Author: samuelemarchi

Giornata diocesana del Creato a Traversara, il vescovo Mario: “Sulla questione ambientale, alle parole seguano i fatti”

Di seguito riportiamo il Messaggio del vescovo, monsignor Mario Toso, pronunciato in occasione delle Giornata di preghiera per la custodia del Creato, la cui celebrazione si è svolta il 12 settembre a Traversara, paese ferito dall’alluvione del 2024.

Il messaggio del vescovo

Saluto, in particolare, l’arcivescovo di Ravenna-Cervia S. Ecc. Mons. Lorenzo Ghizzoni, i rappresentanti delle Chiese ortodosse sempre fedeli a questa iniziativa interdiocesana, la Coldiretti Ravenna, i Carabinieri-Comando Gruppo Nucleo Forestale Ravenna, Confcooperative Ravenna, il MCL Ravenna e le ACLI di Ravenna, tutti coloro che hanno promosso e realizzato la celebrazione della Giornata del Creato, che ricorre il 1° settembre e che si svolge oggi qui a Traversara. Al termine della preghiera, i partecipanti saranno invitati a condividere la cena comunitaria. Il ricavato delle libere offerte sarà destinato a sostenere la comunità di Traversara, in un gesto concreto di solidarietà. Il tema per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato è stato scelto da papa Francesco: Essere semi di Pace e di Speranza. Nel contesto del Giubileo «Pellegrini di Speranza» acquista il suo pieno significato. Ma il contesto più vasto, in cui tutti noi siamo chiamati a celebrare la Giornata di preghiera per la Cura del creato, è la realizzazione del Regno di Dio. Una tale celebrazione, che sollecita a essere semi di pace e di speranza, a compiere, cioè, azioni di giustizia, che non considerano il creato o i popoli una merce di scambio, un bene da negoziare, ma li custodiscono e li aiutano a svilupparsi nel rispetto del diritto internazionale, ha come obiettivo di costituirci realizzatori del Regno di Dio. Riusciremo ad essere costruttori del Regno di Dio – ovviamente da non intendersi come un regno terreno, cioè come una monarchia o comunque un’altra forma di governo come quelle che reggono gli Stati moderni – se vivremo l’Amore di Cristo, se moriremo in Cristo (cf Gv 12,24). Saremo veri semi di pace e di speranza, saremo efficaci costruttori del Regno di Dio – il che importa che tutti noi viviamo ordinando il creato, le istituzioni, le organizzazioni e le relazioni secondo il fine voluto dal Padre -, se saremo come il Seme, che è Cristo, se vivremo uniti a Lui, che si è consegnato interamente alla terra-umanità e morendo in questa, per Dio, con la forza dirompente del suo Dono, l’ha redenta, trasfigurata, facendo germogliare cieli nuovi e terra nuova. Per trasformare i deserti in giardini e proseguire in questo mondo la realizzazione del Regno di Dio, siamo chiamati, all’atto pratico, a prevenire anche le alluvioni – ben cinque nel nostro territorio e qui a Traversara, purtroppo, sono ancora visibili le terribili devastazioni –; a prevenirle, per quanto umanamente possibile. Ossia effettuando la messa in sicurezza dei fiumi e dei territori. Evitando la cementificazione selvaggia, l’incuria dei beni collettivi, tutelando le coltivazioni e le imprese, promuovendo l’educazione all’ecologia integrale, allo sviluppo sostenibile ed inclusivo. Il creato può cadere in rovina e trasformarsi in una trappola mortale, specie per i più poveri e gli emarginati, quando la stessa corsa alle armi – malauguratamente ripresa nel contesto della terza guerra mondiale a pezzi –, gli stessi conflitti, più di 32 nel mondo, giungono ad avere la priorità rispetto alla sicurezza alimentare, alla sconfitta della piaga della povertà, della fame nel mondo e delle carestie, provocate dalle stesse guerre, dalla volontà e dell’azione umana. Bene ha fatto il pontefice Leone XIV a citare nel Messaggioper la cura del Creato, il volume Terra e cibo, preparato, a suo tempo, dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, che stigmatizzò,  circa quindici anni fa, la cosiddetta politica della «terra bruciata», ossia quell’insieme di azioni volute dai politici e dai comandi militari che con incendi delle messi, delle fattorie, con il collocamento delle mine in zone agricole o di transito, con la distruzione di materiale agricolo e di infrastrutture idriche, di depositi di combustibili e altro ancora, intendono danneggiare le popolazioni, causando spostamenti massici, concentrazioni di rifugiati in zone non accoglienti o straniere.[1] Distruggere il Creato, per questo o quel motivo, finisce per causare la rivincita della stessa natura trascurata o depredata. Il fatto si è che non abbiamo un pianeta di riserva. Occorre cambiare mentalità, stili di vita. Soprattutto, occorre prendere seriamente in considerazione la giustizia ambientale che, in realtà, è questione di giustizia sociale, economica e antropologica. Per noi credenti è pure un’esigenza eminentemente teologica, che richiede, al fine di non contrastare la redenzione e la trasfigurazione di Cristo, la conversione della mente e del cuore. Facciamo seguire, dunque, i fatti alle parole. Non contrastiamo l’opera di ricapitolazione di tutte le cose in Cristo. Non rinunciamo a compiere la missione dei costruttori del Regno di Dio. Apriamo e aumentiamo sentieri di speranza, con le buone pratiche, là ove ci attende Cristo redentore già presente e operante a nostro favore. Diamo gloria a Lui con le nostre molteplici opere, non esclusa la Comunità energetica che la Diocesi di Faenza-Modigliana ha fondato.

