore e di verità.

Matteo e Luca sono stati presi tra la gente delle loro comunità parrocchiali per un ministero di speciale servizio. Hanno ricevuto da Gesù il dono prezioso del suo amore. Da Cristo stesso sono mandati a portarlo a coloro tra i quali sono stati scelti e dai quali provengono. Ma non solo. Sono mandati a tutti coloro che sono in ricerca di Dio. La loro «corsa» missionaria, spinta sempre in avanti dallo Spirito e dalla Parola, si manifesterà in un instancabile servizio al Vangelo e ai poveri, inclusi i non credenti. Saranno tenuti vivi ed entusiasti dalla vicinanza e dalla immedesimazione a Gesù-Eucaristia, contemplando nell’intimità la sua presenza umile, capace di trasformare le coscienze e di muoverle alla dolce gioia dell’evangelizzazione.

Cari Luca e Matteo, la vostra predilezione per Cristo, già da tempo vi ha allenati a porre al primo posto Lui, a essere discepoli che sanno amare Dio più del proprio padre e della propria madre. La scelta di seguire Gesù missionario e di metterlo al primo posto nei vostri pensieri e nel vostro cuore non è in contrasto con l’amore ai vostri genitori. Solo amando il Signore Gesù sopra ogni cosa riuscirete ad amare veramente il vostro papà e la vostra mamma, con uno slancio d’amore unico. Tutti i presbiteri e i diaconi qui presenti sono pronti a testimoniare che il vostro dono totale a Cristo e alla Chiesa non sminuirà l’affetto per i vostri genitori. Vi renderà più capaci di amarli, come anche proverete una grande simpatia per tutte le persone che riuscirete a portare all’incontro con il Signore, crescendole nella fede.

La seconda lettura della liturgia di questa Messa domenicale, tratta dalla brevissima lettera di san Paolo a Filemone è, in certo modo, la conferma di quanto ci ha detto il Vangelo. Paolo scrive e consegna una lettera allo schiavo Onesimo perché la presenti al suo padrone Filemone, dal quale era scappato. Non conosciamo le ragioni della fuga. Paolo, comunque, difende lo schiavo con parole toccanti, che ci dicono come egli consideri «figlio» colui che ha generato alla fede: «Io Paolo, vecchio, e ora prigioniero per Cristo Gesù, ti prego per mio figlio, che ho generato in catene. Te lo rimando, lui, il mio cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. È stato separato da te per un momento, perché tu lo riavessi per sempre: non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo nel Signore» (Fm 9b-10, 12-17).

Cari Luca e Matteo, l’essere diaconi, servi di Cristo, collaboratori dei successori degli apostoli, vi destina a vivere e a essere nell’amore infinito di Dio. Un tale ineffabile amore vi renderà maggiormente affettuosi nei confronti dei giovani, delle persone e delle famiglie che incontrerete e, nello stesso tempo, sarete per loro amici prediletti, padri e fratelli nella fede. Accendendo nei loro cuori lo Spirito d’amore di Cristo e del Padre farete loro conoscere la famiglia di Dio, il calore del dolce abbraccio tra le Persone della Trinità. I credenti non potranno mai staccarsene. Diventerà loro gioia e loro speranza, per tutta la vita. Nonostante le inevitabili difficoltà dell’azione apostolica, il Signore Gesù manterrà voi, suoi servi, sempre attivi e desti nel suo grande amore. Vi renderà più capaci di portare il fuoco che Lui porta nel mondo. Coltivate e fate sentire a coloro che accompagnerete nella vita cristiana la dolcezza di essere avvolti dalla bontà di Dio. Il calore dell’amore di Cristo vi sorreggerà prima nella vostra missione diaconale e, fra breve, a Dio piacendo, in quella presbiterale. Manifestate a tutti il bacio santo del Signore: quel bacio che il vescovo, i presbiteri e i diaconi di questa Chiesa desiderano donarvi, come segno di pace, d’amicizia, d’amore fraterno, nonché di unità ecclesiale.


Monastero invisibile: sussidio di settembre 2022

CORDA!

