Saluto a chi va in vacanza

27-06-2013


La tradizione di un saluto ‘a chi va in vacanza’ è nata dal desiderio di accompagnare con una buona parola coloro che si allontanavano dalla parrocchia in estate per andare nelle località di villeggiatura o nella seconda casa in montagna o al mare. Le cose stanno cambiando, anche se resta un certo spostamento dei fedeli alla domenica dalla città alle località turistiche. Resta invece un notevole cambiamento nelle attività pastorali delle parrocchie, sia in quelle di partenza sia in quelle di arrivo..


Si può dire che la pastorale si adegua al cambiamento delle abitudini stagionali, cercando sempre tuttavia di intercettare le situazioni per un annuncio cristiano. Basti pensare alle attività per i ragazzi nelle prime settimane estive, con l’intento di dare un aiuto alle famiglie che ancora lavorano e nello stesso tempo di fare una proposta formativa attraverso il Cree; oppure ai vari campi scuola per ragazzi e giovani proposti dalle associazioni o dalle parrocchie stesse; oppure le iniziative rivolte agli anziani o alle famiglie.


Il tempo delle vacanze è una opportunità per fare le cose dello spirito con più calma sia perché ci può essere più tempo per questo, sia perché l’ambiente diverso favorisce la riflessione. Senza dire che il contatto con una natura più integra (dove questo è ancora possibile) è un primo passo per vedere ciò che la consuetudine nasconde.


Il cambio dei ritmi tra lavoro, famiglia e tempo libero può aiutare a vedere eventuali lacune e favorire una rettifica della distribuzione dei vari doveri, soprattutto se nella nostra confusione abbiamo dimenticato momenti importanti, come può essere la Messa della domenica. Quando a questo riguardo si dice che non c’è tempo, in genere è perché non c’è l’interesse sufficiente per riservare il tempo anche per quella cosa.


Ben venga quindi l’occasione, breve o lunga può essere indifferente, per rimettere un po’ d’ordine nella nostra vita e riprendere gli impegni di sempre con più serenità e con animo nuovo.