+ Mario Toso


Il 6 settembre la Festa diocesana dei nonni a San Biagio

La comunità diocesana, alla parrocchia di San Biagio a Faenza, si prepara a vivere un momento di gioia e di condivisione con la festa dedicata ai nonni, in programma sabato 6 settembre 2025. L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Faenza-Modigliana e diverse realtà associative del territorio (Pastorale Salute, Caritas, Unitalsi, Avulss, Anteas, Centro sociale Laderchi, Auser, Centro sociale Amici dell’Abbondanza, Centro sociale Granarolo, Centro sociale Porta Nuova Russi) si terrà dalle 15.30 alle 18.30 presso la parrocchia di via Strocchi di San Biagio, 27.

Il pomeriggio sarà un’occasione speciale per celebrare la presenza e l’importanza dei nonni nella vita delle famiglie e delle comunità. Tra musica, intrattenimento e convivialità, il programma prevede anche un momento di preghiera comunitaria: alle ore 17 verrà celebrata la Santa Messa, fulcro dell’incontro.

L’iniziativa, che si svolgerà anche in caso di maltempo negli spazi interni della parrocchia, intende essere non solo una festa, ma anche un segno concreto di vicinanza e gratitudine verso le persone anziane. Per chi avesse necessità di un passaggio o desiderasse ulteriori informazioni, è possibile rivolgersi ai referenti parrocchiali, alle associazioni o ai centri sociali coinvolti.

Un appuntamento che vuole mettere al centro il valore della memoria, dell’esperienza e dell’amore dei nonni, in una giornata di fraternità e di incontro.

 


Il 22 agosto digiuno e preghiera per la pace e giustizia. La Chiesa italiana aderisce all’invito del Papa

Il 20 agosto, al termine dell’Udienza Generale, Papa Leone XIV ha invitato “tutti i fedeli a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti in corso”. La Chiesa in Italia aderisce a questo invito, chiedendo alle comunità ecclesiali di invocare il dono della riconciliazione per la nostra Terra che, ha sottolineato il Pontefice, “continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina, e in molte altre regioni del mondo”.
“Ci uniamo al pressante appello del Santo Padre: il perdurare di situazioni di violenza, odio e morte ci impegna a intensificare la preghiera per una pace disarmata e disarmante, supplicando la Beata Vergine Maria Regina della Pace di allontanare da ogni popolo l’orrore della guerra e di illuminare le menti di quanti hanno responsabilità politiche e diplomatiche”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI ricordando che “la pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa (Leone XIV, Udienza ai Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana, 17 giugno 2025).