Facciamo un salto al pozzo della samaritana (Gv 4), quello attorno a cui tante bocche assetate si danno appuntamento e si scopre che Dio non è dove ci sono acqua stagnante, aria asfittica, pesantezza e noia. Dio è dove c’è acqua zampillante. Giriamo attorno al pozzo, quello delle domande scomode a orari improbabili, lì dove una banale faccenda quotidiana diventa incontro decisivo e le parole aprono varchi di novità. Gustiamo per un attimo la screpolatura delle pietre, l’aria calda del giorno, il profumo della menta, il canto delle cicale, il gioco di sguardi, il dialogo che inizia dalle cose della vita e porta molto più in là.

Nel lungo brano evangelico, si nota un’assenza. La brocca c’è e l’acqua pure, ma – precisa la donna – il pozzo è profondo. Allora manca una corda. Indispensabile, ma nessuno la nomina; serve necessariamente, ma non se ne parla. Forse ritenuta ovvia.

Associamo l’immagine alla preghiera per le vocazioni: imprescindibile, perché Gesù l’ha chiesta in modo esplicito, ma dimessa, discreta, nell’ombra, magari data per scontata.

Ne scriviamo oggi per riproporvi di partecipare al Monastero invisibilecordata (appunto) di persone che ogni mese dedicano un po’ di tempo alla preghiera perché l’acqua viva del vangelo riempia le brocche dei giovani e trabocchi in passi di fiducia e generosità.

Ogni corda è un insieme di fili intrecciati: fragili se presi singolarmente; robusti se legati. Per questo la sapienza della Chiesa ci ricorda (eccola di nuovo) che vale la pena unire le forze: il dono di nuove vocazioni conviene a tutti!

Chi aderisce riceve mensilmente e gratuitamente un semplice sussidio: lungo tutto il 2021 saranno gli amici e le amiche di Gesù ‘della prima ora’ a orientare l’intercessione chiedendo innanzitutto a noi di coinvolgerci e di farci discepoli. Infatti, come non c’è corda del pozzo che non si inzuppi d’acqua, così non c’è preghiera che non esiga e operi trasformazione.

Chi concorda… può prendere contatti con Ufficio Giovani e vocazione e anche estendere l’invito ad altri. Accordati nel Signore, saremo esauditi. Parola Sua!

Non accusare il pozzo di essere troppo profondo. È la tua corda che è troppo corta (proverbio indù).

Per aderire al Monastero invisibile o condividere proposte, idee e opinioni, scrivere a vocazione@faenza.chiesacattolica.it

L’equipe diocesana del Monastero invisibile

Referenti Monastero invisibile:

Nel caso decidessi di partecipare a questo percorso, ecco alcuni contatti che ti possono aiutare, guidare e accompagnare lungo il cammino :

Santa Maria Maddalena in Faenza, Luciana 333 2155714
San Savino (Beata Vergine del Paradiso) in Faenza, Rosangela 334 9566029
Santa Maria del Rosario in Errano, Cristina 389 9920412
Parrocchia di San Martino in Reda, Antonietta 3393798202

Scarica il sussidio di settembre

Monastero invisibile settembre 2022


Il 27 agosto il Pomeriggio dei nonni a Quartolo

Sabato 27 agosto sotto l’ombra dei tigli di Quartolo (via Faentina 154, Brisighella) dalle 15.30 alle 18.30 la Diocesi di Faenza-Modigliana propone il Pomeriggio dei nonni. Una giornata di festa con musica, intrattenimento e occasioni d’incontro per gli anziani. Alle 17 sarà celebrata la messa.

Ogni partecipante si assume la responsabilità di seguire le norme di tutela della salute. Indossare la mascherina e mantenere il distanziamento. Verranno attuate le indicazioni sanitarie in vigore.

Il Pomeriggio dei nonni è promosso dalla Caritas diocesana, Pastorale per la Salute, Unitals, Auser, Avulss, Anteas, Amici del Fontanone, Centro Sociale Laderchi, Centro Sociale Granarolo, Centro Sociale Amici dell’Abbondanza, Centro Sociale Porta Nova Russi. In caso di maltempo il programma subirà variazioni, ma il pomeriggio non sarà rimandato.

Se serve un passaggio o per qualsiasi altro tipo di informazione, è possibile contattare il referente della parrocchia o associazione o centro sociale, oppure telefonare a Cristina 389 9920412.


