Solidarietà con i cristiani dell’India

Messaggio alla diocesi


Di fronte alla persecuzione cruenta che si è scatenata in alcuni stati indiani contro i cristiani, la locale Conferenza episcopale ha indetto una giornata di preghiera e digiuno per domenica 7 settembre. Invito i nostri cristiani ad unirsi a questa giornata, con un gesto di solidarietà che testimoni la nostra vicinanza ad un momento difficile per quella popolazione. La preghiera e il digiuno possono molto presso Dio, perché converta il cuore dei violenti, e faccia cadere le armi dalle loro mani. I sacerdoti nelle Messe di domenica faranno una intenzione di preghiera per i cristiani perseguitati in India e nel resto del mondo, e inviteranno i fedeli a gesti personali di digiuno.


 


Possiamo unire nella nostra preghiera tutti i cristiani perseguitati nel mondo, che non sono mai stati tanti come oggi. Tra le vittime dei vari estremismi (mussulmano, induista, e forse altri), del comunismo cinese, dei vari nazionalismi ormai si contano a milioni. Non si chiedono dei privilegi perché cristiani, si chiede il rispetto dell’uomo, anche se cristiano. La discriminazione religiosa è sempre un segno di inciviltà, e guarda caso è condannata solo dal cristianesimo (e dalle culture che vi attingono le loro radici più vere).


 


La preghiera è un argomento forte, che sarà noto solo a Dio, e che intanto ci fa uscire da un vergognoso silenzio connivente della nostra società, tanto più che dall’India non viene nemmeno un po’ di petrolio.

01-09-2008