 


Il 12 settembre a Traversara la Giornata di Preghiera per la Cura del Creato

Il 12 settembre 2025 le comunità delle Diocesi di Faenza-Modigliana e di Ravvena-Cervia si ritroveranno a Traversara di Bagnacavallo per celebrare la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, un appuntamento che unisce fede, spiritualità e responsabilità verso l’ambiente. L’incontro, dal titolo “Semi di pace e di speranza”, si terrà alle 18 in via Traversara 26. La celebrazione sarà presieduta dal vescovo S.E. Mons. Mario Toso e vedrà la presenza di S.E. Mons. Lorenzo Ghizzoni, in un momento di intensa preghiera e riflessione condivisa. Alla liturgia parteciperanno anche rappresentanti delle Chiese Ortodosse, a sottolineare l’importanza del dialogo ecumenico attorno alla salvaguardia del creato.

Al termine della preghiera, i partecipanti saranno invitati a condividere la cena comunitaria. Il ricavato delle libere offerte sarà destinato a sostenere la comunità di Traversara, in un gesto concreto di solidarietà.

L’evento è promosso dalla Diocesi di Faenza-Modigliana e dall’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, con il contributo di Coldiretti Ravenna, Confcooperative Romagna, dei Carabinieri – Comando Gruppo Nucleo Forestale Ravenna, e di associazioni come MCL Ravenna e ACLI Ravenna. Una sinergia che ribadisce quanto la cura del creato sia una responsabilità comune, capace di unire istituzioni, realtà associative e cittadini in un’unica missione.

“Abbiamo scelto questa parrocchia e frazione – spiega don Luca Ghirotti, del Settore di Pastorale sociale perché è una delle più colpite dalle diverse alluvioni. L’incuria per la casa Comune, il cambiamento climatico, in quel luogo, hanno prodotto danni visibili. Là vogliamo andare a pregare insieme con i nostri vescovi (la giornata è organizzata insieme all’arcidiocesi di Ravenna), ai preti delle chiese ortodosse e alle famiglie ancora in difficoltà. Pregare per la custodia del creato è pregare per la pace. Pregheremo anche per la pace, consapevoli che molti degli attuali conflitti sono in atto per le risorse della Terra e per luoghi diventati inospitali all’uomo. La preghiera è il fuoco che alimenta la storia ed è capace di cambiarla, nulla è impossibile a Dio. Dopo la preghiera si è pensato ad un momento di fraternità con la possibilità di cenare e devolvere il ricavato della cena a Traversara tramite i canali della Caritas”.


Il gesto. Il 27 luglio nella Diocesi di Faenza suoneranno le campane per chiedere la fine della guerra a Gaza

In accordo con altri vescovi italiani, il vescovo monsignor Mario Toso invita a un gesto concreto per la pace in Palestina. Domani alle 22 anche a Faenza e nelle parrocchie della Diocesi suoneranno le campane di molte chiese per chiedere la fine del conflitto a Gaza.

Il Vescovo insieme ad altri presuli, ha aderito a questa iniziativa e ci sollecita a far sentire la voce delle comunità cristiane che chiedono la pace. Chiediamo al Signore dii essere costanti e convinti nella preghiera, nell’azione formativa e nell’impegno concreto, per costruire istituzioni di Pace.

Don Tiziano Zoli nominato assistente ecclesiale CSI e ANSPI

Volendo provvedere alla cura pastorale del Centro Sportivo Italiano, S.E. Monsignor Mario Toso ha nominato il 16 luglio scorso Don Tiziano Zoli assistente ecclesiale del CSI di Faenza-Modigliana per un quinquennio dalla data odierna.

Il CSI si propone di tradurre nella pratica sportiva gli insegnamenti della Chiesa Italiana.

Inoltre il Vescovo Mario ha nominato, il 22 luglio scorso, Don Tiziano Zoli come assistente spirituale del Comitato Zonale Anspi Faenza-Modigliana per il quadriennio in corso.


Don Jean Romain Ngoa nominato consigliere spirituale diocesano del “Rinnovamento nello Spirito Santo”

Il Vescovo S.E.  Monsignor Mario Toso, volendo garantire un servizio di assistenza spirituale all’associazione “Rinnovamento nello Spirito Santo” che opera per il rinnovamento della vita cristiana, il 16 luglio scorso ha nominato don Jean Romain Ngoa come consigliere spirituale diocesano dell’associazione per il quadriennio in corso. Don Jean Romain succede a don Claudio Platani a questo servizio.