Professione solenne per suor Giacinta e suor Alfonsa: “Siate felici e gioiose di essere di Cristo”

suor gilberta alfonsa

Hanno raggiunto il Duomo a piedi con le monache vallombrosane di via Bondiolo, assieme a un gruppo di figuranti del Rione Giallo, recando una reliquia di Sant’Umiltà poi collocata nella cappella dedicata alla santa faentina. Questo è accaduto sabato scorso, nel pomeriggio. Poi hanno predisposto un omaggio per tutti i sacerdoti concelebranti, da ritirare a fine celebrazione: una bottiglia di vino e una confezione di ostie. Quindi, per suor Alfonsa e suor Giacinta, è arrivato il momento di concentrarsi sull’ingresso in processione, accompagnate dalle monache presso cui hanno svolto la loro preparazione e precedendo proprio vescovo, sacerdoti e diaconi fino all’altare. Avviando così il rito di professione solenne nel corso del quale hanno espresso alla badessa, suor Gianpaola, e al vescovo Mario, la loro ferma volontà di dedicarsi al Signore Gesù.

Due giovani indiane provenienti da un piccolo stato di quell’immenso sub continente dove il cristianesimo è presenza minoritaria, ma dove loro sono pronte a tornare per annunciare Gesù alla loro gente. Hanno confermato la loro scelta pubblicamente in italiano. Hanno ricevuto una nuova veste e un nuovo velo. Al termine della professione un applauso ha sottolineato la loro scelta e loro, mostrando a braccia alzate l’atto appena sottoscritto, hanno entrambe cantato a voce scoperta la loro gioia e la loro gratitudine.

Come erano venute in Duomo, così a sera hanno fatto ritorno al monastero, accompagnate dalle note dei musici del Rione e mostrando a tutti i faentini la loro grande gioia. Condizione maturata sulla scia della testimonianza di sant’Umiltà, «una donna che fu sempre attratta dall’ideale di un’unione radicale con il Signore», ha detto mons. Toso. Presenza viva e concreta ancora oggi. Nella parte conclusiva della sua omelia, il vescovo Mario ha anche detto «Care sorelle Alfonsa e Giacinta della comunità monastica benedettina vallombrosana di santa Umiltà di Faenza, la Chiesa oggi vi invia, perché facciate anche voi come ha fatto Cristo, il vero samaritano. Siate gioiose e felici di essere di Cristo, il servo dei servi, il cui amore crocifisso è per il trionfo della vita nel mondo. Siate testimoni luminose dell’amore di Cristo».


Festa missionaria dei Grest per 800 bambini

Dopo alcuni anni di stop forzato a causa della pandemia, quest’anno il Centro missionario diocesano ha voluto riproporre ai centri estivi della nostra Diocesi di Faenza-Modigliana la festa missionaria dei Grest: una giornata fatta da giochi e momenti di preghiera nella quale provare a imparare insieme qualcosa in più sulla missione e sul suo significato. Quest’anno di feste ne sono state fatte due: una a Russi, il 21 giugno, per tutti i centri estivi dei vicariati nord ed est; l’altra il 23 giugno, in Seminario “Pio XII” di Faenza, per i vicariati Faenza, sud e ovest.

La frase che ci ha fatto da guida, comune a entrambe le feste, è stata Noi, ragazzi missionari, con l’intento di far capire ai quasi 800 ragazzi e bambini che hanno partecipato, che ognuno di noi è stato prima amato, poi chiamato e, infine, inviato a essere missionario: noi, che siamo Chiesa nata dalla missione, una missione che nasce anche nella nostra quotidianità. E allora, dopo un momento di preghiera iniziale, tramite i giochi che hanno scandito il ritmo della giornata, abbiamo cercato di scoprire alcuni degli aspetti delle missioni, quelle vicine e quelle lontane: missione è cercare vita, ascoltare, annunciare, costruire, conoscere, imparare, servire, prendersi cura, essere inviati. Abbiamo ascoltato le testimonianze di padre Samuele Fattini, tornato per qualche mese dal Perù, Fabio e Monica Golfari della Casa Famiglia Nazareth di Masiera e di Isacco Polo appena tornato dal Camerun.

Sicuramente le loro parole ci hanno aiutati a capire che la missione è anche qui, ma soprattutto ci hanno fatto toccare con mano realtà che solo a parole non saremmo riusciti a comprendere. Ognuna delle feste ha avuto le sue particolarità, ma ciò che si è notato in entrambe è stata la voglia di stare insieme e divertirsi senza risparmiarsi, nonostante il caldo, nonostante la stanchezza, nonostante tutto! Perché sì, vogliamo gridarlo: missione è (anche) stare insieme!

Agnese e Sabrina


Suor Alfonsa e suor Giacinta emettono la professione solenne il 9 luglio in Cattedrale

Le monache benedettine vallombrosane di Sant’Umiltà, annunciano con gioia e gratitudine la professione solenne di suor Alfonsa Stidaris Jyrwa e suor Giacinta Shidaris Thongni. La celebrazione sarà in Cattedrale a Faenza sabato 9 luglio alle 18. Presiede la concelebrazione della Santa Messa il nostro Vescovo, monsignor Mario Toso.

Qui la loro intervista sul settimanale il Piccolo. 


Monastero invisibile: sussidio di luglio 2022

CORDA!

Facciamo un salto al pozzo della samaritana (Gv 4), quello attorno a cui tante bocche assetate si danno appuntamento e si scopre che Dio non è dove ci sono acqua stagnante, aria asfittica, pesantezza e noia. Dio è dove c’è acqua zampillante. Giriamo attorno al pozzo, quello delle domande scomode a orari improbabili, lì dove una banale faccenda quotidiana diventa incontro decisivo e le parole aprono varchi di novità. Gustiamo per un attimo la screpolatura delle pietre, l’aria calda del giorno, il profumo della menta, il canto delle cicale, il gioco di sguardi, il dialogo che inizia dalle cose della vita e porta molto più in là.

Nel lungo brano evangelico, si nota un’assenza. La brocca c’è e l’acqua pure, ma – precisa la donna – il pozzo è profondo. Allora manca una corda. Indispensabile, ma nessuno la nomina; serve necessariamente, ma non se ne parla. Forse ritenuta ovvia.

Associamo l’immagine alla preghiera per le vocazioni: imprescindibile, perché Gesù l’ha chiesta in modo esplicito, ma dimessa, discreta, nell’ombra, magari data per scontata.

Ne scriviamo oggi per riproporvi di partecipare al Monastero invisibilecordata (appunto) di persone che ogni mese dedicano un po’ di tempo alla preghiera perché l’acqua viva del vangelo riempia le brocche dei giovani e trabocchi in passi di fiducia e generosità.

Ogni corda è un insieme di fili intrecciati: fragili se presi singolarmente; robusti se legati. Per questo la sapienza della Chiesa ci ricorda (eccola di nuovo) che vale la pena unire le forze: il dono di nuove vocazioni conviene a tutti!

Chi aderisce riceve mensilmente e gratuitamente un semplice sussidio: lungo tutto il 2021 saranno gli amici e le amiche di Gesù ‘della prima ora’ a orientare l’intercessione chiedendo innanzitutto a noi di coinvolgerci e di farci discepoli. Infatti, come non c’è corda del pozzo che non si inzuppi d’acqua, così non c’è preghiera che non esiga e operi trasformazione.

Chi concorda… può prendere contatti con Ufficio Giovani e vocazione e anche estendere l’invito ad altri. Accordati nel Signore, saremo esauditi. Parola Sua!

Non accusare il pozzo di essere troppo profondo. È la tua corda che è troppo corta (proverbio indù).

Per aderire al Monastero invisibile o condividere proposte, idee e opinioni, scrivere a vocazione@faenza.chiesacattolica.it

L’equipe diocesana del Monastero invisibile

Referenti Monastero invisibile:

Nel caso decidessi di partecipare a questo percorso, ecco alcuni contatti che ti possono aiutare, guidare e accompagnare lungo il cammino :

Santa Maria Maddalena in Faenza, Luciana 333 2155714
San Savino (Beata Vergine del Paradiso) in Faenza, Rosangela 334 9566029
Santa Maria del Rosario in Errano, Cristina 389 9920412
Parrocchia di San Martino in Reda, Antonietta 3393798202

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Monastero invisibile luglio 2022