Introduzione al volume “Movimenti religiosi femminili pretridentini nel territorio di Ravennatensia (sec. XIV-XVI)

Di seguito pubblichiamo l’Introduzione scritta da S.E. Mons. Mario Toso al volume “Movimenti religiosi femminili pretridentini nel territorio di Ravennatensia (secoli XIV-XVI)” a cura di Mons. Maurizio Tagliaferri.

 

Sig. Presidente, illustri relatrici e relatori, benvenuti a Faenza. Sono lieto di accogliervi a nome anche della Diocesi di Faenza e Modigliana. Ci onorate con la vostra presenza e con un importante Convegno che ci aiuterà a conoscere meglio la storia e la cultura religiosa del nostro territorio, ma non solo. Ringrazio, pertanto, il Presidente del Centro studi e ricerche Antica Provincia Ecclesiastica Ravennate per la scelta di questa sede; come anche esprimo la mia riconoscenza ad un così qualificato gruppo di esperti di fama nazionale e internazionale, che con la loro competenza e i loro molteplici approcci consentiranno di addentrarci in un mondo che non sempre conosciamo in tutta la sua complessità e ricchezza.

Al Presidente e ai singoli relatori, dunque, le mie più vive congratulazioni con l’augurio di un felice esito dei lavori. Il tema che avete scelto Movimenti religiosi femminili pretridentini nel territorio di Ravennatensia (secoli XIV-XVI) è di grande interesse e attualità e vede, come già detto, la partecipazione di esperti di fama nazionale e internazionale. Mi sia concesso l’onore di salutare in particolare la professoressa Gabriella Zarri autentica pioniera in questo settore di studi. Usando le sue parole possiamo dire che negli ultimi quaranta/cinquant’anni si è affermata una disciplina specifica: gli Women’s Studies, che hanno di fatto portato alla luce e valorizzato l’apporto delle donne nei diversi aspetti della cultura, dell’arte, del lavoro e della politica e hanno posto le basi teoriche della “storia del gender”. Proprio gli studi storici – sosteneva la stessa Gabriella Zarri qualche anno fa – hanno dimostrato che la religione è stata per molti secoli il milieu privilegiato in cui le donne hanno potuto realizzare sé stesse e mostrare le proprie capacità culturali, organizzative, sociali, dando un contributo originale al pensiero teologico e spirituale delle Chiese cristiane e alla convivenza umana e sociale. In tal modo, hanno contribuito, con la loro vita protesa alla trasfigurazione dell’umano e al dono di se stesse, a strutturare quell’Umanesimo trascendente di cui il creato e il mondo odierno hanno un estremo bisogno. I movimenti religiosi sono stati luogo dell’incarnazione e della manifestazione di Dio nella finitudine dell’esistenza. Con ciò stesso essi hanno avviato processi di graduale divinizzazione e, quindi, di ulteriore umanizzazione delle persone, degli stili di vita, della condotta, della cultura, delle istituzioni. Sono apparsi, nel tempo e negli spazi, fonte generativa di nuovi inizi a fronte di crisi etiche, di conflitti, di ingiustizie, di tragedie epocali. Sono divenuti segno di speranza e della giustizia più grande, pur nei limiti della condizione umana. La diminuzione dei movimenti religiosi femminili, di cui soffre la Chiesa in non poche parti del mondo, non può non apparire che un depotenziamento dell’umano chiamato alla sua pienezza in Gesù Cristo, l’assoluto umano di Dio.

La conoscenza della storia e delle sue grandi direttrici non si può attingere se non per mezzo di indagini accurate e appassionate, alla ricerca delle trasfigurazioni, ben situate nel tempo e nello spazio, provocate dall’Incarnazione del Verbo. Ciò risulta ancor più reale e pregnante quando si tratta di storia religiosa e di vita ecclesiale. Nel 2026 il vostro Centro Studi celebrerà i suoi sessant’anni di attività. In tutti questi anni sono cresciute non solo tra gli studiosi, ma anche all’interno dell’episcopato emiliano romagnolo, le simpatie verso le vostre iniziative e questo è motivo di compiacimento e speranza.

Buon lavoro a tutti.

Mons. Mario Toso
Faenza, Seminario, 29 settembre 2023